[Comunicato stampa Giunta regionale Umbria]
TERREMOTO: LORENZETTI: “IMPEGNARE STATO, REGIONI E UNIONE EUROPEA IN ‘PATTO PER MESSA IN SICUREZZA EDIFICI’”. LA LEGGE REGIONALE SULLA PREVENZIONE SISMICA

martedì 5 novembre 2002


(AUN) – Perugia, 5 nov. – Un programma pluriennale di interventi per rendere più sicure le scuole, gli ospedali, gli uffici pubblici, le abitazioni degli italiani, a partire da quelli situati in zone ad elevato rischio sismico, che impegni congiuntamente, in un “Patto per la messa in sicurezza”, Stato, Regioni e Unione Europea e le forze politiche di maggioranza e di opposizione. E’ questa la proposta che è stata lanciata dai presidenti delle Regioni Umbria e Campania, Maria Rita Lorenzetti e Antonio Bassolino, nel corso della puntata di “Porta a Porta” andata in onda lunedì scorso e dedicata al terremoto del Molise ed alle problematiche della prevenzione sismica.

   “Bisogna smetterla – ha detto la presidente Lorenzetti – di ‘scoprire’ la necessità della prevenzione e della messa in sicurezza degli edifici soltanto dopo che una calamità colpisce il nostro Paese. Consapevoli di questa prioritaria esigenza, in Umbria dopo il terremoto del 1997, che ha fatto poche vittime grazie anche al discreto stato strutturale degli edifici frutto di interventi di manutenzione, abbiamo fatto la scelta di ricostruire attuando una efficace prevenzione antisismica, applicata alle case, alle opere pubbliche, ai beni culturali e alle attività produttive. Interventi tecnologicamente appropriati – spiega la presidente – grazie anche ad un capillare monitoraggio della sensibilità sismica del territorio, la cosiddetta ‘microzonazione’, che ci ha permesso di conoscere le differenti reazioni agli eventi sismici delle diverse zone, adeguando così le tecniche di costruzione, di consolidamento e di messa in sicurezza degli edifici”.

    La presidente Lorenzetti ricorda che “è dall’esperienza della ricostruzione scaturisce anche la nostra legge regionale, recentemente approvata dal Consiglio (15 ottobre 2002 ndr.), che detta norme in materia di prevenzione sismica del patrimonio edilizio, nella quale sono previsti studi e interventi, finanziati attraverso contributi diretti e agevolazioni fiscali, programmati su scala triennale e attuati con piani annuali direttamente dai Comuni. Per il 2002 abbiamo previsto un finanziamento di circa 4milioni 300mila euro (8miliardi di vecchie lire). Abbiamo voluto dare questo nostro contributo alla costruzione di una diversa filosofia e politica d’intervento. Occorre ora che anche lo Stato faccia la sua parte a partire dalla legge finanziaria, prevedendo, come fatto dai precedenti Governi, sgravi su Irpef e Iva per chi attua interventi di prevenzione sismica, rifinanziando la legge sull’edilizia scolastica, i cui oneri gravano ora esclusivamente sugli esigui bilanci di Regioni e Province”.

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POL/PR 142-2

TERREMOTO: LORENZETTI: “IMPEGNARE STATO, REGIONI E UNIONE EUROPEA IN ‘PATTO PER MESSA IN SICUREZZA EDIFICI’”. LA LEGGE REGIONALE SULLA PREVENZIONE SISMICA (2)

(AUN) – Perugia, 5 nov. – “E’ necessario, infine – ha sottolineato Lorenzetti –, impegnare in un ‘Patto per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati’, Stato, Regioni e Unione Europea, attuando un programma pluriennale di interventi che, attraverso l’impiego di cospicue risorse, metta la parola fine ai ‘condoni edilizi’ e alla logica, fine a se stessa, del ‘taglio del nastro’ di grandi opere pubbliche. Un Patto che veda coinvolte tutte le istituzioni e che preveda nel lungo periodo un’azione capillare sul territorio e le relative priorità di intervento”.

   Per Lorenzetti dovranno essere chiare le competenze di ciascuno. Al Governo spetterà l’individuazione dei criteri, la predisposizione e l’aggiornamento della mappatura delle aree a maggior rischio sismico e le normative tecniche, alle Regioni l’individuazione dei Comuni su cui intervenire e agli Enti locali, infine, l’attuazione degli interventi. Le risorse finanziarie per un progetto di “così grande respiro” dovranno essere individuate dal Governo, dal Parlamento, dalle Regioni attraverso anche l’attivazione dei fondi dell’Unione europea.

   “Un programma di tale ampiezza e consistenza – ha concluso la presidente Lorenzetti - forse avrà minore ‘visibilità politica’, ma sarà sicuramente una prova di grande civiltà di governo e di capacità del potere pubblico di ‘tutelare’ concretamente l’incolumità e la vita dei cittadini, adempiendo a quel primario dovere cui ci ha richiamato il presidente Ciampi in occasione dei funerali delle vittime di S. Giuliano di Puglia”.

TB/tb

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