[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
ALLE 5 DI STAMANI PARTITA LA COLONNA MOBILE TRENTINA ALLA VOLTA DI CAMPOBASSO

mercoledì 6 novembre 2002


(g.p.) – Alla presenza dell’assessore provinciale alla protezione civile, Silvano Grisenti sono partiti questa mattina alle 5.05 dalla caserma dei vigili del fuoco di Trento i componenti della colona mobile diretta a Campobasso nell’ambito di una missione umanitaria a favore dei terremotati. Si tratta di un settantina di uomini e donne (vigili del fuoco permanenti e volontari, operatori del Servizio prevenzione calamità pubbliche, del Servizio geologico, volontari dei NuVolA, della Croce Rossa, e dell’ Associazione psicologi per i popoli) che viaggiano a bordo di una decina fra mezzi pesanti e per il trasporto passeggeri. Alle ore 11 la spedizione ha fatto una prima tappa una cinquantina di chilometri sotto Rimini. La marcia procede spedita e si conta di raggiungere la meta verso le ore 17 di questo pomeriggio. “L’ultimo tratto di strada – hanno spiegato al nostro telefono i responsabili della colonna mobile – sarà particolarmente difficile stando alle descrizioni di chi ci ha preceduto nei sopralluoghi”. I trentini alloggeranno in un proprio campo base, in completa autosufficienza. Come ricordato ieri sera nel corso di una riunione della sala operativa convocata dall’assessore Silvano Grisenti, il loro primo compito sarà quello di censire i danni subiti dalle abitazioni e di stabilire quali possano essere resi nuovamente agibili, anche con piccoli interventi. Questo per corrispondere anche alle raccomandazioni del Dipartimento nazionale alla protezione civile che intende evitare la formazione di tendopoli giudicate inadatte per fronteggiare questo tipo di emergenza. A Sant’Elia a Pianisi ci sono una ventina di case danneggiate, compreso il municipio e il poliambulatorio che serve diversi comuni. Come già comunicato, la casa di riposo è inagibile, circostanza che ha costretto ad un primo trasferimento degli ospiti presso la scuola materna. Domani ci sarà un nuovo trasloco in un albergo appositamente requisito dal Dipartimento nazionale. L’assistenza agli ospiti è garantita dal personale della casa di riposo – è stato spiegato oggi – ma il problema sussiste per una ventina di altri anziani che vivono nel circondario e che sono rimasti senza abitazione. Di qui la richiesta di provvedere con un minimo assistenza, non solo per i pasti, ma anche dal punto di vista psicologico. Si cerca una soluzione anche per il poliambulatorio che al momento è stato allestito in due tende. L’ideale – ha riferito ieri sera Claudio Bortolotti – sarebbe trovare una struttura in muratura alternativa, anche se non si esclude in ultima istanza di realizzare un prefabbricato”. A Macchia Valfortore si effettuerà una verifica sull’effettiva stabilità degli edifici danneggiati (sono una quarantina). Per le case che non potranno essere recuperate occorrerà trovare altre soluzioni. Non si esclude che si renda necessario realizzare alcuni prefabbricati, che non saranno però dei container, ma delle piccole casette in grado di garantire una dignitosa abitabilità per un paio di anni. La colonna mobile trentina sarà autosufficiente, anche per quanto riguarda i materiali, nonché per la cucina che sarà allestita presso l’asilo oppure presso il campo sportivo al centro del paese. Fotoservizio e filmato a cura dell’ufficio stampa relativo alla riunione della Sala Operativa di ieri sera