[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Affollato incontro quest’oggi nella sede della Provincia, in piazza Dante L’ASSESSORE PINTER: “LE STRADE PER LA REVISIONE DEL QUADRO URBANISTICO IN TRENTINO” Tecnici, amministratori, giuristi e architetti a confronto sulla perequazione urbanistica

martedì 12 novembre 2002


(c.m.) – Amministratori comunali, tecnici, giuristi, architetti hanno affollato questo pomeriggio la sala stampa della Provincia, in piazza Dante, a Trento, per l’incontro organizzato dall’Assessorato all’ urbanistica, fonti energetiche e riforme istituzionali sul tema: “Un percorso di revisione del quadro urbanistico provinciale. Prospettive della perequazione urbanistica”. Incontro tecnico, ricco di dati, analisi e confronti attorno ad un tema che è già importante e che ancora di più lo diventerà nei prossimi mesi. La Provincia Autonoma di Trento ha infatti attivato un percorso di riflessione sul quadro urbanistico provinciale proprio nella prospettiva di una sua revisione. Lo ha ricordato Roberto Pinter, assessore all’urbanistica, nell’intervento che ha aperto i lavori. L’impegno appare di grande rilevanza, non solo per il ruolo che l’urbanistica gioca sia nel quadro ambientale che economico e sociale, ma anche per l’avvio della contemporanea revisione del piano urbanistico provinciale. Dopo l’approfondimento condotto in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Urbanistica sul quadro delle innovazioni legislative a livello europeo, nazionale e regionale e la verifica dell’efficacia del sistema urbanistico della provincia di Trento, si è voluto proporre con questo seminario l’avvio di un dibattito sullo strumento della perequazione urbanistica, presentando alcune esperienze e le prospettive di innovazione della normativa. “Quello che dobbiamo perseguire – ha detto Pinter – è l’utilizzo di strumenti efficaci nella direzione del miglior utilizzo possibile del territorio. Pur non prevedendo infatti grandi urbanizzazioni del territorio stesso, occorre raggiungere un risultato di qualità. C’ è una grande attesa attorno al documento di revisione del Piano regolatore generale. Occorre rendere più efficaci gli strumenti della pianificazione. Si tratta di un profilo delicato, anche sul versante del diritto, e che proprio per questo ha bisogno di momenti di confronto come quello che abbiamo organizzato quest’oggi”. Pinter ha così proseguito: “Non possiamo certo dimenticare che nessuno finora in Italia ha saputo risolvere il governo dei suoli, ma questo non ci esime dal dover trovare un equilibrio tra interessi privati e ruolo pubblico. E in questo senso l’azione della pianificazione urbanistica tradizionale è un’azione limitata. Dobbiamo capire se bastano gli attuali strumenti quali il PRG o se non occorra invece mettere mano a nuovi strumenti quali quelli perequativi”. Pinter ha ricordato, ad esempio, come territorio e risorse pubbliche non abbiano evitato la proliferazione delle seconde case. “Un problema in molte zone, visto anche lo scarso ritorno che offrono in termini di sviluppo socio – economico”. All’intervento del vicepresidente della Provincia autonoma di Trento ha fatto seguito quello di Bruno Zanon, dell’università di Trento, che si è occupato di “Attuazione ed efficacia dei piani urbanistici in Trentino”. Ha ripreso i temi di fondo dell’intervento di Pinter e ha sottolineato alcune questioni che incidono anche sulla pianificazione urbanistica: dalla presenza di 17 mila lavoratori stranieri alle possibilità offerte dal recupero edilizio (8 mila dei 28 mila nuovi alloggi sono appunto stati “recuperati”) alla persistenza (seppure con un calo rispetto a dieci anni fa) degli alloggi non occupati: circa un terzo del totale. La qualità urbana – ha poi ricordato Zanon - costituisce sicuramente l’aspetto chiave di ogni azione sulla città, così ; come la compensazione degli oneri e dei vantaggi deve costituire un nodo cruciale nella costruzione del piano urbanistico. Il primo aspetto comporta il ripensamento di alcuni strumenti consolidati, in particolare gli standard urbanistici, mentre il secondo costituisce il tema – che si presenta ora con un profilo innovativo - della perequazione. E la necessità di elaborare meccanismi di perequazione urbanistica deriva da esigenze di natura diversa: equità di trattamento tra cittadini/proprietari da una parte; quindi l’allentamento della pressione alla dichiarazione di edificabilità dei suoli ed, ancora risolvere, almeno in parte, il problema dei vincoli dei suoli preordinati all’esproprio; connettere l’edificazione alla creazione delle opere di urbanizzazione e dei servizi di base attivando meccanismi ordinari di fornitura di aree per infrastrutture, verde, servizi, che comprenda un significativo intervento privato accanto a quello pubblico. Della perequazione sotto il profilo giuridico si è poi occupata Daria De Pretis, dell’Università degli Studi di Trento mentre la perequazione urbanistica in alcune esperienze di pianificazione è stato l’oggetto dell’intervento di Ezio Micelli dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Infine, le conclusioni ancora affidate all’assessore Pinter che ha invitato le amministrazioni comunali “ad avere più coraggio anche nel cercare di comporre le divergenze urbanistiche tra pubblico e privato. Meglio trovare soluzioni piuttosto che insistere in contenziosi che, di fatto, bloccano tutto ed impediscono di esplorare strade capaci di condurre anche a scelte positive”. Fotoservizio Rensi, filmato Sirio