[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Per iniziativa dell’assessore provinciale alla cooperazione allo sviluppo Remo Andreolli UN AIUTO STRAORDINARIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA AL COMUNE PALESTINESE DI BEIT JALA

martedì 12 novembre 2002


(m.p.) – Il Trentino ha deciso di accogliere una nuova duplice richiesta di aiuto proveniente dal comune palestinese di Beit Jala. La prima è stata avanzata dall'ospedale cittadino - attraverso il sindaco – per far fronte all’emergenza sanitaria determinatasi negli ultimi mesi, e riguarda l’acquisto di due macchine per dialisi. La seconda è partita dai Frati della Custodia di Terra Santa, e concerne l'acquisto di materiale edile per la riparazione di case distrutte a Betlemme nel corso della recente escalation militare. In accordo col Consolato italiano a Gerusalemme la Provincia autonoma di Trento – ed in particolare l’assessorato alla cooperazione allo sviluppo che fa capo all’assessore Remo Andreolli - ha deciso di finanziare entrambe gli interventi, destinando 30.000 euro per l'acquisto delle attrezzature ospedaliere, e altri 5.000 euro per i Frati della Basilica di Betlemme. Peraltro anche lo stesso Consolato, in collaborazione con lo UNDP - United Nation Development Program - sta provvedendo alla fornitura di macchine dello stesso tipo per altri ospedali della zona L’amicizia fra il Trentino è Beit Jala è ormai di lunga data. Nell’ottobre del 2000, come si ricorderà, ci fu la visita in Palestina di una folta delegazione provinciale comprendente rappresentanti di Consiglio, Giunta e società civile (tra cui il Coro Sant’Ilario). Allora il clima politico nella regione poteva ancora indurre gli osservatori esterni ad esprimere un moderato ottimismo nei confronti dell’evoluzione delle relazioni fra palestinesi e israeliani. Ma solo poche settimane dopo ebbe inizio la cosiddetta seconda Intifada. Nel giugno 2001 il sindaco di Beit Jala venne in visita in Trentino; constatata la disponibilità dell’amministrazione provinciale a sostenere un’iniziativa di cooperazione a allo sviluppo, le autorità locali optarono (tra una serie di ipotesi) per la costruzione di un centro sociale giovanile (costo previsto circa 750.000 euro). Finora tuttavia, vista la drammatica situazione che si registra nell’area, il progetto è rimasto in sospeso. Nel frattempo sono invece cresciute altre emergenze, come quelle sottoposte alla Provincia autonoma di Trento e oggetto della presente decisione. Gli interventi – che hanno il supporto anche del Coordinamento Trentino degli Enti locali per la pace - verranno realizzati con il coinvolgimento dell'associazione Pace per Gerusalemme.