[Comunicato stampa Giunta regionale Veneto]
REGIONI ED ENTI LOCALI DOPO LA RIFORMA COSTITUZIONALE: GALAN

martedì 12 novembre 2002


(AVN) - Venezia, 12 nov. - Il presidente della Giunta regionale del Veneto, Giancarlo Galan, ha aperto questa mattina il terzo dei seminari organizzati dalla Regione sulle riforme, dedicato a "Regioni ed enti locali - Dopo la riforma costituzionale del 2001". I precedenti avevano come tema "Federalismo fiscale" e "Giustizia e Regioni". "Siamo in un momento straordinariamente importante e decisivo - ha osservato il presidente - ma il tempo delle decisioni volge al termine. Ora le idee vanno tradotte in azione. La riscrittura dello Statuto a questo punto dipende solo da noi". "Quando si arriva al momento delle scelte - ha aggiunto Galan - è necessario chiedersi se la fase del confronto sia stata condotta proficuamente e "noi crediamo che questo sia avvenuto". "Lo scontro dialettico - ha detto ancora - se non nasce da posizioni preconcette di mero antagonismo politico è la componente essenziale di ogni procedimento democratico leale e collaborativo" Il presidente della Giunta ha rilanciato la volontà di predisporre un disegno organico di riforma che pervenga ad una chiara assunzione di ruolo da parte della Regione nei confronti dello Stato, delle autonomie locali, delle altre istituzioni, dei cittadini stessi. "In questo disegno innovativo - ha precisato- la Regione non ha alcuna intenzione di riproporre un nuovo centralismo, ma al contrario intende dare più voce e vitalità allo spirito autonomistico". Nel Veneto dei 581 comuni, in gran parte di piccola dimensione, un territorio tradizionalmente disomogeneo, ci sono aree ricche di risorse e di imprenditorialità, ma anche zone meno fortunate e meno sviluppate che non sono riuscite ad esprimere tutte le loro potenzialità. Alla Regione, ha ribadito Galan, va riconosciuto il ruolo di regia e alle Autonomie la titolarità delle funzioni. Riguardo al Consiglio delle Autonomie da istituire con il nuovo Statuto, Galan ha fatto presente come prima ancora che gli si dia forma qualcuno ha tratteggiato un organismo caratterizzato da un forte potere di interdizione, incentrato sul voto, piuttosto che da un'altrettanto forte connotazione positiva. Questa idea non la condivido" ha sottolineato. "Un organismo nato per scelta del legislatore costituzionale come raccordo tra regioni ed autonomie - ha aggiunto - non può avere, come caratteristica il potere di contrapporsi alle scelte legislative o di politica di governo. Penso che sarebbe più funzionale individuare una forma di partecipazione maggiormente propositiva che non inceppi la già complessa fase legislativa". "Anche in passato le sconfitte che più hanno pesato sono derivate - ha fatto presente il presidente della Giunta Veneta - proprio dalla incapacità delle istituzioni venete di fare squadra e di percepire i bisogni collettivi. Fare squadra non è uno slogan; significa avere capacità di coesione, collaborazione e senso di una comune identità, percepire appieno l'interesse comune, andando oltre all'interesse di bottega e ad ogni campanilismo. Quello che proponiamo è dunque di valorizzare ad ogni livello le forme di concertazione". "Non proporremo certo un sistema delle autonomie - ha assicurato Galan - di stampo centralistico, ma un sistema policentrico ed integrato con gli altri enti locali e con le rimanenti istituzioni ed organismi che operano sul territorio veneto. Ci sono comuni che sognano ancora il ritorno alle municipalità murate, ma queste sono aspirazioni che si collocano fuori dalla realtà e dalla storia. Costruire insieme il nuovo statuto significa invece concordare anche il nuovo modello di sviluppo veneto per l'avvenire, dare un senso alla tensione operosa e solidale della nostra gente, integrarsi nella dimensione europea nella quale ormai siano strutturalmente inseriti". Il convegno è proseguito con le relazioni:"Gli enti locali tra Stato e Regioni: Una doppia dipendenza?" del prof. Giovanni Sala dell'Università di Verona; "Le fonti propizie dell'ordinamento locale (statuto e regolamenti) del prof. Rosario Ferrara dell'Università di Torino; "Le funzioni locali" del prof. Ludovico A. Mazzarolli, dell'Università di Udine; "Gli enti locali nella più recente legislazione dello Stato" del prof. Paolo Piva, Università di Padova; "La partecipazione degli enti locali alla legislazione locale, la proposta del Consiglio delle autonomie" del prof. Gherardo Bergonzini; "La finanza locale " del prof. Loris Tosi dell'Università di Venezia; "Il destino del testo unico sull'ordinamento degli enti locali " del prof. Girolamo Sciullo, dell'Università di Verona; "Gli strumenti per una tutela costituzionale dell'autonomia locale" del dott. Andrea Ambrosi dell'Università di Padova.