[Comunicato stampa Giunta regionale Toscana]
STOP ALLA PENA DI MORTE: MARTINI FIRMA L'APPELLO PER ASHEM AGHAJARI Domani conferenza stampa per presentare gli eventi in programma l'anno prossimo

martedì 17 dicembre 2002


17.12.2002 - "Quella contro la pena di morta è una scelta che la Toscana ha fatto propria da tempo. Basti pensare che nella nostra regione, primo stato al mondo, l'abolizione della pena capitale risale al 30 novembre 1786". Inizia così il messaggio che il presidente Claudio Martini ha inviato a Luciano Violante sottoscrivendo l'appello contro la condanna a morte di Ashem Aghajari, l'intellettuale iraniano condannato dalla magistratura del suo paese per aver messo in discussione i dogmi di Maometto. "La pena di morte non è solo una vera e propria barbarie, - spiega Martini - ma un atto inefficace e inutile. Non serve a ridurre i crimini, quindi non costituisce un valido deterrente. Non si educa alla vita seminando la morte". "La pena di morte - ricorda il presidente - è una violazione dei fondamentali diritti umani, in particolare del diritto alla vita sancito dall'articolo 3 della Dichiarazione universale dei diritti umani. Su questo credo che l'Europa intera abbia un preciso dovere: come è scritto nella Carta dei diritti fondamentali "la dignità umana è inviolabile (…). Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né essere giustiziato". Il 2003 sarà l'anno della moratoria universale contro le esecuzioni capitali e la Regione Toscana ha deciso di organizzare da ora fino al 30 novembre una serie di iniziative per riflettere sulla pena di morte. Per presentare questi eventi - ed in particolare il video prodotto dall'ente teatrale "Pupi e Fresedde" con il sostegno della Regione e la partecipazione di diversi artisti - il presidente Claudio Martini ed il suo vice Angelo Passaleva incontreranno i giornalisti domani alle 13 nella sala stampa "Maria Grazia Cutuli" a Palazzo Bastogi, in via Cavour 18 a Firenze. (wf)