[Comunicato stampa Giunta regionale Calabria]
La Regione Calabria attiva i presidi idraulici

lunedì 17 gennaio 2005


Rimane sempre alta l’attenzione della Giunta Regionale ai temi della difesa del suolo ed in particolare, anche alla luce dei recenti avvenimenti, aIle problematiche di manutenzione e controllo del reticolo idrografico del territorio. I bacini regionali costituiscono infatti un rilevante patrimonio da salvaguardare e valorizzare, sia in rapporto alla difesa dal rischio di alluvione che sotto il profilo della riqualificazione ambientale e paesaggistica.Per lunghi periodi di tempo i corsi d’acqua sono stati oggetto di interventi di impatto rilevante sul loro assetto, quali indiscriminati prelievi di portata, restringimento degli alvei, occupazioni non autorizzate. E’ emersa dunque la necessità di progettare un’azione sistematica di riequilibrio degli assetti territoriali che non solo comprendesse interventi di tipo strutturale, ma soprattutto tenesse in adeguata considerazione le attività manutentive e di controllo. E’ evidente infatti che la corretta manutenzione delle aste fluviali e delle relative aree di pertinenza idraulica rappresenta una necessità propedeutica a qualunque programmazione di interventi “strutturali” connessa alla difesa dai rischi alluvionali. In particolare, la presenza in alveo di materiale di varia natura che ostacola il libero deflusso idrico ha concorso, anche nel recente passato, al verificarsi di fenomeni di esondazione dalle gravissime conseguenze. E proprio nell’ottica di garantire il monitoraggio costante dello “stato di salute” dei corsi d’acqua, la Giunta Regionale della Calabria si è attivata a più riprese per progettare un’attività strutturata di controllo su tutto il reticolo idrografico. Già nel 1999 la Regione ha avviato in via sperimentale e provvisoria un servizio di controllo dei corsi d’acqua sul territorio regionale, contribuendo in maniera efficace anche alla formazione di una banca dati che si è rilevata fondamentale ai fini della redazione del Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico. Successivamente, con un provvedimento che risale al 2002, si è proceduto alla elaborazione di un dettagliato progetto di “Presidio Idraulico Regionale” che prevedeva la organizzazione di una struttura di tipo tecnico-amministrativo articolata sul territorio e posta a garanzia della funzionalità dei bacini idrografici. Il progetto prevedeva di organizzare 14 “Aree programma” (di cui 13 di rilievo regionale e 1 di rilievo interregionale) omogenee a scala di bacino, sulle quali potesse essere impostata l’unità amministrativa di gestione, in linea con le norme nazionali e regionali in materia di difesa del suolo. Per il presidio idraulico erano ipotizzate funzioni di controllo, monitoraggio e manutenzione. La struttura del presidio così costruita, si prefiggeva anche di garantire la presenza fisica permanente sul territorio di addetti specializzati e il coordinamento dell’attività dei diversi Enti titolari di competenze istituzionali in materia di difesa del suolo. Con una Deliberazione approvata dalla Giunta Regionale in una delle ultime sedute, si è proceduto a dare piena attivazione all’organizzazione disegnata dai provvedimenti già assunti. Elemento caratterizzante della nuova impostazione è il fatto che la costituzione dei Presidi Idraulici è resa organica al Settore Idrogeologico Regionale, attraverso l’apporto dei Servizi decentrati provinciali. Le funzioni principali che lo schema del progetto attribuisce definitivamente al presidio idraulico sono sintetizzate di seguito: Servizio di Vigilanza e Sorveglianza Idraulica. Consiste nella osservazione sistematica e programmata sia qualitativa che quantitativa dei parametri fisici relativi ai processi in atto nel bacino rappresentativi della sua situazione e del suo equilibrio. Comprende inoltre le attività di rilevazione connesse alla gestione del Sistema Informativo del Rischio Idrogeologico e le attività, anche di stretta emergenza, legate alle esigenze di Protezione Civile. Servizio di Polizia Idraulica. Si esplica attraverso personale qualificato con le mansioni di Ufficiale Idraulico o Sorvegliante Idraulico, con possibilità di esercizio anche di funzioni sanzionatorie. La vigilanza è attiva nei settori delle attività estrattive, delle cave, delle derivazioni idriche superficiali e sotterranee, degli effluenti liquidi, delle discariche di rifiuti, della protezione della flora e della fauna. Servizio di Piena. Il personale impegnato nel servizio, nella fase di allerta, osserva, in maniera diretta e continua, i livelli idrici in corrispondenza di sezioni dell’asta fluviale particolarmente significative. Nella fase di allarme assolve a Servizi di Protezione Civile tesi a scongiurare danni a persone e cose e a ridurre il progredire dei dissesti. Servizio di Manutenzione. Consiste nella esecuzione delle attività di tenuta in efficienza dell'alveo, particolarmente concentrate su quelle sezioni già individuate come “critiche”. E’ effettuata anche la manutenzione dei versanti che insistono sullo sviluppo dell’asta fluviale, in relazione agli obiettivi definiti nella fase di pianificazione. Nello sviluppo del modello attuativo, è comunque mantenuto il principio, rilevabile anche dalle previsioni originarie del progetto, di attivare un coordinamento tra le varie Amministrazioni impegnate istituzionalmente nelle attività di protezione civile e difesa del suolo. Allo stato si prevede di attribuire ruoli e competenze all’Autorità di Bacino Regionale, all’ARPACAL, al Dipartimento Regionale della Forestazione, alla Protezione Civile Regionale. Rimane ad ogni modo aperta la possibilità di estendere la partecipazione al coordinamento ad altri Enti dei quali dovesse rendersi necessario l’apporto in termini di competenze tecniche o istituzionali. Come già accennato in precedenza, la recente deliberazione della Giunta Regionale sistematizzerà e renderà organiche una serie di iniziative che gli Uffici Regionali hanno già attivato e che sono state direttamente orientate all’individuazione delle situazioni di rischio e alla conoscenza degli elementi che interagiscono più pesantemente con lo sviluppo dei corsi d’acqua. In particolare sarà pienamente finalizzata la già citata attività di monitoraggio dei corsi d’acqua della Regione Calabria, avviata sulle aste fluviali del territorio regionale già dal 1999. Le informazioni rilevate in sito sono state archiviate sulla base di schede sintetiche opportunamente predisposte e riportate anche su supporto grafico. I dati raccolti sono stati inoltre organizzati su un data base di tipo relazionale. Tutti gli elementi censiti (accumuli, attraversamenti, scarichi, discariche, opere idrauliche longitudinali, opere idrauliche sporgenti, opere idrauliche trasversali, prelievi, cave, occupazioni, vegetazione) sono stati anche riportati, per ogni corso d’acqua, su cartografie tematiche e catalogati univocamente tramite l’attribuzione di un codice identificativo dell’elemento, dell’asta fluviale, del bacino di appartenenza e dell’Area Programma. Per ogni elemento censito sono state inoltre registrate sul database ulteriori informazioni riguardanti la presenza di opere nelle vicinanze, l’esistenza di dissesti, le caratteristiche tecniche e geometriche rilevate nonché lo stato di manutenzione delle opere. Il recente provvedimento di Giunta Regionale si pone dunque in continuità con il lavoro già svolto dalle diverse strutture operative e si prefigge l’alto obiettivo di verificare l'evoluzione del processo di controllo, monitoraggio e manutenzione nelle aree assegnate ai 14 Presidi Idraulici, che coprono l’intero territorio regionale. Il progetto prevede tra l’altro la definitiva messa a punto del “Data Base” già in parte costruito, che contribuirà alla realizzazione di un Sistema Informativo che si ritiene fondamentale strumento di controllo per le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria e direttamente finalizzato anche all’impiego ottimale delle risorse finanziarie che si renderanno disponibili per la riduzione del rischio idrogeologico in Calabria. Nell’ottica della piena e fattiva collaborazione tra Amministrazioni, il complesso delle attività si svilupperà con l’imprescindibile supporto di tutti gli Enti istituzionalmente preposti alla trattazione delle tematiche di difesa del suolo.