[Comunicato stampa Giunta regionale Calabria]
CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE IL RICORSO DELLA REGIONE

giovedì 27 gennaio 2005


Il Consiglio di Stato -si legge in una nota diffusa dall’Ufficio Stampa della Giunta regionale- ha accolto il ricorso in appello presentato dalla Regione Calabria e dal Comune di Reggio Calabria per l’annullamento dell’ordinanza n. 912/04 del 24/11/04, emessa dal TAR - Sezione di Reggio Calabria - con la quale è stata accolta la richiesta di sospensione della Delibera del Consiglio Regionale n. 283 del 3/8/04. Con tale atto erano stati approvati il piano triennale 2003/2005 e quelli annuali 2003/2004 di attuazione degli interventi di edilizia scolastica, ai sensi della legge 23/1996. Il ricorso al TAR era stato presentato da diverse scuole materne private di Reggio Calabria aderenti alla FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) guidate dal presidente Leonardo Manti, sulla base della pretesa che gli interventi destinati dalla legge agli immobili pubblici, adibiti ad uso scolastico, si debbano estendere anche alle scuole private, e agli immobili di proprietà privata, nonostante la Regione avesse più volte fatto rilevare la vacuità della pretesa. Con questa sentenza si conclude positivamente una vicenda che ha determinato il blocco delle attività della Regione e degli Enti locali beneficiari del piano di interventi per un periodo di alcuni mesi, durante i quali non sì è potuto procedere alla stipula delle relati-ve concessioni ed all’avvio dei lavori per interventi urgenti nelle scuole della regione, a fronte di una situazione di forte allarme sociale per lo stato di precarietà e pericolo in cui spesso versano le strutture scolastiche. “Questa sentenza - afferma l’assessore alla Pubblica Istruzione, ora dimissionario, Saverio Zavettieri- dimostra che l’assessorato ha lavorato sempre nel rispetto delle leggi e con grande imparzialità. Dispiace che una Federazione come la FISM, che , tra l'altro, non è la prima volta che attacca la politica del sottoscritto, per fare ciò si avvalga di forti appoggi della curia reggina. Dispiace perché una Federazione come la FISM si riduce alla difesa di interessi corporativi, sacrificando gli interessi generali molto più legittimi. Rimane – continua Zavettieri - comunque, il rammarico per alcuni provvedimenti giudiziari (in questo caso del TAR di Reggio Calabria) che vengono emanati con troppa facilità ed omettendo qualsiasi motivazione sull’elemento del pregiudizio grave arrecato all’interesse pubblico, disattendendo, così, ogni esame in ordine al bilanciamento degli interessi pubblici e privati coinvolti. Bilanciamento tanto più necessario, ove si consideri che l’accoglimento, per fortuna solo temporaneo, delle istanze ricorrenti della FISM, ha interrotto, alla radice, il procedimento di erogazione di finanziamenti indispensabili alle scuole pubbliche per assicurare un servizio insostituibile in favore della collettività". Ora il Consiglio di Stato, nell’annullare la sospensiva del TAR di Reggio Calabria, ha ritenuto che il ricorso in appello presentato dalla Regione è fondato, in quanto la pretesa delle ricorrenti scuole materne private paritarie di concorrere alla ripartizione dei fondi per l’edilizia scolastica, assegnati, invece, alle sole scuole pubbliche, non trova fondamento né nell’art. 12, comma 6, della legge n. 23/96 (che limita l’ambito di applicazione della legge alle istituzioni scolastiche statali, provinciali e comunali), né nella legge 62/2000, con cui il legislatore non ha esteso i benefici previsti dalla legge n. 23/96 alle scuole private paritarie, ma si è limitato ad includere, ad altri fini, tali scuole nel sistema nazionale di istruzione (ad es. benefici fiscali, assegnazione di borse di studio agli studenti; previsione degli specifici finanziamenti). Con il piano triennale 2003/2005 ed i relativi piani annuali 2003/2004 di attuazione degli interventi di edilizia scolastica si prevedono interventi in favore delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado per lavori urgenti di costruzione, recupero, manutenzione straordinaria e ristrutturazione degli immobili adibiti o da adibire ad uso scolastico, per un importo complessivo di oltre 41.500.000 euro. (p.g.)