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[Comunicato stampa Giunta regionale Lazio]
il Velino Lazio Anno VIII - n. 14 del 14.04.2005

giovedì 14 aprile 2005

Gli abbonati possono consultare il notiziario completo del Velino sul sito internet www.ilvelino.it 1. Giunta/1. Marrazzo congela i pronostici sulla squadra - 2. Giunta/2. Incompatibilità, la prima prova di Marrazzo - 3. L’Udc si misura dopo l’uscita dei dissidenti - 4. FI: Lovari, neocapogruppo al Campidoglio, risponde alle accuse - 5. Tra banche, editoria e immobili la longa manus di Caltagirone - 6. Collaborazione economica, Federlazio apre all’Ucraina - 7. La Cisl laziale si rinnova, partendo dai pensionati - 8. Stazione Termini, Schiuma (An): “No al doppio nome” - 9. Papa: niente ressa per visitare le grotte vaticane - 10. Telecom Master, Roma ci crede e rilancia l’area del tennis - 11. Lazio-Livorno,Susini (Ds) chiede chiarezza a ministro e Società - 12. Cinecittà Holding: si pensa ai privati per gestire gli immobili - 13. I vent’anni di Marevivo: novità, sfide e progetti - 14. Btm: Fiavet Lazio a sostegno delle agenzie di viaggio - 15. Missione Eneide/1. Vittori torna nello spazio - 16. Missione Eneide/2. Un gioiello lancia la ciociaria nello spazio 1. Giunta/1. Marrazzo congela i pronostici sulla squadra Di sicuro, tra i 16 assessori della giunta Marrazzo, c’è solo Raffaele Ranucci all’Innovazione e alle Attività produttive. In partenza da Fiumicino con moglie e figlia per qualche giorno di vacanza, il nuovo presidente della Regione Lazio, ha congelato tutti i pronostici del toto-giunta, promettendo i nomi fra una decina di giorni. In realtà i partiti della coalizione, che si sono incontrati con il governatore subito dopo la vittoria, qualche nome già ce l’hanno. A partire dai Ds. Augusto Battaglia, membro della commissione Affari sociali della Camera nonché vicepresidente negli anni novanta della comunità Capodarco, è sempre più vicino all’assessorato alla Sanità; per Francesco De Angelis, diessino doc che ha fatto l’en plein di voti a Frosinone, quello al Bilancio; per Daniela Valentini quello al Commercio e artigianato, visto che ricopriva questo incarico in Campidoglio. Il partito di Fassino sembra voler anche far scorporare i Lavori pubblici dall’assessorato ai Trasporti destinato a Mario Di Carlo in quota Margherita, per assegnarlo al dalemiano Claudio Mancini. Il partito di Rutelli, oltre a Di Carlo, preme per fare posto alla capolista dell’Ulivo Silvia Costa (forte delle sue 24 mila preferenze) e a Franco Dalia. E sopratutto a Linda Lanzillotta, già capo di gabinetto del presidente del consiglio Giuliano Amato, per la quale si continua a ipotizzare un incarico al Bilancio. Dovesse accettarlo, per Lanzillotta potrebbe essere anche candidata al ruolo di capofila degli assessorati al Bilancio in sede di conferenza delle Regioni. Rifondazione comunista dovrebbe essere premiata per il suo determinante apporto per la stesura del programma elettorale. Tre le poltrone sulle quali si discute: quella al Lavoro, che dovrebbe essere assegnata all’ex assessore capitolino alle Periferie Luigi Nieri, quella allo Sviluppo sociale e quella all’Urbanistica che fa gola anche ai Ds che vedrebbero bene occupata dal presidente dell’omonima commissione comunale Umberto Marroni. Ad Angelo Bonelli verrà assegnato l’assessorato all’Ambiente che su richiesta dello stesso ex capogruppo dei Verdi sarà trasformato nell’assessorato alle “Politiche ambientali ed energetiche”. Il neogovernatore ha inoltre assicurato a Bonelli che l'assessorato non verrà diviso in due, con la creazione di un dicastero all'Energia, come voleva una voce circolata negli ultimi giorni. Come vicepresidente sembra scontata, visto il rapporto di fiducia che intercorre con Marrazzo, la nomina del presidente dell’azienda Palaexpo e delle Scuderie del Quirinale, Ranucci. Al ritorno del suo viaggio Piero Marrazzo dovrà sciogliere anche un’altra spinosa questione: quella sull’incompatibilità dell’incarico da assessore con la carica di consigliere comunale. Una decisione presa dal neo presidente all’indomani della sue elezione che ha suscitato non poche ostilità da parte della sua coalizione. In primis Rifondazione che vorrebbe evitare ad ogni costo l’ingresso alla Pisana di personaggi poco cari all’anima bertinottiana del partito. (orp) TOP 2. Giunta/2. Incompatibilità, la prima prova di Marrazzo “Il consenso non è una variabile indipendente del sistema”. Poche parole con cui Silvia Costa (Margherita, possibile assessore della giunta Marrazzo) boccia l’idea di incompatibilità tra consigliere e assessore tanto cara al neo presidente della giunta regionale. Marrazzo, nei colloqui in corso con i responsabili dei partiti della coalizione, ha posto il problema: ‘carriere divise’ per consiglieri e assessori. Una linea che non piace ai partiti maggiori della coalizione, soprattutto a chi ha ricevuto un ampio numero di consensi (la Costa, capolista di Uniti dell’Ulivo è stata la più votata nella circoscrizione di Roma, con 23.914 consensi). “Chiederemo di chiarire la questione dell’incompatibilità che non è prevista nello Statuto. La Regione è assimilabile al Parlamento e non alle Province - insiste Silvia Costa - e quindi mi pare improponibile pensare a questa divisione. Non solo: le regole vanno scritte prima dell’inizio della partita e non a risultato acquisito”. Il ‘metodo Marrazzo’ riceverebbe così dalla Margherita un primo stop. Ma anche ‘il partito degli eletti’ non vede di buon occhio la possibilità di ricorrere a figure esterne alla politica: i Ds hanno qualche imbarazzo a recuperare certi esclusi (Loredana Mezzabotta e Biagio Minnucci, ad esempio), e preferirebbero scelte interne al Consiglio. “Sono il consigliere regionale diessino con il più alto numero di preferenze. Sono disposizione del partito e il partito deve pensare a chi ha concorso ed è stato eletto”, dice Francesco de Angelis, ciociaro, che ha avuto più di 24mila preferenze, facendo capire che il partito deciderà ma tenendo conto anche dei risultati delle urne. Anche Francesco Storace aveva avuto lo stesso problema. All’inizio della legislatura chiese agli alleati di riflettere sulla stessa proposta, ma non ha ottenuto risposta per quasi due anni. Ripropose la questione con più forza, ma anche in questo secondo caso ricevette prima il silenzio e dopo aver incalzato gli alleati portò a casa una raffica di no. In particolare Forza Italia e (all’epoca) il Ccd non erano disposti a mettere in pratica l’incompatibilità e gli assessori dei due partiti erano i primi che si sarebbero dimettersi dalla giunta pur di non lasciare il Consiglio. Marrazzo, comunque, secondo i bene informati, continuerà a riproporre la tesi dell’incompatibilità anche nei prossimi giorni, pur mettendo in conto che alla fine potrebbe non spuntarla. Una linea più accondiscendente, del resto, potrebbe comunque portare Marrazzo a incassare un paio di assessori esterni in più per la sua squadra. (imp) TOP 3. L’Udc si misura dopo l’uscita dei dissidenti Quattro seggi alla Pisana e il 7,8 per cento dei voti. Sono i numeri raggiunti dall’Udc alle ultime elezioni regionali nel Lazio. Numeri sui quali in pochi avrebbero scommesso all’indomani della candidatura di Marco Di Stefano, capogruppo Udc in Campidoglio, nella lista di Piero Marrazzo. Una decisione che si è rivelata vincente per l’ex consigliere capitolino, eletto con ben 14.000 preferenze, ma che comunque non è riuscita ad indebolire il partito di via Due Macelli. “I voti che è riuscito a prendere Di Stefano”, spiega il centrista Gianfranco Bafundi, neo eletto al consiglio regionale “sono quelli del centrosinistra. Alle persone non piace chi cambia schieramento”. Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Sisto Ferrante, capogruppo dell’Udc alla Provincia di Roma. “È stato bravo a raccogliere i consensi in una lista dove non c’erano politici”, puntualizza. “La sua uscita dal partito non ha influito minimamente sull’esito delle elezioni”, conclude Ferrante ricordando le 20 mila preferenze in più ottenute dall’Udc rispetto alle europee, “le sue battaglie, più o meno condivisibili, poteva combatterle dall’interno”. Anche il dissidente Marco Di Stefano, che già assapora l’idea di un assessorato all’interno della giunta Marrazzo, pur parlando di un risultato straordinario ritiene che “non abbia contribuito, se non in maniera minima, alla sconfitta di Storace”. L’ex centrista interpreta il suo successo personale come un segnale politico molto importante: “Il fatto che un moderato, cattolico, riceva tanti consensi dal centrosinistra di fatto apre le porte a quanti, come me, sono rimasti delusi dalla Casa della libertà e vogliono uscirne”. Di Stefano, snocciola poi i voti che ha ottenuto nei Municipi dove, seguendo il suo esempio, altri centristi eletti sono passati all’Ulivo. “Al XIX, dove era assessore all’ambiente Michele Regimenti, ho preso 1.600 preferenze. Al XVIII dove era vicepresidente Nicola Stampate, 3.000. In XIII, dove era assessore alla Cultura Donato Rutigliano, 1.200. Senza considerare -, prosegue il neo consigliere regionale dell’Unione - i voti che mi hanno portato tutti gli ex dirigenti dell’Udc che sono andati via dopo di me: Alberto D’Ettorre, Alfredo Bianco, Nazzareno Neri, Giuliano Giottoli, Paolo Toppoli e Federico Sorci, ex segretario romano giovanile”. (orp) TOP 4. FI: Lovari, neocapogruppo al Campidoglio, risponde alle accuse “Le accuse che mi sono state rivolte rivelano insufficienze culturali in chi le ha mosse”. Risponde così Roberto Lovari, neo capogruppo capitolino di Forza Italia, ai colleghi azzurri che contestano la sua nomina. “È una polemica che non ha basi politiche, né ideali”, spiega l’ex socialista ricordando che “il miracolo di Berlusconi è stato quello di mettere insieme uomini e donne che non avevano mai fatto politica, con opinioni diverse. Perché sorprendersi se in un partito liberaldemocratico ci sono cattolici, conservatori, laici?”. Gli attacchi più duri Lovari li ha ricevuti dall’ex capogruppo, Gianfranco Zambelli che, insieme ad altri quattro consiglieri azzurri, si è appellato al premier e a Sandro Bondi, coordinatore nazionale di FI, definendo la nomina “inopportuna per le sue posizioni radicalmente laiciste”. Una definizione che Lovari rimanda al mittente: “Sono laico, non laicista”. E a chi lo accusa di aver aderito al referendum sulla fecondazione e al matrimonio tra gay, il forzista ci tiene a precisare: “Berlusconi ci ha lasciati liberi di decidere. Forza Italia è un partito di cattolici, ma non è clericale. Sono favorevole al fatto che il Parlamento si dia una normativa sui diritti civili. Bisogna superare questa grettezze”. Sul perché sia stato scelto proprio lui alla guida del gruppo azzurro capitolino, Lovari ritiene che è “stata scelta una persona con una storia politica tale da riuscire a creare un rapporto più saldo tra il Campidoglio e i coordinamenti regionali e romani in vista delle prossime elezioni comunali e politiche”. Come cambierà adesso l’opposizione degli azzurri in Campidoglio? Lovari non ha dubbi: “Faremo una riflessione critica e insieme agli altri alleati aumenteremo la capacità di esporre ai cittadini i danni quotidianamente provocati dalla Giunta Veltroni che si appropria di tutto senza risolvere i problemi reali”. In Forza Italia si discute intanto dell’eventuale successione di Antonio Tajani nel ruolo di coordinatore regionale. Per il sostituto, Lovari ha un nome: “Tajani stesso. Oppure qualcuno in grado di assicurare la rigorosa continuità della linea politica di Tajani”. (orp) TOP 5. Tra banche, editoria e immobili la longa manus di Caltagirone Può contare su una produzione di cassa di oltre 300 milioni di euro la potenza di fuoco del gruppo Caltagirone. È questa liquidità, finora investita in parte o tenuta in serbo nelle casseforti delle proprie società, quella su cui si rivolgono i riflettori del mercato finanziario. Dove punterà ora Francesco Gaetano Caltagirone, numero uno dell’omonimo gruppo che sforna utili ogni anno? È questa la domanda che arrovella la comunità borsistica. Risposte definitive, al momento, non ce ne sono. Anche perché l’imprenditore è poco loquace, a differenza di alcuni suoi compagni di cordata come gli immobiliaristi Stefano Ricucci e Danilo Coppola. Anche se di recente Caltagirone ha nominato come direttore delle relazioni istituzionali Fabio Corsico, in passato al ministero dell’Economia e poi all’Enel. Eppure le mire, anche se in alcuni casi mai dichiarate, sono evidenti. Con Cementir e Vianini si punta in particolare sull’estero. Banche e giornali sono nel mirino in Italia. Dietro tutto c’è comunque un’aspirazione non confessata: rivestire un ruolo di primo piano nell’imprenditoria e nella finanza italiana. L’obiettivo Bnl è notorio, visto che Caltagirone capeggia il contropatto che ora sta cercando di soppiantare l’Ops lanciata dagli spagnoli del Bbva sull’istituto presieduto da Luigi Abete. Meno delineato il fine della partecipazione in Mps con la maggior quota detenuta da un socio privato: ma la fetta di oltre il 4 per cento nella Rocca di Siena, con un consigliere di amministrazione designato dalla galassia del costruttore romano, è solo la base su cui far leva per partecipare a pieno titolo a un processo di aggregazione in grande stile in campo bancario, sotto la supervisione dell’arbitro Antonio Fazio, governatore della Banca d’Italia. Ma c’è un altro settore in cui Caltagirone si muove con passi felpati ma al contempo sicuri: l’editoria. Un interesse nato a metà degli anni Novanta, nonostante le scottature prese all’inizio con Paese Sera: l’acquisto della proprietà del Messaggero prese in contropiede tutta la comunità finanziaria. Un terremoto che ora si sta riproducendo, sotto altre forme, in Veneto, dove Caltagirone ha deciso di acquistare la maggioranza della società che pubblica il Gazzettino di Venezia, provocando le ire dei Benetton, soci col 24 per cento della Società editrice padana (Sep), che hanno presentato un ricorso al tribunale di Padova per opporsi alla cessione del quotidiano veneto intrapresa da parte di alcuni soci della Sep. Ma il vero nodo gira attorno a Rcs: Caltagirone al momento detiene una quota di poco superiore al 2 per cento ed è fuori dal patto che governa la Rizzoli, e quindi anche il Corriere della Sera. Eppure gli acquisti dell’immobiliarista romano Stefano Ricucci, che punterebbe al 10 per cento dopo aver raggiunto quota 7 per cento, per le ricostruzioni che circolano a Piazza Affari sono riconducibili alla voglia di contare anche dell’editore del Messaggero. L’attivismo dietro le quinte di Caltagirone si sta riversando anche nelle confederazioni degli imprenditori. Dopo un intervento a sorpresa in una riunione pubblica dell’Unione industriali di Roma a fine 2003, che fece pensare a un ruolo crescente nell’ambito di Confindustria, Caltagirone ha deciso poi di schierarsi con la Confcommercio partecipando al progetto del presidente Sergio Billè di allargamento della base associativa. Anche attraverso la costituzione di Confimmobiliare, di cui è presidente onorario, insieme a Ricucci e Statuto e altri esponenti di rilievo del real estate e delle sgr attive nel mattone. E ruota ancora intorno al mattone il core business della galassia che fa capo a Caltagirone. Una galassia che poggia sulla capogruppo Caltagirone spa, che funge da holding di partecipazioni. Quattro le società controllate: Cementir (cemento e calcestruzzo), Vianini Lavori (attiva nel campo delle infrastrutture), Vianini Industria (la produzione comprende tubi, piloni e altri prodotti idraulici) e Caltagirone editore, che possiede i quotidiani Il Messaggero, Il Mattino e Leggo. Il 2004, per la holding, grazie in particolare alle plusvalenze per la cessione di immobili e di partecipazioni, ha fatto raddoppiare gli utili di Caltagirone spa. La capogruppo dell’imprenditore romano, che controlla Cementir e Vianini e a cui fa capo anche Caltagirone editore, ha chiuso il 2004 con un risultato netto consolidato di 122,5 milioni contro i 61,6 dell’esercizio precedente, grazie anche all'apporto dei proventi delle attività finanziarie. Il valore della produzione di gruppo è aumentato del 25 per cento, a 637,4 milioni, anche per il consolidamento, relativamente agli ultimi due mesi del 2004, dei dati produttivi dei due gruppi danesi Alborg e Unicon acquisiti dalla Cementir. Il margine operativo lordo consolidato si è attestato a quota 123,2 milioni di euro in aumento del 7,7 per cento rispetto ai 114,4 milioni di euro del precedente esercizio. Il risultato di esercizio, prima delle imposte e dell’attribuzione delle quote di competenza delle minoranze, è stato di 196,7 milioni di euro. La posizione finanziaria netta è negativa per 169,5 milioni di euro (positiva per 183,6 milioni nel 2003) a causa del consistente investimento per 572 milioni di euro effettuato dal gruppo Cementir per l’acquisizione di Alborg e Unicon. (spr) TOP 6. Collaborazione economica, Federlazio apre all’Ucraina I vertici della Federlazio hanno incontrato, presso la propria sede, una delegazione della Repubblica Ucraina guidata da Volodymyr Vladyko, segretario nazionale del Partito cristiano socialista e consigliere personale del neo presidente dell’Ucraina, Viktor Yushenko. L’incontro ha gettato le basi per collaborazioni economiche tra le aziende laziali e quelle ucraine. Vladyko ha sottolineato che il nuovo governo sta mettendo in atto una serie di iniziative mirate a incentivare l’iniziativa privata. Il governo ucraino varerà entro settembre una serie di nuove leggi che non solo sosterranno le aziende locali, ma aiuteranno anche i rapporti con le imprese dei Paesi Ue che vorranno intraprendere collaborazioni economiche. Sono stati poi elencati alcuni settori dove già da ora potrebbero avviarsi delle collaborazioni. In Ucraina è in corso la costruzione di una rete di gasdotti per una lunghezza complessiva di 24 milioni di chilometri, un’imponente opera finanziata dal governo nazionale che richiede però l’aiuto di mezzi e tecnologia italiana. Stesso discorso per la costruzione dell’autostrada Kiev-Ostenda. Il settore alberghiero è in forte espansione e c’è la necessità di imprese estere disposte a investire. Vladyko ha concluso annunciando l’inaugurazione, nei prossimi mesi, di una Camera di commercio italo-ucraina, che agevolerà i contatti tra le imprese dei due Paesi, e invitando le imprese della Federlazio a constatare personalmente i cambiamenti in atto in Ucraina. Il presidente del Consorzio Rome (Consorzio Ricerche operative marketing estero della Federlazio), Emilio Giannelli, e il presidente della sezione Edile della Federlazio, Furio Patrizio Monaco, hanno ringraziato Vladyko e annunciato che faranno pervenire al più presto al governo ucraino un elenco delle aziende della Federlazio interessate, per organizzare in tempi brevi un viaggio in Ucraina al fine di valutare concretamente le reali possibilità di collaborazioni economiche. (red) TOP 7. La Cisl laziale si rinnova, partendo dai pensionati La Cisl ricomincia dai pensionati per ridisegnare l’assetto delle segreterie. Dopo l’uscita di Luigi Canali (potentissimo segretario della funzione pubblica sanità) che è diventato consigliere regionale eletto nella Lista Marrazzo, la Cisl ha promosso Luigi Caracciolo segretario generale della Federazione dei pensionati di Roma e provincia al termine del congresso che si è svolto nell’Auditorium di via Rieti. Gli altri componenti della segreteria sono Adua Bruni, Pietro Corasaniti, Fiorenzo Giannini e Roberto Iosa. Appena eletto Caracciolo ha detto: “Il nostro obiettivo è quello di estendere sul territorio la presenza del sindacato. Non possiamo chiedere agli anziani di frequntare le nostre sedi ma possiamo andare verso l’anziano con i nostri strumenti. Cercheremo di aumentare i tesserati e di creare una efficiente rete di collaboratori sociali, decentrando al massimo la nostra presenza avendo come punto base il delegato di quartiere”. Nella Cisl si è svolto anche il congresso degli edili che ha confermato a capo della segreteria della Filca Cisl di Roma e provincia Stefano Macale. La segreteria è completata da Andrea Cuccello, Sergio Di Giovanni, Marco Federiconi e Augusto Pallante. Nella sua relazione, Macale ha sottolineato come a Roma il problema del lavoro nero e della sicurezza stia particolarmente a cuore al sindacato degli edili della Cisl. Per Macale infatti la “Filca da sempre ha fatto della lotta al lavoro nero uno dei suoi principali obiettivi di azione. La nostra categoria è quella maggiormente esposta al rischio del sommerso, con le spesso nefaste conseguenze ad esso legate. Troppe volte ci siamo ritrovati a stilare dei veri e propri bollettini di guerra nei cantieri e altrettante volte abbiamo invocato un’azione concreta per fronteggiare il fenomeno. Il lavoro nero, la mancanza di sicurezza, gli incidenti fanno parte di una spirale perversa che si aggroviglia all’interno di un meccanismo generatore di sistemi pericolosi come quello del massimo ribasso”. A questo proposito Macale ha insistito più volte nei due giorni di congresso: “Sappiamo bene che le risorse destinate alle opere pubbliche, viste le esigenze di cassa, sono sempre più limitate ma, giocare al ribasso, porta ad un campanello d’allarme e ad interrogarci su come e sul quando intervenire concretamente per uscire da questa empasse. Un sistema così strutturato non può che facilitare l’operato criminoso. Non è una novità che ricorrendo al massimo ribasso si rischia di costruire una sorta di enorme lavatrice dove viene ripulito il denaro proveniente da attività illecite di ogni tipo. Le ripercussioni nel settore edile sono gravi ed evidenti. Un sistema simile innesca un effetto domino devastante che inizia con il controllo del settore, prosegue con il lavoro nero, falsa totalmente i dati del mercato del lavoro, fino a sfociare in quella spirale mortale che è l’usura”. L’importante lavoro dell’Osservatorio comunale sull’occupazione e sulle condizioni del lavoro a Roma, che quotidianamente ispeziona i cantieri edili pubblici della capitale e che quindi monitora gli appalti del comune di Roma, non può bastare. Va completata per Macale con un controllo totale, anche sugli appalti privati in attesa anche dell’entrata in vigore del Documento unico di regolarità contributiva nazionale che comprende anche gli appalti privati. (imp) TOP 8. Stazione Termini, Schiuma (An): “No al doppio nome” “La soluzione a metà di chiamare col doppio nome ‘Stazione Termini - Giovanni Paolo II’ la principale stazione ferroviaria di Roma è una decisione all’italiana, che denota la mancanza di coraggio di definire fino in fondo l’iniziale proposta di Veltroni e sostituire il nome ‘Termini’ con quello del Santo Padre. Il sindaco si dovrà rendere conto che dietro di lui e dietro la sinistra c’è un retroterra culturale che non ha ritenuto opportuno intitolare serenamente a questo grande Pontefice la Stazione Termini, punto di raccolta di quei milioni di pellegrini accorsi al funerale, sul cui svolgimento ci siamo tutti inorgogliti di fronte al mondo intero”. È quanto dichiara il vice presidente del Consiglio comunale di Roma, Fabio Sabbatani Schiuma, primo firmatario dell’Odg presentato ieri in aula Giulio Cesare per abbreviare i tempi della nuova intitolazione proposta dal Sindaco Veltroni da ‘Stazione Termini’ a ‘Stazione Giovanni Paolo II’, Odg sottoscritto anche da Sergio Marchi (An), Roberto Lovari (Fi), Gianfranco Bafundi (Udc) e Marco Di Stefano (Cristiano Democratici per Roma). “La memoria del Santo Padre Giovanni Paolo II - conclude Schiuma - va bene per rivendicare ed evocare ricordi e immagini, e non altrettanto, invece, per la coerenza di intitolargli una Stazione ferroviaria?”. (red) TOP 9. Papa: niente ressa per visitare le grotte vaticane Le previsioni sono state smentite. Niente ressa, ieri, nelle grotte vaticane. I pellegrini venuti a visitare la tomba di Giovanni Paolo II sono stati qualche migliaio in tutto e la coda si è verificata soltanto la mattina presto, fuori la basilica di San Pietro, prima dell’apertura alle sette. È necessario, invece, fare almeno un’ora di fila agli uffici postali della Città del Vaticano per acquistare i francobolli della sede vacante. E con il passare del tempo la coda, che alle 10 era di un centinaio di metri, si allunga sempre di più. Ad attendere il proprio turno non sono solo collezionisti ma anche semplici curiosi che da stamattina sono in piazza San Pietro per portare a casa un ricordo per sé, per gli amici e i parenti. Ad entrambi gli uffici postali del Vaticano, che si trovano sotto il colonnato ai due lati della basilica, sono aperti due sportelli. Gli agenti di polizia garantiscono l’ordine pubblico facendo entrare una decina di persone alla volta. (dor) TOP 10. Telecom Master, Roma ci crede e rilancia l’area del tennis Una maggiore copertura televisiva, il ritorno del villaggio ospitalità nella sua antica collocazione e la presentazione di un piano di riqualificazione dell’intera area del tennis. Sono alcuni dei biglietti da visita della 75esima edizione degli internazionali di Tennis di Roma (Telecom Italia Master Roma 2005), presentati nel corso della conferenza stampa tenuta questa mattina al Palazzo delle federazioni della capitale. “Una edizione questa degli Internazionali di tennis in cui diverse saranno le novità – ha spiegato il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi - tra le quali il ripristino del Villaggio Ospitalità nella sua antica collocazione (tra le due piscine del Foro Italico e molto più vicino ai campi di tennis), grazie al contributo degli sponsor, e una maggiore copertura televisiva. Sky raddoppierà i campi, mentre Italia 1 manderà in chiaro, a parte semifinale e finale, anche un quarto maschile ed uno femminile”. L’altra importante novità è stata annunciata dall’amministratore delegato della Coni Servizi SpA, Antonio Albanese: “Sono stati stanziati tre milioni di euro per la riqualificazione di tutta l’area del tennis, dagli spogliatoi alla ristorazione, dalle palestre alla creazione di un collegamento dalla medesima area del tennis ad una delle piscine del Foro Italico, al rifacimento del campo centrale, come da espressa richiesta del Comune. Tale struttura diventerà un circolo. La logica sarà quella di collegarlo alla manifestazione, ma anche di fare in modo che i campi del tennis possano venire sfruttati dai romani, creando anche scuole di tennis per lo sviluppo di tale disciplina sportiva. I cantieri verranno aperti a settembre ed i lavori termineranno sicuramente prima della prossima edizione”. Tra i presenti anche il vicepresidente dell’Unione industriali di Roma, nonché vicepresidente del comitato organizzatore dell’evento, Aurelio Regina, che ha affermato: “Questo torneo è un asset del Paese e della città di Roma e come tale va tutelato e lo si deve utilizzare sfruttando tutte le componenti del sistema economico. Sarà, infatti, uno dei punti nevralgici del sistema produttivo romano, che stiamo portando avanti per il prossimo quadriennio. Industrie e sponsor si sentiranno parte integrante di tale progetto di sviluppo”. I migliori 50 giocatori e 20 delle migliori 23 giocatrici del mondo, tra cui i defending champions Carlos Moya e Amélie Mauresmo, si sfideranno “a suon di racchette” sui campi del Foro Italico, fino al 15 maggio. (atm) TOP 11. Lazio-Livorno,Susini (Ds) chiede chiarezza a ministro e Società La partita Lazio-Livorno di domenica scorsa all’Olimpico, lascia il segno. L’onorevole Marco Susini (Ds) chiede al ministro dell’Interno, Giuseppe Pisanu, “quali ragioni hanno portato i responsabili dell’ordine pubblico allo stadio a tollerare le continue e ostentate manifestazioni di apologia al nazismo e al fascismo e ad adottare un atteggiamento così evidentemente parziale nei confronti delle due tifoserie; e quali siano le valutazioni del ministro in merito ai controlli che le società di calcio operano nei confronti dei propri tifosi sotto il profilo della prevenzione” di episodi come quelli successi e che lo stesso Susini cita nella premessa dell’interrogazione. Il parlamentare critica l’esposizione dalla curva laziale, “per tutto l’incontro di striscioni, bandiere e simboli inneggianti il fascismo e il nazismo, e frasi oltraggiose della Resistenza”. Azioni verso le quali non è stato preso alcun provvedimento, mentre ai tifosi livornesi “sono stati tolti striscioni e bandiere, le sciarpe con i colori della Società e, persino, le felpe; ed è stato loro sequestrato uno striscione in cui si chiedeva verità e giustizia per i morti del Moby Prince”. Una disparità di trattamento da cui risulta “evidente - secondo l’interrogante - che vi sia una responsabilità oggettiva della stessa Società Lazio nel consentire che a ogni partita una parte consistente della propria tifoseria occupi la curva con un eccesso di questi simboli”. (red) TOP 12. Cinecittà Holding: si pensa ai privati per gestire gli immobili Si chiuderà con tutta probabilità in utile il bilancio 2004 di Cinecittà Holding, la spa presieduta da Carlo Fuscagni e guidata dall’amministratore delegato Ubaldo Livolsi. Si prevede dunque un dividendo in arrivo per il ministero dell’Economia, azionista al cento per cento della Spa che dipende dal punto di vista funzionale dal dicastero dei Beni e delle attività culturali guidato da Giuliano Urbani. Fonti della società rivelano inoltre al Velino che il consiglio di amministrazione ha chiesto al direttore generale della società, Alessandro Usai, di pensare a un diverso utilizzo degli studi di Cinecittà. Il progetto allo studio della direzione generale sarebbe quello di affidare la gestione degli immobili di proprietà di Cinecittà Holding a una società privata di real estate. La società per azioni presieduta da Fuscagni detiene una serie di partecipazioni totalitarie che vanno dall’Istituto Luce (produzione-distribuzione-esercizio) a Cinecittà Cinema, da Cinecittà Diritti ad Audivisional Industry Promotion (con la Fiera di Milano). (spr) TOP 13. I vent’anni di Marevivo: novità, sfide e progetti Oggi Marevivo, associazione ambientalista per la difesa del mare, compie 20 anni. Per l’occasione è stato organizzata una conferenza nella sua sede, un barcone sul Tevere al centro di Roma. Fra gli intervenuti, Altero Matteoli, ministro dell’Ambiente, Petrag Matvejevic, autore di Breviario Mediterraneo, e Folco Quilici, giornalista, documentarista e scrittore. È stato presentato il bilancio delle attività svolte e annunciati gli obiettivi futuri nati dall’esperienza di questi anni di volontariato. “Un solido trampolino che consente di misurarci su nuove e più impegnative sfide - dice Rosalba Giugni, presidente dell’associazione -. Il tema del Mediterraneo, fulcro delle nostre attività da 15 anni, vede ora il nostro impegno nella campagna sulla sostenibilità delle Autostrade del Mare e nel portare avanti il documento scaturito da Mediterraneo Doc-Diritti, obblighi e controlli per un Mare di qualità, che prevede l’istituzione di una cabina di regia sovranazionale per unire in un solo organismo tutti gli stati del Mediterraneo con lo scopo di avere leggi uniche, condivise e rispettate per la difesa del Mare Nostrum”, conclude Giugni. Una delle priorità di Marevivo è sempre stata l’educazione ambientale: la prossima estate, l’associazione sarà presente su cento spiagge d’Italia per la campagna Blue mission - scoperte, avventure e giochi per conoscere il mare con operatori ed esperti. “Il coinvolgimento di tutti i protagonisti del mare - dice Carmen Di Penta, direttore generale di Marevivo - è un obiettivo prioritario. Abbiamo messo in piedi campagne come Bluewatcher, per monitorare lo stato di salute dei nostri mari, o come Reti da Ripescare, che ci ha permesso il recupero di reti abbandonate sui fondali”. Quest’anno, inoltre, sullo Scalo de Pinedo, si svolgerà la quinta edizione di Stelle di Mare lungo il Fiume - le riserve ed i parchi in mostra, un expò en plain air, dove saranno presenti tutte le aree marine protette italiane. Nel corso della conferenza è stata presentata anche la nuova immagine dell’Associazione curata dall’agenzia Area, di Antonio Romano. “Affinché Marevivo –dice Giugni – continui a esistere nel tempo come strumento per le future generazioni per ‘comprendere’ e difendere il mare, abbiamo iniziato la campagna di adesione, ‘Soci fondatori per i prossimi 20 anni’, aggregando intorno alla nostra associazione molti giovani che si sono assunti l’onore e l’onere di proseguire il nostro cammino verso il futuro”. (red) TOP 14. Btm: Fiavet Lazio a sostegno delle agenzie di viaggio La Fiavet Lazio anche per quest’anno ha scelto di essere in prima linea per promuovere la realtà turistica territoriale. In occasione dell’annuale appuntamento napoletano con la Borsa mediterranea del turismo, l’Associazione laziale ha partecipato con un proprio spazio espositivo per incontrare gli operatori del settore in rappresentanza delle imprese turistiche del Lazio. Il presidente di Fiavet Lazio, Cinzia Renzi, insieme al consigliere responsabile per il turismo scolastico, Fabio Benedetti, è rimasta a disposizione dei partecipanti, illustrando agli agenti di viaggio e agli operatori interessati l’ampio programma di iniziative portate avanti dall’Associazione e i progetti in calendario per il 2005 a sostegno dei soci e del comparto turistico locale e nazionale. “Per un’associazione di categoria quello con le fiere di settore è un appuntamento fondamentale - ha dichiarato Renzi -. La Bmt, come gli altri eventi dedicati al mondo del turismo, resta un imperdibile momento di incontro tra gli operatori e le ricchissime realtà turistiche nazionali, oltre che la migliore occasione per promuovere l’immagine del nostro paese ai mercati esteri e avviare un dialogo diretto e proficuo con i principali rappresentanti del turismo a livello internazionale”. “Al di là delle competenze territoriali, inoltre – ha continuato la presidente – la Fiavet Lazio ha ritenuto importante partecipare attivamente alla Fiera di Napoli, per incontrare tutte le agenzie di viaggio e ribadire il loro fondamentale ruolo di intermediazione tra domanda e offerta turistica, che in questo momento viene maggiormente messo in discussione”. La Fiera di Napoli è stata anche occasione per distribuire materiale informativo sul lavoro e i progetti della Fiavet Lazio, tra cui una brochure con le principali informazioni sulle attività e le finalità dell’associazione, e la nuova edizione dell’Annuario delle agenzie di viaggio e tour operator di Roma e provincia: l’annuario, relativo al 2004-2005, è a cura dell’Ente bilaterale per il turismo di Roma, e da quattro anni rappresenta un importante strumento di promozione dell’intero territorio capitolino in Italia e all’estero, disponibile presso gli alberghi e le agenzie di viaggio di Roma e provincia, nelle adv associate Fiavet e nelle sedi Enit in tutto il mondo. (sch) TOP 15. Missione Eneide/1. Vittori torna nello spazio Rucola fresca da mangiare nello spazio e per rendere più ‘terrena’ la sopravvivenza della Stazione orbitante internazionale. Ma anche un sistema per prevenire i terremoti di almeno 4-5 ore, un “naso elettronico” installato per verificare la perfetta funzionalità dello strumento da utilizzare per l’analisi dell’aria nelle grandi città. E ancora, un apparecchio in grado di effettuare la diagnosi precoce del tumore ai polmoni come avviene da cinque anni nell’azienda ospedaliera romana San Camillo-Forlanini. Sulla Soyuz in partenza domani, ci sarà anche Roberto Vittori, cosmonauta viterbese, alla seconda missione sulla stazione orbitante internazionale. Con lui il russo Sergei Krikalev e l’americano John Phillips che si sono sottoposti alla commissione esaminatrice composta da membri dell’Agenzia spaziale russa Roskosmos, di quella americana Nasa e dell’azienda russa Energia. Domani, Vittori diventerà l’unico astronauta europeo a essere salito per due volte a bordo della Stazione spaziale internazionale (la prima missione la effettuò il 25 aprile del 2002) e durante la fase di rientro sulla terra conseguirà anche il grado di “capitano” di Soyuz, unico cosmonauta non russo a potersi fregiare del titolo. La missione Eneide è finanziata dalla regione Lazio insieme a Esa, Aeronautica militare e Alenia Spazio (società del gruppo Finmeccanica). Durante la missione Eneide verrà misurato anche il battito cardiaco in ambienti di microgravità e collaudato un nuovo tessuto per abbigliamento sportivo. Al benessere degli astronauti ci penserà invece l’Agenzia per lo sviluppo agricolo del Lazio che offrirà un vassoio con i prodotti tipici laziali: formaggio (marzolino e il pecorino della Sabina), biscotti (quelli di sant’Anselmo e di Viterbo), torroncini, miele e nocciole. Nella navicella Soyuz che parte domani dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan c’è anche l’università italiana che ha proposto 18 dei 20 esperimenti che si svolgeranno nello spazio durante la missione Eneide: tra i collaboratori, ci sono infatti gli scienziati degli atenei di Roma, di Perugia, di Viterbo, di Napoli e di Milano, il Cnr e altri istituti di ricerca. (imp) TOP 16. Missione Eneide/2. Un gioiello lancia la ciociaria nello spazio Una scultura italiana, e più precisamente ciociara, sarà spedita nello spazio domani. L’astronauta Roberto Vittori, comandante della missione spaziale Eneide, tra i tanti compiti che dovrà portare a termine (15 esperimenti in settori di ricerca molto diversi, dalla geofisica alle telecomunicazioni, alla salute) avrà anche l’incarico di rendere omaggio all’universo attraverso un’opera d’arte firmata dal maestro Fausto Roma. Si tratta di un gioiello in oro, del peso di 50 grammi e alto otto centimetri, decorato con un diamante nero, uno smeraldo, un brillante e un rubino. La sua forma ‘a mandorla’ rappresenta la vita e sulla cornice sono riportati i segni Alfa e Omega a simboleggiare l’universo. Al centro compare una figura antropomorfa: la testa è la Terra, le tre pietre bianca, rossa e verde (brillante, rubino e smeraldo) indicano l’Italia. Il diamante nero rappresenta la stazione orbitante. L’idea è stata dell’ex governatore del Lazio, Francesco Storace, promotore della missione stessa nata dalla collaborazione fra la Regione Lazio con la sua Finanziaria Filas, Agenzia spaziale europea (Esa), l’Aeronautica militare e Alenia spazio (Finmeccanica). “Regaleremo una copia della scultura anche alle più alte cariche dello Stato”, ha annunciato Storace sottolineando i natali dell’artista. “In tutte le opere di Fausto Roma è evidente il profondo attaccamento alle radici, a Ceccano dove è nato, e a tutta la Ciociaria. Radici che affondano saldamente in una terra ricca di valori”. La capsula Soyuz, che partirà dal poligono spaziale di Baikonur, nel Kazakhstan, raggiungerà la Stazione spaziale internazionale e lì l’astronauta viterbese Vittori lascerà la preziosa scultura. (orp) TOP