[Comunicato stampa Giunta regionale Sardegna]
Renato Soru: una giornata importante per l’agricoltura.

giovedì 14 aprile 2005


Si riformano gli enti, si tagliano consigli di amministrazione. E domani la firma dell’accordo per il comparto ovino E’ in programma domani poco prima di mezzogiorno a Cagliari nella sala giunta di viale Trento, l’incontro fra il Presidente della Regione, l’assessore dell’agricoltura e i rappresentanti delle organizzazioni degli allevatori, delle centrali cooperative, delle organizzazioni dei produttori e degli industriali trasformatori, per la firma dell’accordo sul comparto ovino-caprino una cui bozza era stata concordata poco prima di Natale del 2004 dagli stessi soggetti. Renato Soru ha illustrato i termini dell’accordo e il senso politico, durante un incontro al Mediterraneo a un convegno organizzato dalla Margherita. Il presidente della Regione ieri è tornato sul tema, dopo l’approvazione della legge finanziaria e del bilancio. “Una parte importante della Legge finanziaria appena approvata – ha detto - avvia il riordino degli enti dell’agricoltura. Non è nulla di sconvolgente, però è un processo che si è avviato e che è senza ritorno, una strada che nel giro di qualche mesi si compirà e che vede la presenza dell’amministrazione regionale in agricoltura più leggera, gravare meno sul bilancio della regione e che, soprattutto, darà dei servizi migliori che saranno più flessibili, più focalizzati e più vicini ai problemi delle persone. E’ un tema che si è dibattuto a lungo in tante legislature passate”, ha detto ancora Soru, che rivolgendosi “a questa maggioranza, ai consiglieri regionali” riconosce loro “il merito di averla voluta, di avviarla e di portarla a termine nei prossimi mesi per la necessità di risparmiare dei soldi. E’ una riforma dovuta sicuramente alla volontà di non rinnovare 20 consigli di amministrazione e di avere magari una politica che si allontana delle tante occasioni di gestione, una politica meno presente nella gestione, ma è dovuta soprattutto alla volontà di rifocalizzare e di riattrezzare gli strumenti con i quali la regione sostiene l’agricoltura. E’ voluta soprattutto per fare meglio il nostro lavoro di supporto e dunque qualcosa l’abbiamo iniziato a fare”. Sarà nel testo dell’accordo anche un passaggio sulla multifunzionalità delle aziende agricole, la funzione non solo produttiva ma anche di presidio ambientale, di ospitalità turistica, di laboratori di produzioni di qualità. Riferendosi a questo, Soru ha detto: “Sono particolarmente contento di questo accordo alle porte. Particolarmente contento perché abbiamo parlato di emergenza e ci siamo riusciti grazie al lavoro di tutti i consiglieri regionali. In Consiglio regionale è stata individuata un’altra soluzione che ci permette di aiutare ulteriormente il mondo della campagna. Con circa 20 milioni di euro di risorse nazionali ed altre più ingenti che arriveranno dai fondi europei, e facendo il primo intervento in questa regione mirato alla multifunzionalità dell’agricoltura, ma anche alla qualità, alla tutela del paesaggio rurale e la tutela al fine antincendio. Con questi tre obiettivi vengono distribuite queste risorse e su questi tre obiettivi si indirizzeranno anche le prossime misure di sviluppo rurale”. “Mi capita di insistere veramente sino allo sfinimento: stiamo attenti al paesaggio – ha continuato il presidente della Regione - e stiamo attenti alla Sardegna. Basta con le lavatrici e le reti metalliche arrugginite, stiamo attenti a dove costruire gli ovili. E’ diverso se, mentre diamo i soldi, seguiamo questo tipo di tipologia. Bisogna stare attenti al colore, che sia costruito con questo tipo di materiali, in maniera che faccia parte del paesaggio rurale e sia in un posto bello. La qualità va bene, ma il posto bello aggiunge valore a questa qualità. Poi arrivano gli importatori, arrivano i commercianti, arrivano i turisti che associano un prodotto col luogo che deve essere in armonia con la sua storia e la sua cultura ma anche al luogo da dove questo prodotto esce, e vi assicuro che è diverso farlo uscire da un posto brutto che da un posto bello”. Entrando nel merito dell’intesa ormai imminente per il comparto, il presidente Soru ha ricordato il ruolo della cooperazione, che trasforma la metà del latte prodotto in Sardegna, attraverso una miriade di cooperative. A loro l’indicazione di un modello organizzativo, quello di Arborea, della 3°: “E’ l’unica azienda sarda che ha superato il nanismo. La cooperativa che ha fatto il salto, che ha superato il nanismo. E allora, non bisogna preoccuparsi se ci sono politiche che incentivano le cooperative a superare il nanismo, riunire cento cooperative in una o in due, bisogna auspicarselo perché sennò avremmo cento cooperative e finirà che non avremmo più risorse sufficienti per assisterle e smettere di assisterle vuole dire avere risorse in più per tutti quanti. Bisogna superare il nanismo, l’abbiamo ricordato cento volte. Il fatturato, il valore aggiunto dell’agricoltura sarda è di circa 1 miliardo 200 milioni di euro, il fatturato di una cooperativa olandese, per cui quello che da noi è il fatturato di 40 000 aziende, in altre zone d’Europa è il fatturato di una unica grande cooperativa che riunisce diverse aziende di dimensione media”. Sull’incontro di domani, rinviato da lunedì scorso per una richiesta degli industriali trasformatori, il presidente della Regione ha detto: “Credo che le organizzazioni agricole non abbiano mai incontrato cosi tante volte e a lungo il presidente della Regione, gli assessori, non per fissare il prezzo del latte a maggiore vantaggio degli industriali o degli allevatori, non per accontentare con 2 centesimi qualcuno più dell’altro, ma cercando di essere intanto utile a superare questa emergenza straordinaria dove è successo di tutto: è aumentata l’offerta, è crollato il prezzo del formaggio, è crollato quasi del 60% il rapporto di cambio euro/dollaro. E’ successo di tutto. Questa emergenza andava affrontata. Abbiamo cercato di affrontare l’emergenza cercando di costruire un futuro che fosse quanto più possibile non soggetto ad altre emergenze. Abbiamo cercato di affrontare l’emergenza innanzitutto nella considerazione che se muoiono i pastori muore anche l’industria di trasformazione, poi nel centro Sardegna muoiono anche i barbieri, muore l’edicolante, muore il panettiere, muore chiunque in questa regione, non fosse altro perché è l’industria che occupa più persone, è l’industria che ne occupa di gran lunga di più, più della chimica, più di Internet, e, a valle di questa industria, c’è l’industria della trasformazione che qualcuno stima in quasi 100 000 persone. Se muoiono i pastori muore questo settore. Quindi la Regione era interessata ad aiutare a superare l’emergenza, anche quella dei produttori, dei produttori associati, delle cooperative. I produttori privati che sono una parte importante dell’economia e che sentiamo come una risorsa nostra comunitaria, una ricchezza della quale non siamo spettatori ma della quale ci sentiamo parte , anzi, ne vorremo di più di industrie private di formaggi, di industrie ricche e capaci di trovare altri mercati. Abbiamo cercato di risolvere l’emergenza”. Però guardando alla prospettiva. “Sono particolarmente contento di questo accordo alle porte. Particolarmente contento – ha continuato il presidente della Regione - perché abbiamo parlato di emergenza e ci siamo riusciti grazie al lavoro di tutti i consiglieri regionali. In Consiglio regionale è stata individuata un’altra soluzione che ci permette di aiutare ulteriormente il mondo della campagna. Con circa 20 milioni di euro di risorse nazionali ed altre più ingenti che arriveranno dai fondi europei, e facendo il primo intervento in questa regione mirato alla multifunzionalità dell’agricoltura, ma anche alla qualità, alla tutela del paesaggio rurale e la tutela al fine antincendio. Con questi tre obiettivi vengono distribuite queste risorse e su questi tre obiettivi si indirizzeranno anche le prossime misure di sviluppo rurale. Sono contento di questo accordo perché è l’avvio di quello che tutti avete sempre auspicato, cioè di un mercato ordinato dove la quantità sia prevedibile, dove la trasformazione in pecorino romano, del fiore sardo, sia prevedibile e dove ci sia un sistema di commercializzazione che superi il nanismo e ci permetta di difendere il valore dei nostri prodotti”. E’ il riferimento all’accordo interprofessionale. Che però non si fa fin da subito perché la Regione non ha gli strumenti per farlo e perché è illegale sotto il profilo legislativo. “Però avremo un decreto col quale si potranno istituire le organizzazioni dei produttori, le OP. Questa giunta si auspica che non ce ne siano 20 di OP, ma che siano solo 2, per un anno o due, e che, se possibile, ce ne sia soltanto una in futuro, che ce ne siano due: una per il sud, centro sud, e una per il centro nord, una magari attorno a Siamanna, una magari attorno all’Agriexport, e che, accanto a queste due, si concentri una miriade di imprese di trasformazione che oggi è divisa in molte decine di piccoli caseifici. Non solo attorno alle due OP dei produttori trasformatori, una OP dei produttori di latte che è peraltro l’unica OP attualmente esistente, quella costituita da Felice Floris. Io auspicherei in futuro che ce ne fosse solo una di OP – ha detto Soru - e addirittura mi piacerebbe in un futuro, che ce ne fosse non una di ovino e una di vaccino, ma che ce ne fosse una sola di ovini e di vaccini, perché alla fine di formaggio si tratta, e nel mercato del formaggio andranno a competere, e dovranno entrare nello stesso negozio, tanto vale che pagano solo una volta, e dovranno viaggiare con la stessa temperature controllata, con lo stesso camioncino che va a visitare lo stesso negozio. Mentre magari il vaccino può aiutare l’ovino ad una migliore distribuzione in Sardegna, essendo la Tre A presente dappertutto, l’ovino può aiutare la Tre A a fare uscire i pecorini con i formaggi vaccini fuori dalla Sardegna laddove una maggiore qualificazione del prodotto può essere di aiuto. Quindi nei prossimi giorni si firmerà questo accordo importante, secondo me importantissimo, perché è l’inizio, non appena saranno costituiti gli OP per qualche mesi, per firmare l’accordo interprofessionale in Sardegna, che stabilisce quanto latte possiamo produrre, quanto ne vogliamo trasformare, quanto ne vogliamo vendere tale quale, decidere quanto ne vogliamo trasformare e in che tipo di formaggi. Come sapete, nell’accordo che firmeremo nei prossimi giorni, ci sono tutti gli interventi della Regione per investire in pubblicità istituzionale, non in Sardegna, ma in Germania, per pubblicizzare “Terra Sarda”, non a Guspini o a Villacidro ma là dove ci sono i consumatori che non ci conoscono”. Cagliari 14 aprile 2005