[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
L’AREA DEL MONTE SAN MARTINO CONTINUA AD OFFRIRE SORPRESE ARCHEOLOGICHE

lunedì 10 ottobre 2005


Oggi il bilancio della campagna di scavi 2005 con Margherita Cogo, assessore

alla cultura della Provincia autonoma di Trento

 

(c.m.) – Il  Monte S. Martino, ai cui piedi sono situati rispettivamente il paese di Pranzo (Tenno) e quello di Campi (Riva del Garda), si conferma come una delle aree archeologiche di maggior importanza nel territorio trentino. Nella campagna di scavi 2005, iniziata i primi giorni di settembre e che si è conclusa oggi,  sono stati infatti messi in luce i resti di un secondo edificio tardo antico analogo a quelli individuati precedentemente. Di questo sono emerse porzioni delle strutture murarie, la cui conoscenza sarà ulteriormente approfondita con l’effettuazione di ricerche mirate l’anno prossimo. Tra gli elementi di rilievo messi in luce una cisterna per l’acqua molto ben conservata, ma soprattutto, tra il materiale di crollo del medesimo edificio, un frammento di un’importante iscrizione, nella quale, in uno dei nomi riportati, è forse possibile riconoscere quello dell’antica comunità locale. Oggi, alla presenza di Margherita Cogo, assessore alla cultura della Provincia autonoma di Trento, la presentazione dei recenti, importanti ritrovamenti. C’erano anche il sindaco e l’assessore alla cultura di Tenno, Gianmarco Marocchi ed Edvige Guella.

 

A fare gli onori di casa, in una zona di grande suggestione – tanto  archeologica quanto naturalistica – Gianni Ciurletti, responsabile della Soprintendenza dei beni archeologici; Cristina Bassi, direttore dei lavori;  Giovanni Bellosi e Achillina Granata, conduttori in loco della campagna di scavo, in questo coadiuvati dalla Sap di Mantova e da un gruppo di giovani archeologi; Ivo Michelotti, il custode dell’area archeologica.

Per quanto riguarda i ruderi della chiesetta dedicata a San Martino, è stata messa in luce tutta l’area esterna all’abside, mentre si sta lavorando per il ripristino dei livelli pavimentali cinquecenteschi. E’ stato infine individuato un accesso tamponato in una fase successiva lungo l’articolata cinta muraria individuata negli scorsi anni, che stando alle indicazioni fino ad ora emerse dovrebbe perimetrare l’intero abitato tardo antico. Di questi risultati sarà data opportuna informazione, sia alle comunità di Tenno che di Riva del Garda in due distinti incontri nel corso delle prossime settimane, a Riva presso il Museo Civico e a Pranzo di Tenno.

La quantità e la qualità delle strutture emerse (il santuario romano, la chiesa, le abitazioni, le fortificazioni) e dei reperti recuperati confermano dunque che questo è un sito di indagine scientifica privilegiata. Suddivisa in più settori di ricerca, documenta una continuità di insediamento, con poche e brevi cesure cronologiche, dalla seconda età del ferro a tutta l'epoca romana, dall'alto medioevo all'età moderna con l'utilizzo a scopi agricoli dei terrazzamenti e dei pianori del monte.

A partire dagli anni '70 ad oggi una serie di indagini - effettuate, prima del passaggio delle competenze in materia di Beni culturali dallo Stato alla Provincia autonoma di Trento, da parte di appassionati locali, in seguito dall'Ufficio beni archeologici - ha portato infatti all'individuazione sulla sommità del dosso di un grande ed importante santuario di età romana databile tra il I secolo a.C. ed il IV d.C., un'imponente struttura costituita da una serie di ambienti articolati attorno ad uno spazio interno scoperto, accessibile tramite una "monumentale" scalinata in pietra, impostato là dove esisteva già precedentemente un'area cultuale retica, della seconda età del Ferro. Il tutto confermato dal ritrovamento dei materiali mobili recuperati (epigrafi, vasellame vario in ceramica comune o in terra sigillata, anfore, lucerne, piccola plastica in bronzo e in cotto, monete di vario tipo, fibule, pendagli ornamentali e strumenti di lavoro quotidiano).

In un terrazzo, a poche centinaia di metri a valle, il perimetro dell'antica chiesa di S. Martino, citata dalle fonti, ma fino ad oggi cancellata nella memoria collettiva, presente almeno dall'VIII sec. alla metà del 1700, con i muri perimetrali, conservati per più di un metro di altezza, la soglia di accesso, due fasi distinte di pavimentazione e tracce di cimitero. Poco distante, in via di scavo, su terrazzamenti artificiali secondo la pendenza naturale del sito, un edificio romano di età tardo-antica, frequentato tra il IV ed il V secolo d.C., molto ampio e complesso i cui limiti esterni e la cui relazione con l'ambiente circostante, gli accessi e le strade di collegamento non sono ancora ben definiti.

Le più recenti indagini scientifiche e campagne di ricerca (1996 – 1998; 2000 – 2002) hanno portato a nuovi risultati di grande interesse rivelando strutture annesse alla chiesa relativa ad un probabile eremitaggio, due nuove zone a monte dell'edificio tardo antico di notevoli proporzioni e complessità stratigrafica che vengono ad interessare una gran parte del versante meridionale del settore e, poco più a monte ancora, un edificio quadrangolare attribuibile all'età romana con nelle vicinanze, presumibilmente altre costruzioni.

 

L'azione di valorizzazione

 

La Soprintendenza per i Beni archeologici, in virtù dell'importanza del sito, fin dai primi anni ha dotato l'area di un servizio di custodia saltuario e l'ha attrezzata con uno specifico allestimento costituito da segnaletica, apparati didascalici, zone di sosta, transennature e l' erezione di una costruzione in legno quale base per gli operatori e i visitatori, mentre, con la collaborazione di altri Servizi della Provincia autonoma di Trento e dei comuni di Tenno e Riva del Garda, ha realizzato dei percorsi d'accesso attrezzati per pedoni.

Alla fine degli anni Novanta, in spazi messi a disposizione e gestiti dall' ;Amministrazione comunale di Tenno con la collaborazione della locale Associazione Monte S. Martino, ha allestito a Pranzo un centro di documentazione dell'area archeologica che vede una buona affluenza di visitatori nel contesto anche di tour organizzati dall'Azienda di promozione turistica di Riva del Garda.

Nel corso del 2004, all'interno della sezione archeologica permanente del Museo civico alla Rocca di Riva, inaugurata alla fine di maggio, all'area del Monte S. Martino è stato riservato un ampio spazio specifico con l'esposizione dei reperti più significativi.

Gli interventi hanno così collocato di fatto il polo costituito dall'area archeologica di Monte S. Martino, dal centro di documentazione di Pranzo e dalla sezione archeologica del Museo Civico di Riva del Garda tra i centri di eccellenza formanti la Rete Museale di Archeologia Trentina che la Soprintendenza per i Beni Archeologici ha attivato e va progressivamente sviluppando sul territorio provinciale.

 

Il protocollo di intesa

 

Nel corso del 2005 la Provincia autonoma di Trento, il Comune di Tenno e il Comune di Riva del Garda hanno sottoscritto il protocollo d'intesa per la valorizzazione dell'area archeologica di Monte S. Martino, sulla base del quale, la Provincia di Trento, tramite la Soprintendenza per i Beni archeologici, si impegna nel quadriennio 2004-2008 ad approfondire, tra le altre, le indagini per la localizzazione della cinta muraria attorno al dosso sommitale del Monte San Martino, ad avviare la campagna di rilevamento topografico, a proseguire le opere di restauro dei settori già interessati agli scavi (che saranno oggetto di una pubblicazione) e ad avviare nuovi scavi archeologici.

Dal canto loro, le amministrazioni di Riva del Garda e di Tenno garantiranno l' ospitalità ai volontari delle varie università italiane che parteciperanno alle campagne di scavo, a dotare di servizi sia le aree interessate dagli scavi che quelle accessibili al pubblico e ad collaborare con la rete museale archeologica trentina, così da condividere i risultati delle ricerche nell'area del Monte S. Martino.

 

I programmi

 

Mentre a livello di laboratorio continuerà l'azione di restauro, documentazione e studio dei reperti portati alla luce negli ultimi anni, sarà dato alle stampe un volume di contributi scientifici relativo alla prima fase delle ricerche (anni Settanta ed Ottanta).

Un impegno particolare la Soprintendenza per i Beni Archeologici intende dedicarlo alla prosecuzione delle indagini di superficie e di piccoli sondaggi, avviati negli scorsi anni, per l'individuazione, la documentazione e la collocazione cronologica delle strutture murarie che emergono in superficie e che testimoniano, come ormai appare molto probabile, l'esistenza di una cinta muraria attorno al dosso. Ai fini delle strategie di ricerca nei prossimi anni una nuova campagna di rilevamento topografico seguirà queste indagini per arrivare alla predisposizione di una mappa archeologica dell'intero dosso.

Per quanto riguarda la conservazione e della tutela delle strutture sarà indispensabile continuare, in collegamento con specialisti del settore, l'ampia opera di consolidamento e restauro delle medesime (che per l' anno 2004 comprenderà la ricollocazione anche del pavimento in lastre di pietra nella chiesa con il riporto dei livelli riferibili alla fase romanica). Il tutto rientra in un programma di interventi mirati in vista della progressiva realizzazione di un parco archeologico.

 

Il volontariato attivo

 

L'area di S. Martino, per le sue caratteristiche intrinseche, si presta favorevolmente all'organizzazione di campagne di scavo archeologico con la partecipazione di studenti universitari tirocinanti e comunque di volontariato interessato ad un contatto diretto e fattivo alle tematiche dell'archeologia ed alla sua valorizzazione. Cosa questa parzialmente realizzata nel corso delle ultime campagne di scavo con l'attivazione di una rete di collaborazioni con le Università di Trento, Verona, Padova, Bologna ed altre, e con la collaborazione delle amministrazioni di Tenno e Riva del Garda che hanno ospitato studenti ed operatori in edifici di loro proprietà.

 

Fotoservizio Panato e filmato Sirio