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[Comunicato stampa Giunta regionale Toscana]
Dieci anni fa l’alluvione in Versilia e in Garfagnana

venerdì 9 giugno 2006

TOSCANA NOTIZIE
Informazioni dalla Giunta della Regione Toscana
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REGIONE
Presentato a Palazzo Bastogi il programma delle iniziative
Dieci anni fa l'alluvione in Versilia e in Garfagnana
Martini: "Da una grande tragedia un modello di intervento che guarda al futuro"

FIRENZE E' successo esattamente dieci anni fa, il 19 giugno 1996: la valanga di fango che si abbattè sull'Alta Versilia e la Garfagnana, Cardoso e Fornovolasco spazzati via, quindici persone uccise, danni per centinaia e centinaia di milioni di euro. Una terribile tragedia, ma anche l'inizio di una storia di riscatto, di un percorso originale di intervento e ricostruzione che farà parlare di un vero e proprio "modello Versilia" e che servirà a fronteggiare al meglio successive calamità. Ed è su questa esperienza, di grandissimo valore anche per il futuro della protezione civile in Italia, che si impernierà il programma delle manifestazioni - dal 16 al 19 giugno - per il decennale dell'alluvione, presentato oggi a Palazzo Bastogi.
"Quanto successo dieci anni fa in Versilia e Garfagnana - ha spiegato il presidente della Regione Claudio Martini - deve continuare a rappresentare per tutti noi uno stimolo fortissimo a considerare un'assoluta priorità l'impegno per la messa in sicurezza del territorio, con la consapevolezza che investire in prevenzione significa, alla resa dei conti, risparmiare rispetto ai danni prodotti dalle calamità. Per questo in Versilia e in Garfagnana non ci siamo limitati a ripristinare la situazione precedente all'alluvione, ma abbiamo puntato su una ricostruzione in grado di garantire una messa in sicurezza maggiore che in passato, anche a fronte di eventi del tutto eccezionali come quello del 1996. Un evento, ricordo, che non va imputato a dissesti del territorio, ma a precipitazioni straordinarie per intensità e concentrazione. E ritengo che non sia un caso che, quando nel 2000 mezza Toscana è stata colpita da un evento significativo con ingenti danni, proprio il territorio interessato all'alluvione del 1996 abbia retto bene".
Il "modello Versilia", però, ha dimostrato anche come si possa intervenire efficacemente su un'emergenza, con interventi rapidi e mirati sulle effettive esigenze dei territori colpiti. "Se si può parlare di un ritorno alla vita a tempo di record dei paesi colpiti, se rispetto a quello che è successo per altre calamità le famiglie e le imprese colpite non hanno dovuto subire i tempi infiniti della burocrazia e la farraginosità delle procedure, lo si deve in buona parte anche al modello istituzionale che proprio nel 1996 abbiamo inaugurato - spiega ancora Martini - La scelta di nominare commissario straordinario il presidente della Regione ha avuto il grande significato di avvicinare davvero le scelte e le responsabilità della ricostruzione ai territori colpiti, in modo da abbreviare i tempi e da individuare da subito le effettive priorità. Il federalismo, un federalismo non ideologico ma basato sui fatti, è anche questo. E in questo contesto è importante ricordare il ruolo che, già nei giorni successivi all'alluvione, ha potuto ricoprire l'ufficio che il governo regionale ha deciso di aprire a Pietrasanta, sui luoghi del disastro".
E' in questo modo che già il 15 luglio, nemmeno un mese dopo l'alluvione, è stato possibile presentare il Piano degli interventi pubblici più urgenti, con l'elenco delle infrastrutture strategiche da ripristinare e delle prime sistemazioni idrogeologiche, per passare poi alla progettazione di una sistemazione definitiva dei territori, a monte come a valle (nuova configurazione degli alvei dei fiumi, messa in sicurezza della viabilità, riassetti urbanistici, ripensamento dei vari attraversamenti sul Versilia e sui suoi affluenti). Un programma di interventi di eccezionale ampiezza che, va detto, ha potuto essere portato a termine grazie anche alla disponibilità e alla rapidità dei finanziamenti: complessivamente sono stati circa 230 i milioni di euro che hanno finanziato la ricostruzione e la messa in sicurezza.
"Una ricostruzione esemplare, quella dell'Alta Versilia, che è avvenuta tenendo conto da un lato delle cause e delle dinamiche di quella calamità, ma dall'altro guardando al futuro nel creare condizioni per una efficace prevenzione - ha affermato l'assessore all'ambiente Marino Artusa - Si è trattato di un percorso che ha visto, fin dai primi momenti, la partecipazione attiva di tutte le amministrazioni interessate, dalla definizione degli obiettivi generali e delle strategie alla progressiva individuazione delle priorità, alla scelta e alla progettazione e realizzazione dei diversi interventi, sempre con una costante azione di informazione e confronto con le popolazioni e i Comitati. Ci sembra giusto che una ricostruzione così incardinata e orientata alle esigenze della prevenzione e della sicurezza e la sua gestione partecipata e aperta, nelle fasi decisionali come in quelle operative, siano divenute un modello, il modello Versilia". (pc)

Alcuni numeri:
- 475 i millimetri di pioggia caduti in 12 ore di pioggia nella zona alluvionata (con punte di 175 all'ora a Fornovolasco)
- 15 le vittime, tra cui un'intera famiglia
- 3 milioni di metri cubi: il materiale movimentato dalle piogge
- 1 milione di metri cubi: la coltre di detriti stimati che ha sommerso Cardoso
- 47 miliardi di lire: cioè più o meno 24 milioni di euro, la somma stanziata già il 25 giugno con la prima ordinanza di protezione civile, la stessa che ha nominato commissario straordinario il presidente della Regione
- 21.5 miliardi di lire: cioè circa 11 milione di euro, la somma stanziata in prima batturta dalla Regione, con legge regionale già approvata il 27 giugno, per gli interventi di prima urgenza.
- 464 miliardi di lire: cioè circa 234 milioni di euro, i finanziamenti complessivi messi a disposizione solo per la messa in sicurezza.
- 46 miliardi di lire: cioè 23 milioni di euro, i contributi erogati per i privati (circa 15 milioni di euro) e per le imprese (8 milioni di euro)


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