[Comunicato stampa Giunta regionale Friuli Venezia Giulia]
CACCIA: MARSILIO SU CONTROLLO FAUNA SELVATICA

martedì 4 dicembre 2007


CACCIA: MARSILIO SU CONTROLLO FAUNA SELVATICA

 


  Trieste, 04 dic - Con la sentenza depositata il 22 novembre
scorso il TAR del Friuli Venezia Giulia ha disposto
l'annullamento di due autorizzazioni emesse nel 2005
(rispettivamente in data 29/4/2005 e in data 17/5/2005) per il
prelievo di 15 cinghiali nei comuni di Spilimbergo e Pinzano al
Tagliamento e di 50 cinghiali nei comuni di Aviano, Budoia,
Cavasso Nuovo, Clauzetto, Fontanafredda, Maniago, Meduno,
Montereale Valcellina, Polcenigo, Sequals e Travesio.

Il Tribunale amministrativo - ha precisato l'assessore alle
Risorse agricole e alla Caccia Enzo Marsilio - ha ritenuto di
invalidare le autorizzazioni perchè rilasciate senza il
preventivo parere dell'Istituto nazionale per la Fauna Selvatica
(INFS), stabilito dalla legge nazionale 157/1992.

Il TAR, in pratica, ha censurato l'articolo 37 della legge 30/99,
che non prevedeva tale parere e in base al quale i provvedimenti
sono stati rilasciati. Lo stesso TAR ha valutato dunque che il
parere dell'Istituto è indispensabile in ogni caso, al fine di
garantire il rispetto di standard di tutela della fauna uniformi
in tutto il territorio nazionale.

In realtà, ha spiegato l'assessore, la questione sollevata oggi
dalla sentenza è stata oggetto di lunghe discussioni politiche e
tecniche sfociate, a giugno del 2007, nell'approvazione di nuove
regole per il rilascio delle autorizzazioni di controllo della
fauna selvatica. Tali nuove regole, che hanno implicitamente
abrogato le vecchie disposizioni, sono contenute nella legge
regionale 14/2007 e prevedono che le deroghe per gli abbattimenti
abbiano carattere eccezionale, durata limitata nel tempo e
debbano essere motivate con l'inefficacia di metodi ecologici o
con l'assenza di soluzioni alternative all'abbattimento. La
stessa legge 14 ha stabilito inoltre che la Regione verifichi
l'esistenza delle condizioni generali per l'esercizio delle
deroghe e rilasci i relativi provvedimenti previo parere
dell'INFS.

La pronuncia del TAR pertanto, conclude Marsilio, non ha effetto
sulle attuali autorizzazioni che, rispettando le procedure
previste dalla nuova disciplina (legge regionale 14/2007), sono
pienamente coerenti con il pronunciamento del Tribunale
amministrativo. E' quindi evidente che modifiche a tali nuove
norme appaiono, al momento, immotivate. Invece è necessario
"collaudare" le nuove disposizioni regionali inaugurando un serio
e responsabile coinvolgimento di tutti i soggetti interessati:
agricoltori, cacciatori e Province, chiamati a operare in forma
coordinata e unitaria. Sarà l'esperienza, costruita sulla base di
tale collaborazione, a indicare eventualmente l'esigenza di
futuri aggiustamenti.

E' tuttavia evidente, ha detto infine l'assessore, che il
controllo fauna e le relative operazioni di prelievo
costituiscono una materia complessa ed estremamente delicata per
i diversi e contrastanti interessi che devono contemperare. Le
legittime esigenze di tutela avanzate dal mondo agricolo e
produttivo in genere possono e devono essere accolte nel quadro
della più generale necessità di salvaguardare un patrimonio, come
quello faunistico, che è bene pubblico e indisponibile.