[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
IL PRESIDENTE DELLAI E L’ASSESSORE COGO “IL MART NEL MONDO, ORGOGLIO DEL TRENTINO”

mercoledì 19 dicembre 2007


Trento, 19 dicembre 2007

Ieri all’auditiorium Melotti di Rovereto l’incontro a cinque anni dall’inaugurazione
IL PRESIDENTE DELLAI E L’ASSESSORE COGO
“IL MART NEL MONDO, ORGOGLIO DEL TRENTINO”

(c.m.) – Soddisfatti della scommessa avviata, orgogliosi del fatto che il Mart sia riconosciuto a livello internazionale, attenti a che il legame col territorio divenga ancora più stretto e faccia sì che anche in Trentino “la formidabile opportunità di una presenza culturale di questo livello venga percepita al di là di valutazioni talvolta limitate”. Così il presidente della Provincia autonmoma di Trento, Lorenzo Dellai e l’assessore alla cultura, Margherita Cogo, si sono espressi, ieri sera, all’Auditorium Melotti, nel corso del confronto  aperto al (folto) pubblico, a cinque anni di distanza dall’inaugurazione del Museo di arte contemporanea. Riccardo Chiaberge e Philippe Daverio (autentico mattatore della serata con le sue provocazioni culturali, mai banali) hanno interrogato i protagonisti di ieri e di oggi che hanno contribuito a creare questo importante progetto. Ecco dunque sul palco, accanto a Dellai e Cogo, Franco Bernabè, presidente del Mart; Guglielmo Valduga, sindaco di Rovereto, Gabriella Belli, direttore del Mart, Lucia Maestri, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Trento; Mario Botta e Giulio Andreolli, gli architetti che hanno firmato l’opera. Coinvolgenti i momenti musicali con Elsa Triangi al  pianoforte.

Un confronto, quello di ieri sera, che ha cercato il più possibile di stare lontano dall’autocelebrazione  e che ha fornito una ricca serie di spunti. Uno per tutti, espresso proprio dallo scatenato Daverio, ha strappato applausi: “Il Mart deve essere sempre di più palestra per il cervello, strumento indispensabile per vincere la guerra della globalizzazione con i cinesi. Perché la vinceremo solo trasformando i cinesi in clienti della nostra cultura, e il Mart di questa cultura è simbolo di grande qualità, anche grazie ad una classe politica che ha creduto e continua a credere in questa intrapresa”.
Così il presidente Dellai: “Cinque anni non sono sufficienti, in una avventura culturale di questa portata, per tirare giudizi. Ci sono tante luci e inevitabili ombre. Certamente positivo il fatto di aver vinto la scommessa della proiezione internazionale. Non era una cosa scontata per una terra riservata e a tratti chiusa quale la nostra. C’è invece ancora da lavorare nel rapporto tra Mart e Trentino, bisogna far sì che venga colta compiutamente la grande opportunità di raccordare, anche grazie al Mart, il Trentino alla cultura del contemporaneo, per aderire intimamente a questa grande sfida”.
Alla domanda se oggi la Provincia sarebbe pronta a rifare il Mart, la vicepresidente ed assessore alla cultura, Margherita Cogo, non ha avuto dubbi: “Certo che sì. Siamo orgogliosi e convinti di questa scommessa culturale che ha permesso di portare in tutto il mondo, da Hanoi a New York, da Oslo a Tokyo, il nome del Mart e del Trentino. 98 mostre organizzate dal 2002 ad oggi, 230 mila visitatori di quest’anno, 340 laboratori didattici: bastano queste cifre a dare il senso di una operazione culturale che giustamente è già percepita come vincente a livello internazionale  e che per affermarsi compiutamente in casa propria ha solo bisogno, come sottolineato da Mario Botta, di tempo. La cultura, quella vera, non ha bisogno della fretta. Ed è un formidabile valore aggiunto alla qualità della vita di tutti noi”.

Fotoservizio a cura dell’Ufficio stampa e filmato Poddighe