[Comunicato stampa Giunta regionale Toscana]
L’assessore Simonc! ini: «La Toscana non può fare a meno degli stranieri»

venerdì 18 gennaio 2008


LAVORO 

Oggi a Firenze un convegno internazionale promosso dalla Regione
Scuola e al lavoro, esperienze di dialogo interculturale 
L’assessore Simonc! ini: «La Toscana non può fare a meno degli stranieri»

di Barbara Cremoncini
Firenze  «La Toscana è parte del mondo e i cittadini del mondo fanno parte della Toscana e contribuiscono al suo sviluppo». Così l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro Gianfranco Simoncini ha sintetizzato la filosofia che sta alla base delle politiche della Regione Toscana per l’integrazione dei cittadini stranieri e il dialogo interculturale. L’assessore è intervenuto a conclusione della conferenza europea promossa dalla Regione a Villa Montalto, a Firenze, sul tema Prodotti ed esperienze per il dialogo interculturale, nel corso del quale sono state presentate le migliori pratiche per l’jnclusione sociale in Italia e in Europa.
Nel corso della mattinata sono state presentate 20 iniziative nei campi della formazione degli immigrati volte, in particolare, a! ll’apprendimento della lingua,  all’occupazio! ne  e alla sicurezza sul lavoro, selezionate su scala europea.
«Mantenere l’apertura verso l’internazionalizzazione – ha proseguito Simoncini - ha costituito il punto di forza del nostro modello di sviluppo ed è oggi una necessità della Toscana. Integrare i cittadini stranieri nella nostra società è una priorità, sia dal punto di vista economico che sociale. Su questo terreno la Regione Toscana si è data tre obiettivi primari rispetto ai bisogni degli immigrati: attivare politiche di accoglienza rispettose dei diritti di tutti i lavoratori, garantire loro un inserimento lavorativo, favorire l’emersione della condizione di clandestinità».
Uno studio Irpet prevede che, nei prossimi 15 anni la Toscana possa aumentare del 4% la sua popolazione e passare a 3,7 milioni di abitanti. «Ma la crescita demografica – spiega l’assessore – avverrà solo grazie all&rsq! uo;apporto dei cittadini provenienti da altri stati. Spetterà cioè all’immigrazione compensare il calo naturale della popolazione. L’Irpet prevede, nel 2023, che gli stranieri presenti in Toscana saranno oltre 400 mila, ovvero il 12% della popolazione». Ma già oggi, in Toscana, i cittadini stranieri sono una parte importante della nostra società.  Tra il 2005 ed il 2007 l’aumento è stato del 21,1 %, raggiungendo così quota 234.398, tanti sono gli stranieri residenti nella nostra Regione, pari al 6,4% del totale dei residenti.
I lavoratori stranieri occupati in aziende toscane ed iscritti all’Inps erano, nel 2006, 197.958, di cui 140.131 extra comunitari e 50.467 provenienti da paesi UE. Nella toscana la percentuale di alunni stranieri è in costante aumento, ed ha raggiunto circa 40 mila presenze, con una incidenza del 10%. 
«I nostri sforzi sono andati nella direzione d! i dare ad alunni e lavoratori gli strumenti per una piena citt! adinanza , a cominciare dalla lingua italiana. Sia i lavoratori che gli alunni stranieri sono più a rischio rispettivamente per gli infortuni e la dispersione scolastica. Per questo abbiamo messo in atto iniziative di formazione: teleformazione, corsi nei paesi di origine prima della partenza, corsi di alfabetizzazione e per la sicurezza nei luoghi di lavoro, carta formativa prepagata, voucher formativi individuali. Nella scuola stiamo portando avanti una sperimentazione che prevede il coinvolgimento delle famiglie per un sostegno attivo a quegli alunni che si trovano in condizioni oggettive di svantaggio». 

Segue scheda con tutti i numeri sui cittadini stranieri presenti in Toscana

Italiano per tutti e formazione sui temi della sicurezza nei luoghi di lavoro. Queste le priorità per dare una risposta ai bisogni più urgenti dei nuovi cittadini che, ogni anno, vengono in Toscana da pesi stranieri. Lo ha ricordato l&rs! quo;assessore all’istruzione formazione e lavoro Gianfranco Simoncini riferendo alla conferenza internazionale sul dialogo interculturale, dati ed esperienze della Toscana. «Senza lingua non c’è dialogo. L’italiano per tutti i nuovi arrivati è un obiettivo su cui dovranno essere concentrati gli sforzi assicurando a ciascuno, indipendentemente dall’età, l’opportunità di apprenderlo nei primi sei mesi di permanenza».
Qualche dato
Già oggi in Toscana i cittadini stranieri o nati da famiglia straniera sono una parte importante della società. Tra il 2005 ed il 2007 l’aumento è stato del 21,1 %, raggiungendo così quota 234.398, tanti sono gli stranieri residenti nella nostra Regione, pari al 6,4% del totale dei residenti.
I lavoratori stranieri occupati in aziende toscane ed iscritti all’Inps hanno raggiunto nel 2006 quota 197.958, di cui ! 140.131 extra comunitari e 50.467 provenienti da paesi UE. Gli! occupat i stranieri sul totale sono circa il 7%, un punto percentuale superiore al dato nazionale, la quota di stranieri tra le assunzioni del 2007 è pari al 30%.
Gli stranieri vengono in Toscana non solo per dedicarsi ad attività di lavoro dipendente, ma anche per creare imprese e lavoro.
Secondo i dati di una recente indagine (2006, su fonti Infocamere Movimprese) i titolari di impresa stranieri sono passati dal 6,2% del 2001 a quasi il 12% del 2006, e tra gli imprenditori con meno di 30 anni gli stranieri sono il 26,5%. Si tratta di dati che testimoniano del contributo fornito dagli stranieri al sistema imprenditoriale toscano.
Oltre che per lavorare e per creare impresa, gli stranieri extracomunitari vengono in Toscana anche per studiare.
Il numero degli studenti stranieri si aggira attorno alle 5 mila unità (circa 3000 dei quali iscritti alle tre Università toscane). A questi poi dovremmo anche aggiungere i 624 stranieri che, da! i diversi paesi del mondo, studiano su TRIO, la piattaforma toscana di formazione a distanza.
Nella scuola toscana la percentuale di alunni stranieri è in costante aumento, ed ha raggiunto circa 40 mila presenze, con una incidenza del 8,4%. 
Nonostante il progressivo aumento di scolarizzazione della popolazione straniera, che migliora in genere quando si passa dalla prima alle generazioni successive, il tasso di insuccesso scolastico degli alunni stranieri resta elevato. Gli insuccessi fra gli stranieri, in Toscana, crescono infatti progressivamente da circa il 4% nella scuola primaria, al 13% nella scuola secondaria di primo grado, per arrivare al 26% nella scuola superiore. 
Gli alunni stranieri in ritardo costituiscono quote molto alte per ogni livello di scolarità; si passa infatti dal 22% nella scuola primaria al 55,4% nella scuola secondaria di I grado, al 73,4% nella scuola secondaria di II grado
«Gli alunni stranie! ri stanno accumulando un ritardo – ricorda l’asses! sore Sim oncini -  rappresenta l’avvio di un gap sociale che, col tempo, non può non essere considerato ostacolo all’integrazione sociale».
Strettamente connesso al problema dei ritardi e dell’insuccesso scolastico, vi è il nodo dell’istruzione degli adulti. Negli ultimi anni la popolazione straniera è aumentata in Toscana di circa 20 mila unità per anno, e pochi immigrati arrivano con sufficienti competenze linguistiche. Nei Centri Territoriali Permanenti della Toscana la presenza di cittadini stranieri si aggira tra i 5 ed i 6.000 partecipanti per anno. «L’obiettivo deve essere di assicurare a tutti i nuovi venuti la possibilità di apprendere l’italiano, di parlarlo ad un livello adeguato per la vita quotidiana e per il lavoro.
A questi obiettivi ha un contributo significativo anche il sistema di formazione professionale della Regione Toscana, che tra il 2000 e il 2007 ha offerto atti! vità formative a 40.591 cittadini stranieri. Di questi hanno ottenuto l’idoneità in 25.637 (di cui 15.266 donne e 10.371 uomini).
I Servizi per l’impiego della Toscana nel 2007 hanno avviato al lavoro 48.676 lavoratori extracomunitari (28.303 maschi e 20.373 femmine), che gestiscono uno stock di iscritti extracomunitari che, al 31 gennaio del 2007, era di oltre 26 mila lavoratori.
Rimane problematica la situazione degli infortuni sul lavoro. Al dato del 2006 che ha visto tra gli extracomunitari 8243 incidenti, di cui 6 mortali, si accompagna il dato del primo trimestre del 2007 con un morto e 2010 incidenti.
«il problema della sicurezza – ha detto Simoncini - non riguarda solo gli immigrati ed è strettamente legato alla qualità del lavoro. Il problema è serio e proprio per questo si finanziano progetti e  piani  formativi aziendali che danno priorità alle attività nel campo del! la sicurezza e della prevenzione degli infortuni sui luoghi di! lavoro. In particolare, sonno destinatari privilegiati degli interventi i lavoratori considerati più a rischio, vale a dire quelli di età superiore a 45 anni, quelli che lavorano in imprese con meno di 15 dipendenti o con contratto atipico».