[Comunicato stampa Giunta regionale Lombardia]
LOMBARDIA.COMUNITA' MONTANE DA 30 A 23, RISPARMIO DI 4,5 MIL.

lunedì 19 maggio 2008


05/19/2008 05:13 PM
Soggetto:  LN-LOMBARDIA.COMUNITA' MONTANE DA 30 A 23, RISPARMIO DI 4,5 MIL.

 

FORMIGONI: MAI STATE SCATOLE VUOTE, MA ORA AUMENTA L'EFFICIENZA
ORGANI CON MENO COMPONENTI. COLOZZI: VALORIZZATI PICCOLI COMUNI.

(Ln - Milano, 19 mag) Riduzione del numero delle Comunità
montane da 30 a 23, riduzione dei componenti degli organi
(assemblea e giunta esecutiva) e valorizzazione della figura dei
sindaci (componenti di diritto dell'assemblea ed elettori della
giunta), riduzione di almeno il 70% del gettone di presenza per
il presidente e i membri dell'esecutivo.
Queste alcune delle novità introdotte dal progetto di legge
"Riordino delle Comunità montane della Lombardia, disciplina
delle Unioni di Comuni lombarde e sostegno all'esercizio
associato di funzioni e servizi comunali", approvato dalla
Giunta regionale su proposta del presidente Roberto Formigoni di
concerto con l'assessore alle Risorse, Finanze e Rapporti
istituzionali Romano Colozzi.

Un decisivo taglio ai "costi" della politica pari a 4.345.403
euro (un terzo del contributo ordinario).

Il provvedimento attua quanto previsto dalla legge Finanziaria
statale per l'anno 2008 (legge n. 244 del 2007) che opera un
taglio diretto e immediato del Fondo destinato alle Comunità
montane: la sua approvazione da parte del Consiglio Regionale
entro il 30 giugno 2008 eviterà l'intervento sostitutivo dello
Stato.

"Questa doverosa e importante opera di riorganizzazione - spiega
il presidente Formigoni - garantisce un risparmio notevole per
la pubblica amministrazione e segna un'altra tappa fondamentale
della nostra Regione sulla strada dell'eccellenza dei servizi
per i cittadini. E' necessario però sottolineare che la genesi
di questo provvedimento non si colloca nell'esigenza di
eliminare, come accade in altre aree del Paese, casi di Comunità
montane intese quali "scatole vuote" e create solo a fini
politici. Al contrario, in Lombardia le Comunità montane si sono
distinte per una efficace gestione dei servizi fondamentali e
per la tutela del territorio".

"Il testo di legge approvato dalla Giunta regionale - spiega
l'assessore Colozzi - è fortemente ispirato al principio della
sussidiarietà in quanto conferisce una nuova centralità al ruolo
e all'autodeterminazione dei Comuni, che rappresentano il
fondamentale punto di contatto della pubblica amministrazione
con i cittadini e le imprese. L'importanza dei Comuni si
concretizza all'interno degli organi delle Comunità montane (i
cui rappresentanti nelle assemblee e Giunte esecutive scendono
da 2.000 a 500 circa) attraverso la presenza dei sindaci,
proprio in quanto eletti direttamente dalla popolazione. Saranno
inoltre le stesse Comunità montane a scegliersi la denominazione
e la sede".

Non potendo intervenire con legge regionale sulla
quantificazione dei Comuni montani, essendo la materia definita
da legge nazionale, la riorganizzazione del territorio montano
della Lombardia (vasto il 42% del totale) in 23 zone omogenee
rappresenta il giusto punto di equilibrio fra l'esigenza di
razionalizzare i costi, la vastità del territorio stesso e le
importanti funzioni esercitate dalle Comunità montane.
Queste coinvolgono 558 comuni, il 39,7% dei quali con meno di
3.000 abitanti. I residenti complessivi sono poco più di 1
milione e 200 mila. Le funzioni principali delle Comunità
montane spaziano dalla prevenzione del rischio idrogeologico,
allo sviluppo e tutela del territorio, alla prevenzione degli
incendi boschivi e organizzazione di squadre antincendi, oltre
ad altre attività legate all'agricoltura, alle foreste ecc.
Proprio grazie a questo provvedimento, Regione Lombardia intende
indirizzare le proprie politiche nella direzione del sostegno
all'eccellenza comunale attraverso l'incentivazione alla
gestione associata di funzioni e servizi tramite le 'Unioni di
Comuni' al fine di garantire servizi migliori per i cittadini a
costi minori per la pubblica amministrazione. 
Il provvedimento giunge al termine di un lungo lavoro e di un
serrato e proficuo confronto con i rappresentanti delle Comunità
montane, dei Comuni e delle Province.

"Regione Lombardia - aggiungono il presidente Formigoni e
l'assessore Colozzi - da sempre punto di riferimento innovativo
per la finanza pubblica a livello nazionale, compie un ulteriore
passo in avanti nel settore: il progetto di legge prevede
infatti norme di riordino dei bilanci delle Comunità montane,
così da renderli confrontabili e trasparenti con l'obiettivo di
valorizzare l'eccellenza e la virtuosità, penalizzando eventuali
diseconomie".

Il progetto di legge, strutturato il 24 articoli, prevede anche
disposizioni di prima applicazione e per la fase transitoria: il
nuovo assetto delle Comunità montane sarà effettivo a decorrere
dalle elezioni amministrative del 2009.
Le nuove Comunità montane saranno valorizzate sia in quanto
riceveranno in gestione funzioni regionali (il DPEFR elencherà
tutte le funzioni esercitate) sia in quanto livello ottimale per
la gestione delle funzioni comunali in forma associata nei
territori montani (diventano, insieme alle Unioni dei Comuni,
destinatarie di finanziamenti con priorità).
L'assemblea sarà composta dai sindaci dei Comuni facenti parte
della Comunità, mentre l'organo esecutivo (denominato giunta
esecutiva) è a composizione variabile secondo il numero dei
comuni: 5 per le CM con un numero di Comuni fino a 35, 7 per le
CM con più di 35 comuni.
Con l'art. 17 viene sancita la libera scelta del Comune che ha
la facoltà di aderire a più forme associative a seconda delle
caratteristiche del servizio che si intende associare. Una volta
aderito ad una forma associativa, il Comune non può partecipare
ad altre iniziative associative per quel determinato servizio.
Se un Comune partecipa ad un'Unione non può aderire ad un'altra
Unione anche se le due Unioni esercitano servizi diversi.
L'esclusività dell'adesione, inoltre, rafforza la singola
Unione.
L'art. 18 detta la disciplina delle Unioni nella Regione
Lombardia, chiamate Unioni di Comuni lombarde. I Comuni che
costituiranno Unioni disporranno di una legislazione che ne
rafforza il ruolo e la stabilità. Le Unioni già costituite si
adegueranno alla nuova legislazione.
Per incrementare la funzione dell'Unione si prevede che esse
debbano esercitare almeno tre servizi da scegliere tra quelli
che maggiormente garantiscono la coesione e la continuità
dell'esperienza associativa.
Come ogni ente locale, anche l'Unione si dota di uno proprio
atto fondamentale, lo statuto, che viene approvato dai Consigli
comunali dei Comuni aderenti. Nello statuto vengono stabilite le
funzioni che i Comuni trasferiscono alle Unioni, le competenze e
le modalità di elezione degli organi. Viene fissato il termine
di dieci anni quale durata minima dell'Unione. (Ln)