[Comunicato stampa Giunta regionale Lombardia]
MANOVRA, FORMIGONI: NUOVO PATTO GOVERNO-REGIONI

giovedì 22 luglio 2010


UN TAGLIO DEL 37% E' INSOSTENIBILE PER I NOSTRI CITTADINI PRONTI AI SACRIFICI NECESSARI, MA OCCORRE UN NEGOZIATO VERO

 

"Scenderemo dunque dai nostri grattacieli, simbolo di modernità ed efficienza, e caleremo nei palazzi romani che giustamente il sentire popolare identifica come santuari dello spreco e del centralismo". Sceglie l'ironia, il presidente Roberto Formigoni, per affrontare l'argomento della manovra finanziaria del Governo.

"Il nostro scopo - sottolinea subito Formigoni - è difendere gli interessi dei cittadini perché, come ha ribadito oggi all'unanimità la Conferenza dei presidenti di Regione, la manovra è insostenibile per i nostri cittadini".

Il presidente lombardo è pronto dunque a sedersi a un tavolo di discussione con il Governo "a una condizione: che il Governo apra veramente al dialogo, cioè sia disposto a cambiamenti".

Alle aperture annunciate dal ministro Raffaele Fitto, Formigoni aveva già risposto positivamente nei giorni scorsi. Ora si aspetta che agli annunci seguano fatti e comportamenti coerenti.

 

LE CIFRE DEI TAGLI - Per la Lombardia la manovra del Governo così com'è significa una mannaia che taglia 2,3 miliardi nel biennio, cioè il 37% (1,1 miliardi nel 2011 e 1,2 nel 2012).

Formigoni ha spiegato ai giornalisti com'è composta questa

cifra: "Nella manovra sta scritto che i trasferimenti dallo Stato alla Regione Lombardia passeranno da 4,5 miliardi a 3,8.

E' già un taglio esplicitamente dichiarato di 700 milioni all'anno, pari al 20,88%. Ma non è finita qui. Per precedenti accordi, dal 2011 sono previsti altri trasferimenti di competenze alla Lombardia, che costano 400 milioni all'anno. Non se ne parla nella finanziaria: ma evidentemente vanno conteggiati. Così come si deve tener conto di vincoli dovute a obbligazioni giuridiche pluriennali (es. contratti)". Ed ecco che si arriva al 37% di tagli. Che toccheranno inevitabilmente le politiche di sostegno all'impresa, alle famiglie, agli anziani, il trasporto pubblico, l'ambiente, la formazione professionale.

 

DUE LINEE DI AZIONE - Da qui le due linee di azione che il presidente Formigoni (che ieri ha presentato in Giunta sulla materia una Informativa di concerto con il vicepresidente Andrea

Gibelli) intende svolgere nell'immediato: "Negoziazione con il Governo e ulteriore sforzo di miglioria dei conti".

Il negoziato, per il presidente lombardo, deve partire dalla presa d'atto che per i cittadini la manovra, così com'è, è insostenibile e che il totale dei sacrifici va ridotto, provvedendo a una nuova e più equa ripartizione dei tagli tra le varie componenti istituzionali, lasciando invariato il saldo complessivo. Insomma per la Lombardia "si ricomincia da -37% per arrivare a un taglio meno draconiano".

Quanto all'ulteriore miglioramento dei conti, Formigoni ha detto che "cercheremo di inventarci qualcosa di decisamente nuovo e originale, per fare un ulteriore passo nella direzione, già percorsa in questi anni, di razionalizzare la macchina amministrativa, portandola al top dell'economicità e dell'efficienza".

 

COSTI DELLA POLITICA - Il presidente ha anche detto di essere convinto della opportunità che in un momento di crisi come questo i politici diano il buon esempio riducendosi lo stipendio e di attendersi dal Consiglio regionale (cui spetta prioritariamente questa materia) decisioni in questa direzione.

E proprio oggi, ha ricordato Formigoni, la Commissione consiliare ha dato il via libera al progetto di legge della Giunta (precedente alla manovra del Governo) di accorpamento di due enti, Iref e Irer, in uno solo, con risparmi considerevoli di costi.

 

UN NUOVO PATTO - In ogni caso si tratterà di gestire "al meglio"

le ricadute della manovra del Governo. In questo senso Formigoni auspica un nuovo patto tra Governo e Regioni successivo all'approvazione della manovra economica.

"Una volta approvata la manovra e mandato così un segnale positivo ai mercati - ha detto Formigoni - le Regioni e il Governo potranno scrivere un nuovo patto, come hanno fatto già altre volte con il patto di stabilità, il patto per la salute, ecc. Basta averne la volontà e metterci un po' di fantasia".