[Comunicato stampa Giunta regionale Friuli Venezia Giulia]
PD: Menis, Kosic esclude risonanza magnetica a San Daniele

mercoledì 30 marzo 2011


PD: Menis, Kosic esclude risonanza magnetica a San Daniele

La peggiore delle ipotesi
alla fine si è avverata. Dopo anni di promesse, rassicurazioni e
accuse di allarmismo contro chi sollevava il problema, oggi
l'assessore alla Sanità Vladimir Kosic ha scritto definitivamente
la parola fine alle speranze di vedere assegnata la tanto attesa
risonanza magnetica all'ospedale di San Daniele del Friuli.

La verità - spiega in una nota il consigliere del PD Paolo Menis
- è arrivata durante il Question Time quando Kosic, rispondendo a
un'interrogazione del collega De Mattia, ha detto chiaramente che
la risonanza non è nei progetti regionali, né risulta compatibile
con le previsioni del piano socio-sanitario.

Oltre al danno la beffa - sottolinea il consigliere Menis che per
anni si è battuto per portare questa strumentazione al
Sant'Antonio - perché l'assessore ha fatto più volte riferimento
proprio a quell'atto, approvato dai sindaci, su cui si basavano
molte delle promesse fatte dal centrodestra in questi anni.

Noi del Partito Democratico avevamo criticato da subito quel
documento, avvertendo i pericoli di un'impostazione
particolarmente penalizzante per i territori e le strutture di
rete, ma siamo rimasti inascoltati. Purtroppo, dopo la vicenda
del laboratorio analisi, anche sulla risonanza magnetica i fatti
ci hanno dato ragione.

Dove sono finiti gli impegni, anche pubblici, che autorevoli
esponenti di maggioranza si sono presi di fronte ai cittadini?

Spariti, perché secondo la Giunta regionale di centro-destra a
San Daniele una simile attrezzatura diagnostica semplicemente non
serve. L'attività di eccellenza del nosocomio, gli oltre 10 mila
ricoveri all'anno e i quasi 30 mila accessi al pronto soccorso
non giustificano, a detta dell'assessore, un investimento per cui
quell'Azienda sanitaria, è bene ricordarlo, aveva già accantonato
gran parte dei fondi.

Bisognerà continuare ad accontentarsi della struttura mobile,
quella sul camion, conclude Menis, il cui costo (mediamente
250mila euro all'anno), ormai ha ampiamente superato quello per
comprare un macchinario fisso. Alla faccia della buona
amministrazione e con buona pace della qualità del servizio.