[Comunicato stampa Giunta regionale Lombardia]
SANITA', 1.145 POSTI LETTO PER LE CURE SUB ACUTE

mercoledì 30 marzo 2011


SANITÀ, 1.145 POSTI LETTO PER LE CURE SUB ACUTE

IN 5 ASL SI AVVIA NUOVO MODELLO DI TRATTAMENTO PER I CRONICI
BRESCIANI: METTIAMO AL CENTRO LA PERSONA E IL SUO BISOGNO

L'attivazione di oltre mille posti letto
per le cure sub acute (intermedie tra l'ospedale e il domicilio)
e la sperimentazione in 5 Asl di un nuovo modello organizzativo
per coordinare e integrare i servizi extraospedalieri a favore
dei pazienti cronici (con la nascita dei Chronic Related Group).
Sono queste le due principali novità contenute nella delibera,
approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore
alla Sanità Luciano Bresciani, che specifica le "regole" 2011
per la gestione del Servizio Socio-Sanitario regionale (secondo
provvedimento).
"Proseguiamo con decisione - spiega l'assessore Bresciani - nel
percorso già avviato, per rispondere a quella che è la vera
sfida futura della sanità e cioè la cronicità. Il cambiamento
segnalato nel Programma Regionale di Sviluppo e nel Piano
Socio-Sanitario e cioè 'dalla cura al prendersi cura' trova la
sua piena realizzazione in questo provvedimento, che mette al
centro la persona e il suo bisogno di cura".

CURE SUB-ACUTE - Sulla falsariga di alcune sperimentazioni già
in atto (a Milano, Soncino e Varese) saranno attivate in tutte
le Asl della Lombardia strutture intermedie tra l'ospedale e il
territorio per l'erogazione di cure sub-acute. L'obiettivo è
assistere adeguatamente quei pazienti che, pur avendo superato
la fase di instabilità e di criticità clinica, continuano ad
avere bisogno di assistenza. "Si tratta in definitiva - spiega
Bresciani - di cure rivolte a persone che altrimenti
prolungherebbero senza necessità il ricovero in ospedale o al
contrario potrebbero essere ricoverate in ospedale in maniera
inappropriata. L'obiettivo è creare un contesto sanitario
protetto alternativo al domicilio ma anche a strutture di tipo
socio-sanitario".
Il servizio delle cure sub acute è rivolto principalmente a due
categorie di persone: pazienti, prevalentemente anziani, dimessi
dall'ospedale ma non in condizioni di poter essere adeguatamente
assistiti al proprio domicilio (si riduce la durata della
degenza e si assicura al paziente l'assistenza in un ambiente
protetto); pazienti, prevalentemente anziani e/o cronici
caratterizzati da una tendenza alla instabilità clinica, quando
le possibilità di assistenza domiciliare non offrono garanzie
sufficienti, ma che possono essere risolte con modalità diverse
dal ricovero ospedaliero.
Condizione essenziale è la predisposizione di un piano di
assistenza individuale, che ha lo scopo di far recuperare
indipendenza ai pazienti in vista di un loro ritorno a casa.
La durata della degenza in queste strutture dovrebbe essere non
inferiore ai 10/15 giorni e non superiore ai 30/40. Il
fabbisogno di posti letto ipotizzato è di 1.145 in tutta la
Lombardia con questa distribuzione nelle diverse Asl: Bergamo
118, Brescia 97, Como 54, Cremona 37, Lecco 55, Lodi 27, Mantova
30, Milano città 249, Milano 1 146, Milano 2 59, Monza e Brianza
66, Pavia 91, Sondrio 26, Varese 76, Valle Camonica 14. Compito
delle stesse Asl sarà quello di proporre alla Regione la
distribuzione territoriale dei posti letto per cure sub acute.
Le strutture in cui saranno attivati questi posti letto potranno
essere indipendenti rispetto a quelle per la cura degli acuti o
farne parte, occupando un'area specifica dello stesso ospedale
per acuti. Si tratterà in via preferenziale di ospedali
medio-piccoli, non inseriti nella rete dell'emergenza urgenza,
nei quali siano presenti solo alcune specialità ospedaliere di
base.

CRONICITA' - "Sarà sperimentata in 5 Asl della Lombardia
(Milano, Milano 2, Bergamo, Como, Lecco) - spiega ancora
Bresciani - una innovativa modalità di presa in carico dei
pazienti cronici (oltre 200.000 le persone potenzialmente
coinvolte)". Attraverso una quota di risorse stabilita in
anticipo (Chronic Related Group), dovranno essere garantiti con
continuità ai pazienti tutti i servizi extraospedalieri
necessari per una buona gestione della patologia cronica
(prevenzione secondaria, follow up, monitoraggio persistenza
terapeutica, specialistica ambulatoriale, protesica,
farmaceutica). In una prima fase, le patologie individuate per
la sperimentazione sono: bronco pneumopatie cronico ostruttive,
scompenso cardiaco, diabete di tipo I e II, ipertensione e
cardiopatia ischemica, osteoporosi, patologie neuromuscolari.
"Il cardine del progetto - sottolinea l'assessore - è
rappresentato dalla individuazione - a livello di distretto in
ognuna delle Asl coinvolte dalla sperimentazione - del soggetto
gestore in grado di garantire la continuità del percorso e della
presa in carico dei pazienti, interagendo con tutti gli attori
coinvolti nella gestione della patologia e garantendo le
necessarie competenze di tipo amministrativo, organizzativo e
gestionale". Sarà compito delle Asl individuare il soggetto
gestore: medico di medicina generale, Onlus, fondazioni, aziende
ospedaliere, strutture sanitarie accreditate e a contratto sia
intra che extraospedaliere, ecc. A questo soggetto sarà data la
responsabilità della continuità delle cure dei pazienti e le
relative risorse.
Nelle 5 Asl in cui sarà sperimentato il Chronic Related Group,
le strutture sub acute si integreranno con il percorso di presa
in carico della cronicità.