[Comunicato stampa Giunta regionale Piemonte]
CAVE: PRESTO SI TRASFORMERANNO IN OASI NATURALISTICHE

giovedì 28 luglio 2011


CAVE: PRESTO SI TRASFORMERANNO IN OASI NATURALISTICHE

Ravello: “Dimostrazione di come tutela ambientale  e produttività possano coesistere”

 

Conoscere la realtà dei cavatori e vedere da vicino i risultati del lavoro e dei progetti avviati sul  territorio. Questo il motivo della visita compiuta questa mattina dall’assessore all’Ambiente Roberto Ravello, in alcuni siti estrattivi di sabbia e ghiaia nei comuni di Carignano e La Loggia.

 

Prima tappa della giornata, a cui hanno preso parte anche il presidente dell’associazione Cavatori dell’Unione Industriale di Torino, Enrico Colombino e alcuni assessori comunali, le cave Germaire situate tra i Comuni di Carignano e Carmagnola (TO). Si tratta di un’area di circa 1.800.000 di mq, oggetto di un progetto di attività estrattiva e di riqualificazione del territorio nel quale circa il  50% della superficie sarà resa disponibile, naturalizzata e fruibile, trasformando così gran parte dell’area in un’immensa oasi naturalistica. Il progetto, premiato  a livello nazionale dall’Associazione Europea che riunisce i Produttori di Aggregati (UEPG) come miglior buona pratica del 2010,  ricade su gran parte del Parco del Po Torinese, ed è ormai alla sua fase conclusiva. Iniziato nel 2000 grazie ad una convenzione tra la Società concessionaria, la Regione Piemonte, i Comuni e l'Ente di gestione del Parco del Po, rientra in un programma di coltivazione delle aree estrattive di ghiaia e sabbia che il Parco ha inserito in un più vasto programma di valorizzazione del territorio legato al marchio turistico Po Confluenze Nord Ovest, all'interno del quale si svolge anche una specifica azione di riqualificazione dell'area che è stata denominata “Il Po dei Laghi”. Tra le principali opere di riconversione ambientale vi è quella della salvaguardia della limitrofa Lanca di San Michele, un’area originatasi nel 1977 a seguito di un salto di meandro da parte del Po e che ad oggi mostra un particolare ecosistema dove trovano rifugio molte specie di uccelli, favoriti da una ricca e tipica vegetazione palustre, che annovera canne, ontani, salici e pioppi neri.

 

La visita è poi proseguita alla cava Zucca & Pasta di La Loggia, dove, da un lago residuato da attività estrattiva, è stato realizzato un bacino di lagunaggio per la potabilizzazione delle acque. Tale bacino consente di poter disporre di una riserva d’acqua nei casi di siccità o di fenomeni di piena o di inquinamento delle acque del fiume Po o di altri eventi eccezionali. Nella medesima cava saranno a breve conclusi i lavori su un bacino già esistente all’estremo ovest, da destinare all’attività di pesca sportiva e a recupero naturalistico.

La fascia spondale, lungo i confini ovest e sud del lago, è costituita da una fascia tampone arboreo - arbustiva realizzata con specie autoctone, con funzione di filtro tra gli agroecosistemi esistenti e l’ecosistema ad acque del bacino lacustre. Tra il bacino di lagunaggio principale e il lago dei pescatori è in fase di realizzazione l’attività estrattiva che determinerà l’ampliamento del bacino di lagunaggio esistente.

 

“Un utile momento di confronto tra la Regione e le imprese del settore estrattivo, che rappresenta una delle attività economiche di maggiore rilevanza della nostra regione - così ha definito la visita di questa mattina l’assessore all’ambiente Roberto Ravello.  I progetti di riqualificazione da tempo avviati e ormai in fase di conclusione, dimostrano come tutela ambientale e ed esigenze produttive siano perfettamente conciliabili. Troppo spesso -  ha concluso Ravello -  il mondo dell’industria estrattiva, pur distinguendosi per l’impiego di tecnologie all’avanguardia e per una avanzata cultura eco-sostenibile, è oggetto di facili pregiudizi. Rappresenta invece un contesto che, se gestito con responsabilità, non solo non costituisce una minaccia per l’ambiente: anzi, in alcuni casi, l’attività estrattiva può arrivare a creare scenari nuovi, come le oasi,  ambiente ideale per la vita e la riproduzione di numerose specie animali, rendendo fruibili le aree limitrofe al fiume. Si tratta di un modello in cui si conciliano la tutela ambientale e lo sviluppo economico, con l’importante contributo di quest’ultimo in termini di prestazione di servizi alla comunità.”

 

QUALCHE DATO

 

Numero di Cave Attive  in Piemonte 472

Quantità annue estratte per tipo di materiale (m3)

 

Sabbia   e ghiaia

Pietre   ornamentali

Torba  

Calcare  

Argilla  

 

 

Piemonte

 

 

11.185.000  

 

325.000  

 

0

 

2.632.000  

 

665.000