[Comunicato stampa Giunta regionale Toscana]
Finanziaria e Bilancio 2012 capitolo per capitolo.

martedì 4 ottobre 2011


Finanziaria e Bilancio 2012 capitolo per capitolo.


+++ SOMMARIO +++


Rigore, equità e sviluppo sono le tre parole chiave della nuova Legge finanziaria che la Giunta propone alla discussione del Consiglio regionale. Il presidente Enrico Rossi ha presentato anche il documento preliminare per il Bilancio 2012 ricordando i “tagli catastrofici“ effettuati dal Governo (mancano ancora all’appello 200 milioni per chiudere il Bilancio) e rilanciando la stagione delle riforme, introducendo la cosiddetta “spending review”, ovvero la revisione integrale della spesa regionale a partire dai costi della politica e dal riordino organizzativo.

Il testo contiene inoltre concreti interventi per lo sviluppo, a partire dalla realizzazione delle infrastrutture, anche attraverso l’attuazione della nuova legge per le opere strategiche, fino ad arrivare ad un rinnovato sostegno alla green economy.

L’equità e la tutela sociale resta prioritaria. Si estende la lotta all’evasione fiscale e si mantengono i livelli essenziali delle prestazioni, in particolare verso disabili, minori e anziani. Si introduce la gestione unica del patrimonio immobiliare delle aziende sanitarie.

Le dichiarazioni di Enrico Rossi:

  • Rossi:      “Rigore, equità e sviluppo nella nostra Finanziaria”
  • Rossi:      “Tagli catastrofici, 200 milioni in meno all’appello”
  • Gli approfondimenti:

  • Le riforme previste dalla finanziaria 2012
  • I tagli del governo: 360 milioni in meno nel 2011 e 405      nel 2012
  • Il      bilancio 2012 dopo la manovra, cosa fa la Regione
  • Ai      “raggi X” 1.585 opere pubbliche. Rossi: “Se in ritardo, interverremo”

  • +++ LE DICHIARAZIONI DI ENRICO ROSSI +++


    Rossi: “Rigore, equità e sviluppo nella nostra Finanziaria”

    FIRENZE - Rigore, equità e sviluppo sono i cardini della Finanziaria che la giunta intende proporre. ”Abbiamo completato il monitoraggio delle opere strategica, secondo quanto prescritto dalla legge n.35 — ha detto il presidente Rossi — e a fine novembre avremo individuato le opere in ritardo. Daremo una bella sveglia alla Toscana. L’attività di monitoraggio riguarderà anche l’accordo con Autostrade per le terze corsie, gli accordi per l’attraversamento Tav di Firenze, mentre ci impegneremo entro il 2012 sui progetti per la Fi-Pi-Li e la Firenze Siena.”.

    “Altri capitoli importanti riguardano il pacchetto di iniziative per la green economy, la vendita di parte del patromonio di Edilizia residenziale pubblica a prezzi di mercato e non di rendita catastale, e quello per la valorizzazione e la gestione unitaria del patrimonio immobiliare non strumentale delle Asl, anche con la costituzione di consorzi o società. A differenza di quanto avviene a livello nazionale noi non abbiamo bisogno di vendere per ripianare i conti. Ma, dopo aver anticipato nel caso ad esempio dei 4 nuovi ospedali, i valori delle alienazioni, vogliamo attivare i capitali privati, rianimare un comparto edilizio in crisi e riempire i vuoti lasciati nelle città con interventi di qualità.”

    “E’ escluso un aumento delle tasse — ha concluso il presiedente Rossi — Non colpiremo lavoro e impresa. Un discorso diverso riguarda la compartecipazione al costo dei servizi. Abbiamo introdotto l’Isee, che deve diventare lo strumento generale per un accesso equo, che chiami a dare di più che ha di più, finalizzando il ricavato. Purtroppo al momento non credo che possa garantirci entrate in grado di scongiurare quella catastrofe di cui parlavo all’inizio”.

    +++

    Rossi: “Tagli catastrofici, 200 milioni in meno all’appello”

    FIRENZE – “E’ ora di parlare il linguaggio della verità. Nel 2011 siamo riusciti a mantenere lo stesso livello di spesa e a salvare lo stato sociale. Abbiamo contenuto l’effetto dei tagli trovando risorse con una politica improntata sul rigore e sull’equità, riqualificando la spesa, eliminando sprechi e spese improduttive, riducendo le spese di funzionamento della Regione, facendo sul serio la lotta all’evasione fiscale. Abbiamo sopperito con risorse nostre ai tagli fatti dal governo anche su materia di competenza del governo stesso. Ma ora dobbiamo dire le cose come stanno: per l’anno prossimo ci mancano 200 milioni: se lo stato non ne reintegra almeno 100 il Trasporto pubblico locale andrà in ginocchio, treni e pullman rischiano di dimezzarsi”. Si è espresso così il presidente Enrico Rossi, presentando oggi alla stampa i documenti preliminari del bilancio 2012 e della finanziaria, che vengono consegnati al consiglio regionale.

    Il presidente ha rivendicato gli sforzi compiuti nei mesi scorsi per far quadrare i conti senza penalizzare i servizi, nonostante un taglio da parte del governo di 360 milioni, destinati a salire a 500 nel 2012. “Abbiamo usato tutte le leve disponibili, trovato 130 milioni per il Tpl, risorse per i giovani, 60 milioni per il fondo per la non autosufficienza, azzerato dal governo, 30 milioni per i cassintegrati, 5 e mezzo per 90 classi di scuola per l’infanzia, 5 per il diritto allo studio universitario, un milione per gli istituti culturali statali, 6 e mezzo per l’emergenza abitativa. Abbiamo spostato gli investimenti sulla sanità, per poter spendere le risorse disponibili. Abbiamo riorganizzato, sfrondato. Ma davanti un taglio di 500 milioni è una catastrofe”.

    “Secondo i nostri calcoli — ha proseguito il presidente — mancheranno all’appello 200 milioni. Stimiamo di poterne ricavare un centinaio con la spending rewiev, a cui intendiamo sottoporre il nostro bilancio e quello degli enti collegati, e dalla lotta all’evasione fiscale. Ma il governo deve assicurarci gli altri 100. Per la sanità l’incremento previsto del fondo di 68 milioni non ce la può fare a compensare la spesa. Interverremo con una operazione analoga a quella che, anni fa, ha istituito le Asl, dimezzato gli ospedali e i osti letto, trovando nella dimensione dell’Area vasta la possibilità di una programmazione che garantisca la massima qualità dei servizi e la massima razionalizzazione della spesa, eliminando doppioni e ridondanze e insistendo sulla specializzazione.”

    “Quanto il Trasporto pubblico locale – ha proseguito il presidente Rossi – dopo averlo salvato abbiamo lanciato la gara unica che ci permetterà di superare i 14 contratti di servizio. Dispiace che una riforma così importante sia contrastata, ma ci riusciremo”.

    +++

    Rossi: “Ai raggi X 1.585 opere pubbliche. Se in ritardo, interverremo”

    FIRENZE – Avanti tutta con le opere strategiche, che è anche un modo per aiutare l’economia. Ci sono lavori e interventi per 2,7 miliardi che attendono di essere portati a termine in Toscana: 1.585 progetti dall’ambiente alla sanità, dalle strade alle infrastrutture e la Protezione civile. “Lavori in capo a Province e Comuni ma che per poco meno di 2 miliardi e 200 milioni sono finanziati dalla Regione” annota il presidente della Toscana, Enrico Rossi. “In un momento di scarsità di risorse, come diceva Padoa Schioppa, vogliamo spendere bene e tutto lo spendibile – prosegue – Vogliamo capire se ci sono opere in ritardo od ostacoli che le frenano. Così abbiamo deciso di avviare un monitoraggio che sarà concluso da qui a quarantacinque giorni, a fine novembre, per poi eventualmente intervenire, anche con poteri sostitutivi o accordi di programma. Il tutto secondo quanto previsto dalla legge n.35 che personalmente ho voluto e che a luglio è stata approvata dal Consiglio”.

    C’è già un modello pronto per l’analisi puntuale degli oltre mille e cinquencento progetti, opere a cui la Regione partecipa almeno per metà della spesa. Due su tre sono opere che non costano più di un milione, ma una cinquantina supera anche i dieci milioni. “Non sappiamo quanti siano in ritardo” confessa Rossi. Saranno considerati critici i progetti rimasti indietro di almeno sei mesi rispetto alla tabella di marcia. “A fine novembre avremo il polso della situazione – conclude il presidente – e decideremo cosa fare. Potremmo non dover far niente. Potrebbe bastare un sollecito. Ma ci potrebbero essere casi anche in cui saremo chiamati ad intervenire direttamente, cercando di rimuovere gli ostacoli che hanno ritardato i lavori oppure usando i poteri sostitutivi e subentrando all’ente locale che ha appaltato l’opera”.


    +++ GLI APPROFONDIMENTI +++


    Verso la finanziaria regionale 2012: le riforme previste

    FIRENZE – Razionalizzazioni e verifica puntuale dell’efficacia di alcune spese che si ripetono da anni, grazie anche all’aiuto di un team di esperti. Mancano le risorse: spendiamo meglio. Con un occhio allo sviluppo, per far marciare più velocemente programmi ed investimenti, compresi i progetti infrastrutturali portati avanti dagli enti locali ma finanziati per almeno la metà dalla Regione. Saranno infatti monitorati ritardi e criticità, dopodiché la Regione potrebbe intervenire.

    Barra dritta su strade, autostrade e green economy. Ma anche misure per l’equità e la tutela sociale, a partire da un’uso più diffuso dell’Isee, per i servizi comunali e regionali. E poi la sanità e il riordino istituzionale dei vari livelli di governo, dalle comunità montane alle unioni e associazioni di Comuni e Province, anche alla luce delle nuove disposizioni nazionali. Impegni, agende e interventi normativi che stanno tutti dentro al documento preliminare licenziato dalla giunta e che finiranno quindi nella finanziaria che accompagnerà il bilancio 2012. Una proposta di legge, quella che la Giunta presenterà, che ha contenuti più ampi rispetto a quelli prettamente tecnici di “copertura” normativa alle poste di bilancio, e che comprende anche interventi di riforma strutturale di settori dell’attività regionale e disposizioni relative alle linee generali di alcune politiche, come del resto è avvenuto con la finanziaria per l’anno in corso, approvata con l.r. 65/2010. La finanziaria sarà anche accompagnata da specifiche e distinte proposte di legge “collegate” funzionalmente alla manovra, che dovranno essere approvate entro il 31 dicembre 2011.

    Misure per il contenimento e la qualificazione della spesa


    Riduzione dei costi della politica
    Nel vasto programma di riforme che attende la Regione, un ruolo importante rivestono tutti quegli interventi che nel linguaggio corrente sono ormai raggruppati sotto la dicitura “riduzione dei costi della politica”. La giunta sta facendo la propria parte, con una riduzione delle spese di funzionamento da 32 a 25 milioni nell’anno in corso. Anche il Consiglio regionale si è già impegnato in tale direzione, per la riduzione dei vitalizi e del numero dei componenti.

    Revisione integrale della spesa regionale
    La spending review coinvolgerà, oltre alla Regione, anche gli enti dipendenti e gli altri organismi facenti parte del sistema regionale. Sarà portata avanti con l’apporto di Irpet, l’istituto di programmazione economica della Toscana, e la Scuola superiore Sant’Anna di Pisa.

    Riordino e razionalizzazione organizzativa

    La misura più significativa della pdl finanziaria nel prosieguo dell’azione di riordino e razionalizzazione degli enti regionali riguarderà Artea, l’agenzia regionale toscana per le erogazioni in agricoltura istituita nel 19999 come organismo pagatore regionale in agricoltura. Saranno ridefinite le competenze e il personale sarà ricondotto nel ruolo unico regionale. Sarà realizzata una revisione dell’ordinamento contabile degli enti parco. Quindi entro il 2012 sarà riordinato il sistema gestionale delle aziende agricole regionali. Nel frattempo la gestione commissariale dell’azienda regionale agricola di Alberese sarà prorogata. Continua anche la riduzione della spesa relativa a organismi collegiali e monocratici nell’ambito del sistema regionale.

    Abolizione albo artigiani
    Ogni funzione istruttoria sarà mantenuta in capo alle Camere di Commercio.

    Interventi per lo sviluppo

    Attuazione della legge per le opere strategiche
    La legge, inviata in Consiglio dalla giunta, è stata approvata nei mesi scorsi. E’ previsto il monitoraggio di tutti gli interventi finanziati almeno per la metà della Regione Toscana. Conclusa l’analisi e verificate eventuali criticità ritenute insormontabile, la Regione potrebbe anche intervenire in prima persona.

    Terza corsia e alta velocità
    Sarà monitorata l’intesa con Autostrade per le terze corsie e con Ferrovie per l’Alta Velocità nel tratto fiorentino (ovvero sottopasso e nuova stazione).

    Altre infrastrutture
    La finanziaria prevederà l’impegno della Giunta regionale a monitorare le procedure di realizzazione delle opere di potenziamento e messa in sicurezza dell’Autostrada del sole A1, dell’Autostrada Firenze-Mare A11, dell’Autostrada Tirrenica A12, della Due Mari Grosseto-Fano (itinerario europeo E 78), del raccordo autostradale Siena-Firenze e della strada regionale Firenze-Pisa-Livorno integrata con la realizzazione della Bretella Lastra a Signa-Prato. In merito all’autostrada Tirrenica sarà previsto nella proposta di legge finanziaria l’impegno della Giunta regionale ad operare per giungere all’approvazione da parte del Cipe del progetto definitivo, nel rispetto dei tempi previsti dalla normativa, a seguito delle integrazioni e delle verifiche necessarie per la Via e in coerenza con le indicazioni espresse dalla Giunta. Sulla Fi-Pi-Li la Giunta intende invece procedere alla predisposizione del bando di gara per lo studio di fattibilità entro novembre 2011. Quanto al raccordo Siena-Firenze è prevista la predisposizione e pubblicazione del bando di gara per l’individuazione del promotore, in coerenza con lo studio di fattibilità, entro settembre 2012, contemporaneamente al bando che Anas predisporrà e pubblicherà, in base alla bozza di intesa in via di condivisione,

    Green economy
    Sarà istituito un fondo di garanzia per gli investimenti in energie rinnovabili. Prevista l’incentivazione degli impianti fotovoltaici, la presentazione di una proposta di legge per attribuire alle Regioni la competenza relativa alla bonifica dei siti inquinati (Sin), la partecipazione della Regione a Italcertifer spa per la gestione della piattaforma tecnologica del Centro di dinamica sperimentale dell’Osmannoro.

    Semplificazione burocratica
    L’idea è quella di facilitare e rafforzare l’amministrazione telematica.

    Misure per l’equità e la tutela sociale

    Sempre più Isee
    L’Isee, l’indicatore che consente di misurare la ricchezza e capacità di spesa di famiglie diverse per numerosità, diventerà sempre più il metodo unico di valutazione della situazione economica degli utenti dei servizi erogati dagli enti pubblici. Una specifica disposizione della proposta di legge finanziaria 2012 delineerà un percorso di progressiva, uniforme e generale applicazione dell’Isee standard disciplinato dalla normativa nazionale, da parte della Regione e degli enti locali. In particolare lo strumento sarà applicato per la determinazione della quota di compartecipazione dell’utente al costo dei servizi sanitari e sociali e ai fini dell’accesso alle agevolazioni previste nei sistemi tariffari dei servizi pubblici locali.
    Gli utenti non provvisti di Isee saranno automaticamente collocati nella fascia di contribuzione più alta e non potranno beneficiare di alcuna agevolazione. Nell’ambito della loro autonomia e delle disponibilità dei rispettivi bilanci, gli enti erogatori dei servizi potranno poi determinare le fasce di reddito e i correlati importi di compartecipazione o aliquote di agevolazione.

    Integrazione del fondo regionale assistenza sociale

    La proposta di legge finanziaria confermerà il mantenimento sul territorio dei livelli essenziali regionali delle prestazioni sociali, il sostegno a forme di assistenza riferite in particolare ai minori stranieri non accompagnati ed in generale ai minori allontanati dalle famiglie, e a situazioni di particolare marginalità.

    Interventi a favore dei disabili

    Saranno rafforzati gli interventi a favore delle persone in situazioni di disabilità. Previsti interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e negli spazi pubblici urbani e il sostegno per l’accesso al lavoro.

    Case popolari in vendita e nuove regole per gli affitti

    Una proposta di legge collegata conterrà norme in materia di alienazione patrimonio immobiliare edilizia residenziale pubblica, non sulla base della rendita catastale ma sulla rendita media di mercato. Altri due interventi legislativi riguarderanno la revisione complessiva della legge sull’edilizia residenziale pubblica – con particolare riguardo ai requisiti di assegnazione degli alloggi; la gestione della procedura di attribuzione dei punteggi e di formazione delle graduatorie; i criteri di determinazione dei canoni di locazione degli alloggi – e le agenzie sociali per la casa..

    Servizio sanitario regionale


    Razionalizzazione organizzativa

    Si prevedono tetti di spesa nei consumi, nel personale, nei livelli di contrattazione. Saranno introdotto principi di finanza pubblica in particolare in merito alla spesa farmaceutica e standardizzazione dell’offerta sanitaria.

    Gestione unica del patrimonio immobiliare delle aziende sanitarie
    Le Asl saranno impegnate nella gestione unitaria del patrimonio immobiliare non strumentale, anche con la costituzione di consorzi o società. Sarà possibile ricorrere ai fondi immobiliari regionali che saranno eventualmente attivati e finalizzati alla realizzazione di alloggi di housing sociale.

    Efficienza del sistema
    Si prevede il potenziamento del ruolo delle Aree vaste.

    Disposizioni di riordino istituzionale
    Sono tre gli scenari su cui si interverrà. C’è una propost si legge collegata per la riforma della disciplina degli Ato, gli ambiti ottiminali per la gestione dei servizi idrici e lo smaltimento dei rifiuti, le cui linee essenziali sono illustrate in un documento preliminare approvato dalla giunta.

    Si interverrà anche sui consorzi di bonifica. Sarà presentato un testo unico sulla difesa del suolo che prevederà una razionalizzazione delle competenze dei vari livelli istituzionali e la rivisitazione della disciplina dei Consorzi di bonifica.

    Dovrà infine essere adeguata alla recenti manovre finanziarie statali la proposta di legge, già inviata mesi fa in Consiglio regione, sul riordino del sistema delle autonomie locali.

    +++

    I tagli del governo: 360 milioni in meno nel 2011 e 405 nel 2012

    FIRENZE – La congiuntura internazionale, ma ancora di più le caratteristiche penalizzanti e inique della manovra del governo, rischiano di compromettere l’equilibrio finanziario regionale e la possibilità di assicurare funzioni pubbliche essenziali e servizi primari, come il trasporto pubblico locale o l’assistenza sanitaria e sociale.

    Tutto questo rappresenta una netta rottura rispetto al passato e impone pertanto un ripensamento, anche sotto il profilo organizzativo ed istituzionale, dei vari livelli di governo del sistema regionale nel suo complesso. Si apre una stagione di riforme strutturali che mobiliti le istituzioni, l’economia e la società.

    E’ questo in sintesi il filo lungo il quale si muove il documento preliminare della legge di bilancio di previsione per il 2012 e pluriennale 2012-2014 approvato oggi dalla giunta regionale e inviato quindi al consiglio. Dopo aver analizzato la situazione e gli effetti della manovra in Toscana il documentoindica precise direzioni di intervento.

    L’impatto della manovra

    La manovra del Governo approvata con decreto legge 78/2010, e confermata con la recente manovra estiva, ha tagliato alla Regione Toscana 360 milioni di euro di trasferimenti erariali nel bilancio del 2011, che salgono a 405 nel bilancio 2012. Altre risorse sono state sottratte direttamente a Comuni e Province. I tagli operati dal Governo sul bilancio della Regione Toscana hanno eliminato del tutto trasferimenti che andavano a finanziare: incentivi alle imprese, politiche sociali, politiche giovanili e del lavoro, agricoltura, viabilità, ambiente, edilizia agevolata, diritto allo studio. Il taglio maggiore è stato inferto al Tpl, il trasporto pubblico locale, per il quale la decurtazione dei trasferimenti nel 2011 è stata di circa 130 milioni di euro su meno di 220.

    Al taglio dei trasferimenti erariali occorre sommare gli ulteriori tagli che sono stati applicati alle risorse vincolate trasferite in corso d’anno per specifici progetti o con particolari destinazioni. In particolare l’azzeramento dei finanziamenti per la non autosufficienza per circa 30 milioni, la decurtazione dei fondi Fas per 70 milioni dal 2011 al 2013. In più c’è la riduzione della spesa di ministeri e amministrazioni centrali, che si scaricherà su Regioni e Enti locali.

    La somma complessiva dei tagli potrebbe salire dunque a oltre 500 milioni di euro per il 2012 e gli anni a seguire, al netto della sanità. Un evento catastrofico.

    Nel 2011 si è fatto fronte al taglio di 360 milioni dei trasferimenti statali attraverso una riduzione della spesa di funzionamento (per circa 60 milioni, in larga misura impiegati per compensare il taglio della spesa sociale), così come tramite il maggior gettito derivante dall’evasione fiscale per circa altri 60 milioni, nonché con la razionalizzazione di alcune politiche di spesa e con l’allocazione straordinaria di risorse proprie per 130 milioni sul Tpl.

    Questi interventi hanno permesso di mantenere la spesa corrente sugli standard del 2010 ed hanno consentito di salvare lo stato sociale, assicurando l’erogazione di alcuni servizi essenziali in materia di trasporto pubblico locale, di politiche sociali, di politiche per il lavoro, di istruzione. Si tratta di attività e servizi su cui la regione nel 2011 si è trovata spesso a svolgere un ruolo di supplenza rispetto allo Stato: è il caso, ad esempio, delle risorse stanziate per garantire l’apertura di circa 90 sezioni di scuola dell’infanzia (ovvero 5,5 milioni annui), di 30,6 milioni trasferiti all’Inps per garantire il pagamento della cassa integrazione, di 4,7 milioni per assicurare le borse del diritto allo studio universitario, di 1 milione a sostegno di istituzioni culturali nazionali, di altri 6,5 milioni per far fronte all’emergenza abitativa, di 60 milioni per il finanziamento della non-autosufficienza. Senza dimenticare, infine, la conferma del co-finanziamento regionale per l’utilizzo dei fondi europei.

    Le prospettive per il 2012 sono ancora peggiori, a partire dal Tpl
    Il taglio operato dal decreto 78/2010 sale a 405 milioni per effetto del mancato reintegro nel 2012 di 400 milioni per il Tpl: la Toscana ne avrebbe beneficiato per circa 48 milioni. Il governo non ha ancora onorato l’accordo del 16 dicembre 2010. Rispetto ai 1.182 milioni che il Governo si era impegnato a reintegrare, ad oggi, con l’art. 21 comma 3 della legge 111/2011, sono stati infatti restituiti solo 400 milioni, da ripartirsi fra le Regioni.

    Mancano pertanto 782 milioni a livello nazionale per poter onorare i contratti relativi al trasporto pubblico locale: considerato che il peso della Toscana è pari al 12,5%, la quota che dobbiamo rivendicare è di circa 100 milioni di euro, ai quali la Regione ha sopperito con risorse proprie per 130 milioni di euro, salvaguardando i servizi. In assenza di un reintegro di risorse statali, nel 2012 non sarà possibile far fronte ai contratti in essere e garantire i servizi. Ulteriori difficoltà sul fronte del trasporto su ferro stanno giungendo anche dal mancato rifinanziamento della legge 33/2009, in scadenza alla fine del 2011, mediante la quale il Governo erogava direttamente a Ferrovie dello Stato somme per la riqualificazione e ammodernamento dei treni.
    Nel 2012 mancheranno anche le risorse relative al finanziamento della non autosufficienza, alle politiche sociali e per l’infanzia.

    Senza considerare l’impatto che avranno sul bilancio regionale i tagli per 6 miliardi che saranno distribuiti sulle politiche dei vari dicasteri: al bilancio della Toscana mancano al momento 200 milioni di euro di risorse per garantire nel 2012 il livello di servizi dell’anno in corso.

    Tutto questo significa che i tagli, il mancato rifinanziamento del Tpl e i più restrittivi livelli di patto di stabilità non consentiranno alla Regione Toscana di mantenere nel 2012 lo stesso livello di spesa dell’anno in corso.

    +++

    Il bilancio 2012 dopo la manovra, cosa fa la Regione

    FIRENZE – In questo quadro e condizionata da una manovra inutile, iniqua e fortemente penalizzante tutte le Regioni, la giunta toscana è impegnata a delineare una manovra che razionalizzi la spesa regionale, in una logica di equità contributiva e in una prospettiva di rilancio dello sviluppo e della crescita del Pil regionale.

    Prosegue e si rafforza il processo di razionalizzazione della spesa di funzionamento degli uffici regionali: già attivato in misura consistente con la legge finanziaria e di bilancio per il 2011, con una diminuzione della spesa da 32 a 25 milioni.

    La Giunta regionale, in attuazione della legge finanziaria regionale 65/2010, ha poi in corso i procedimenti per bandire la gara per il Tpl su gomma nel 2012 in modo da aggiudicare, a partire dal 2013, ad un gestore unico i servizi oggetto di una specifica convenzione con tutti gli enti firmatari. E’ una scelta politica, in questo quadro di incertezze, che vuole garantire per i prossimi anni un servizio essenziale per i cittadini, migliorandone la qualità e realizzando le possibili economie e razionalizzazioni anche attraverso una liberalizzazione che avverrà tramite gara pubblica, con lo scopo di ottenere il massimo della trasparenza e l’offerta migliore nell’interesse generale

    Per superare le criticità individuate la giunta sta lavorando a una strategia capace di operare su vari fronti, al fine di cercare gli equilibri di bilancio.

    Recuperare risorse
    Il primo obiettivo è quello di richiamare il Governo al rispetto del patto del 16 dicembre 2010 e quindi indurlo a rifinanziare il Tpl e a restituire alla Toscana i circa 100 milioni che attualmente mancano.

    Dal lavoro di revisione della spesa della regione e degli enti e agenzie ci si attende un recupero di risorse per circa 50 milioni

    Saranno messe in atto anche tutte le azioni necessarie a incrementare ulteriormente il recupero dell’evasione fiscale, dal quale la giunta attendee già oggi maggiori entrate per circa 50-60 milioni. A fronte di un gettito complessivo nel 2009 pari a 116,8 ml euro, nel 2010 si sono riscossi 145 ml di euro, con un incremento di 28 ml euro (+24%). Anche l’attività relativa al 2011 si sta mostrando particolarmente efficace con un totale di riscossioni alla fine del mese di agosto che è superiore a quella del 2010 di circa 15 ml euro. I risultati attesi per il 2011 confermano sostanzialmente l’andamento dell’esercizio precedente con un totale di riscossioni stimato in circa 160 ml euro.

    La sanità
    La sanità è stata interessata da ben due manovre finanziarie del Governo. La prima è del luglio 2010, con un impatto di riduzione sul fondo pari a 35 milioni per il 2010 e 70 per il 2011, a cui si aggiunge l’azzeramento della quota statale sul fondo per la non autosufficienza. La seconda è del luglio 2011 ed ha comportato una riduzione del fondo sanitario regionale e la contestuale introduzione di un’ ulteriore compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini toscani (i ticket aggiuntivi).

    La dinamica dei costi, influenzata dall’aumento dell’Iva e, soprattutto, da un andamento della spesa sanitaria, sarà senz’altro superiore alle risorse assicurate dal fondo sanitario nazionale.

    A questi aumenti di costo si devono sommare quelli derivanti dalle sterilizzazioni non più riconosciute dal tavolo di monitoraggio ministeriale relative alle quote di ammortamento degli investimenti effettuati con risorse proprie delle aziende sanitarie che, vista l’imponente programma di rinnovamento e di modernizzazione del patrimonio sanitario regionale effettuato negli ultimi anni, peseranno per oltre 137 ml euro anno.

    Pertanto lo stimato incremento di 68 milioni del fondo sanitario 2012 dovrà consentire, attraverso adeguati processi di razionalizzazione e riorganizzazione, di raggiungere anche per il 2012 l’equilibrio di bilancio.

    E’ necessario inoltre mettere in atto un’efficace lotta di contrasto all’evasione dei ticket e delle altre forme di compartecipazione alla spesa.