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[Trentino Alto Adige]
MINORANZE LINGUISTICHE: NO AL REFERENDUM PER L’ABOLIZIONE DEL COMUN GENERAL DE FASCIA

mercoledì 11 gennaio 2012

MINORANZE LINGUISTICHE: NO AL REFERENDUM PER L’ABOLIZIONE DEL COMUN GENERAL DE FASCIA

 

Le comunità di minoranza del Trentino, mocheni, cimbri e ladini, esprimono la propria contrarietà ai due quesiti referendari promossi dalla Lega Nord e relativi all’abrogazione delle Comunità di valle e del Comun General de Fascia, oltre che alle disposizioni speciali che riguardano le popolazioni di lingua mochena e cimbra.

Le ragioni di questa contrarietà sono state espresse oggi nel corso di una conferenza stampa dai rappresentanti delle comunità ladina, mochena e cimbra; Luigi Chiocchetti, Assessore regionale per le Minoranze linguistiche, Cristina Donei, Procuradora del Comun General de Fascia, Diego Moltrer, Assessore alle Minoranze linguistiche della Comunità Alta Valsugana Bersntol e Michael Rech, Presidente della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri. “Sottoscrivere i referendum, è stato detto, significherebbe rinunciare ad un’autonomia istituzionale ed organizzativa che le comunità di minoranza hanno raggiunto per mezzo delle Comunità di Valle. Attraverso di esse, infatti, con forme nuove di autonomia istituzionale ed organizzativa si tutela e si valorizza l’identità di cimbri, mocheni e ladini, patrimonio irrinunciabile dell’intera comunità provinciale, favorendone uno sviluppo anche sociale rispettoso delle relative peculiarità”.

“La proposta di abrogazione, hanno detto i rappresentanti delle minoranze linguistiche trentine, affosserebbe un percorso di attenzione e di promozione delle popolazioni germanofone e ladine messo in campo in questi anni da parte delle intere comunità nel cui territorio sono comprese queste popolazioni. Significherebbe porsi espressamente contro e negare l’impegno da parte di queste comunità per tutelare, valorizzare e promuovere uno dei tratti fondamentali della propria identità”.

L’Assessore Chiocchetti ha ricordato, infine, che lo Statuto della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Sudtirol, pone, fin dal primo articolo, tra i principi fondanti dell’autonomia, quello della tutela e promozione delle comunità linguistiche minoritarie presenti sul territorio, per questo, ha aggiunto, ogni azione che vada contro tale importante principio dell’autonomia regionale potrebbe minare alla radice i fondamenti stessi, storici, linguistici e culturali dell’intera comunità”.

NON RINUNCIARE ALLA TUTELA, VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DI CIMBRI MOCHENI E LADINI

 

NON RINUNCIARE ALL’AUTONOMIA DELLA VALLE DI FASSA

 

 

TUTELA, VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DELLE MINORANZE LINGUISTICHE

 

La proposta di abrogazione dell’art. 19 della L.P. 16 giugno 2006, n.3 comporta la cancellazione del Comun general de Fascia e, con esso, verrebbero cancellate le previsioni di speciale tutela e promozione delle minoranze linguistiche mochena e cimbra contenute nella citata norma. Verrebbero cancellate altresì quelle previsioni di tutela che, in attuazione di tale norma, sono contenute negli Statuti della Comunità di Valle Alta Valsugana e Bernstol e della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri. Verrebbe così affossato un percorso di attenzione e di promozione delle popolazioni germanofone messo in campo in questi anni da parte delle intere Comunità nel cui territorio sono comprese queste popolazioni. Significherebbe porsi espressamente contro e negare l’impegno da parte di queste Comunità per tutelare, valorizzare e promuovere uno dei tratti fondamentali della propria identità. Abrogare l’art. 19 della L.P. 3/2006 significa travolgere una delle fondamentali finalità della legge di riforma istituzionale, quella, cioè, di assicurare alle popolazioni insediate sul territorio della Provincia “la salvaguardia e la promozione delle peculiarità culturali, linguistiche, storiche”.

Sottoscrivere il referendum significa per le popolazioni di minoranza rinunciare ad un’autonomia istituzionale ed organizzativa che si realizza per mezzo delle Comunità di Valle. Attraverso di esse, infatti, con forme nuove di autonomia istituzionale ed organizzativa si tutela e si valorizza l’identità di cimbri, mocheni e ladini, “patrimonio irrinunciabile dell’intera comunità provinciale”, favorendone uno sviluppo anche sociale rispettoso delle relative peculiarità.

Lo Statuto della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Sudtirol, pone, fin dal primo articolo, tra i princìpi fondanti dell’autonomia, quello della tutela e promozione delle comunità linguistiche minoritarie presenti sul territorio della Regione. Molte, ogni anno, le iniziative dirette e le azioni di tutela, di valorizzazione e di promozione delle comunità minoritarie, ladini, mocheni e cimbri. Attività che sono perseguite direttamente con sostegni sia ad associazioni, enti e istituti per lo sviluppo delle minoranze linguistiche sia a forme nuove e inedite di autonomia organizzativa dei territori in cui sono insediate le minoranze stesse. Dunque perla Regione, e per l’Assessorato regionale per le Minoranze linguistiche, le Comunità di Valle e il Comun general de Fascia costituiscono interlocutori fondamentali per le molteplici azioni di sostegno e valorizzazione delle comunità di minoranza.

L’intera comunità trentina, pertanto, non solo gli appartenenti alle comunità di minoranza e che vivono nei territori di insediamento delle comunità minoritarie del Trentino, sono consapevoli, ne siamo certi, che ogni azione che vada contro questo importante principio dell’autonomia regionale e delle due Provincie autonome di Trento e Bolzano, minano alla radice i fondamenti stessi storici, linguistici e culturali dell’intera comunità.

 

 

AUTONOMIA

 

Al Comun General de Fascia viene riconosciuto un grado di autonomia maggiore rispetto alle altre Comunità, sancita dal proprio Statuto che individua gli organi di governo della Comunità, ne disciplina le attribuzioni e assicura il grado di partecipazione dei Comuni all’attività di governo della comunità fassana. Unico caso in Trentino,la Giunta(il Consei di Ombolc) è composta dal Procurador e dai Sindaci della valle che, insieme, ragionano tenendo conto dei bisogni e delle opportunità dell’intera valle e dei singoli comuni, di quel “Ben comun” che è principio fondante della ricostituzione del Comun general de Fascia e del suo Statuto.

L’autonomia si concretizza nella possibilità di definire gli indirizzi e i criteri per attuare le finalità di promozione, valorizzazione e tutela della popolazione ladina nella lingua, nella cultura e in tutti i settori della vita della comunità. Ad analoghi princìpi si ispirano le norme speciali contenute nella legge di riforma istituzionale per i mocheni e i cimbri. Abolire le Comunità di valle e il Comun General de Fascia costituirebbe un colpo letale alla minoranza ladina e alle minoranze linguistiche germanofone mochena e cimbra, ed andrebbe ad acuire la minaccia, quanto mai attuale, per la stessa autonomia del Trentino. Il Comun General de Fascia infatti garantisce il livello di tutela più avanzato possibile, a livello non solo nazionale ma europeo, oltre che assicurare una possibilità di sviluppo autonomo e consapevole della minoranza stessa. Possiamo dire che il Comun general de Fascia gode di un’autonomia “speciale” all’interno dell’Autonomia trentina e regionale.

 

 

I COMUNI

 

Uno dei significati dell’essere Comunità è di fare sintesi delle esigenze di tutto il territorio, senza per questo sacrificare l’identità, la storia, le peculiarità e la singolarità di ciascun Comune. Oltre alla presenza di tutti i Sindaci nel Consei di Ombolc, nel Consei General sono presenti tre rappresentanti di ciascun comune di Fassa. Tutti i comuni sono quindi rappresentati allo stesso modo e hanno pari dignità, al di là della loro consistenza numerica.  

Giova ricordare che proprio il Comun General ha da tempo promosso l’esperienza della gestione associata dei servizi, che vanno dal servizio traduzioni e servizi linguistici, dalla raccolta differenziata dei rifiuti, al diritto allo studio (assegni e mense scolastiche), ai lavori socialmente utili (Azione 10), alla raccolta dei funghi, ai contributi per le ristrutturazioni e la prima casa, al Piano Giovani di zona (La Risola), alla complessa gestione di tutto il settore sociale, compresa la gestione del personale socio sanitario. E questo è solo l’inizio, poiché stiamo lavorando alla gestione in comune dei tributi e delle tariffe (IMU, rifiuti, acqua ecc..); all’informatica; ad appalti ed acquisti.

Ma è soprattutto la possibilità di compiere scelte di vero e proprio “autogoverno” per la gestione e lo sviluppo della comunità e del proprio territorio, attraverso la salvaguardia delle proprie peculiarità linguistiche, culturali, sociali e storiche che caratterizza l’azione del Comun general de Fascia e delle Comunità di Valle Alta Valsugana e Bernstol e della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri.

Se il Comun general de Fascia così come le altre Comunità di Valle venissero soppressi, ci sarebbe un vuoto istituzionale che, paradossalmente, dato che non “rivivrebbero” i vecchi Comprensori, consegnerebbe i comuni, soprattutto quelli più piccoli, nelle mani di una Provincia ancora più forte e accentratrice.

 

 

RIFLESSIONE CONCLUSIVA

 

Chi si assumerebbe questa responsabilità? Chi si renderà interprete, in reale e responsabile autonomia, delle scelte future di sviluppo del proprio territorio? Chi gestirà i sevizi in carico alle Comunità?

Saranno in grado i comuni di gestire da soli questi e altri servizi nell’ottica del risparmio, dell’efficienza e dell’efficacia?

O si può presumere che la gestione almeno del sociale, per fare un esempio, passi a livello centralizzato (PAT) a scapito dei territori e della possibilità di governare a un livello vicino al cittadino secondo un sano principio di sussidiarietà?

Tanto è stato fatto, anche in Valle di Fassa, per ottenere questa “autonomia nell’autonomia” attraverso l’articolo 19 della L.P. n.  3/2006. Raccogliere firme per abrogare questa conquista lunga decenni e decenni, appare non solo contraddittorio ma scelta antistorica e politicamente suicida, contro le tante generazioni di uomini e di donne che hanno creduto nell’impegno per la difesa e la valorizzazione della propria identità. Soprattutto assume dei connotati di un’iniziativa che dimostra di non conoscere la storia e che manca appunto di rispetto per chi, prima di noi, ha lottato per la difesa del nostro territorio, della nostra lingua e della nostra identità.

 

Si vuole altresì precisare che, una volta indetto il referendum per la soppressione del nostro ente e dell’art. 19 della l.p. 3/2006, tutti gli elettori del Trentino, e non solo quelli appartenenti alle popolazioni di minoranza, potranno votare per la cancellazione del Comun general de Fascia. e delle disposizioni speciali per le popolazioni di lingua mochena e cimbra.

 

Siamo certi che i trentini non accetteranno questo! Non cancelleranno le Comunità di Valle e il Comun general de Fascia!

  

INVITIAMO LA   GENTE DI FASSA I MOCHENI E I CIMBRI A NON RINUNCIARE ALLA PROPRIA IDENTITA’ E ALLA PROPRIA AUTONOMIA


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