[Comunicato stampa Giunta regionale Veneto]
SANITA’: COLETTO A BALDUZZI, “RIBADISCO NOSTRO NO A DEPRIVAZIONE, SEMMAI SPERIMENTARE CRITERI E COSTI STANDARD”

martedì 14 febbraio 2012


SANITA’: COLETTO A BALDUZZI, “RIBADISCO NOSTRO NO A DEPRIVAZIONE, SEMMAI SPERIMENTARE CRITERI E COSTI STANDARD”

 

“Non so a quale sperimentazione si riferisca il Ministro Balduzzi, e quindi non entro nel merito. Mi limito a ribadire che rispetto al criterio delladeprivazione nel riparto del fondo sanitario nazionalelaposizione del Veneto non è cambiata rispetto all’anno scorso: siamo fermamente contrari a questo come ad ogni altro criterio che non si basi su elementi oggettivi e indiscutibilmente collegati ai bisogni di salute dei cittadini, allarealtà epidemiologica, demografica e organizzativa. Prima di sperimentareladeprivazione piuttosto si sperimentino i criteri e i costi standard. Per questo il Veneto è già pronto e disponibile”.

 

Lo sottolinea l’assessore regionale allasanità Luca Coletto, commentando le dichiarazioni rilasciate oggi dal Ministro dellaSalute Renato Balduzzi rispetto allapossibilità di fare “qualche piccolasperimentazione” relativamente al criterio di deprivazione per determinare il riparto dellaspesa sanitaria..

 

“Ci sono studi inequivocabili – aggiunge Coletto – che attestano come i bisogni di salute non siano correlabili al pil, alladichiarazione dei redditi o al titolo di studio; mentre ci sono dati inconfutabili che testimoniano come il deficit dellasanità italiana sia dovuto in grandissima parte a gestioni non oculate ed ai relativi sprechi. Per questo,lasperimentazione più urgente da avviare è l’applicazione dei criteri e dei costi standard, che vuol dire definire a livello nazionale il giusto costo di ogni prestazione, di ogni acquisto, e dell’organizzazione generale di ospedali e di assistenza territoriale e sullabase di questo giusto costo, uguale per tutti, ripartire le risorse. Di certo – conclude Coletto – noi non siamo disponibili a spremere ulteriormente i nostri cittadini ed il nostro personale sanitario per contribuire a pagare ospedali con 20 o 30 letti e 200 dipendenti”.