[Comunicato stampa Giunta regionale Sardegna]
ENERGIA, CAPPELLACCI: SARDEGNA DAL NO AL NUCLEARE A RIVOLUZIONE VERDE

giovedì 15 novembre 2012


“Poco più di un anno fa la Sardegna si è espressa due volte contro il nucleare: con il referendum regionale e con quello nazionale. Oggi possiamo dire con certezza che la decisione del popolo sardo non è stata solo il rifiuto di soluzioni calate dall’alto, contrarie ai nostri principi, ma è stata anche il punto di non ritorno di una rivoluzione economica, sociale e culturale”. Lo ha dichiarato il presidente della regione, Ugo Cappellacci, intervenendo stamane alla tavola rotonda che si è tenuta a Villasor in occasione della celebrazione dell’anniversario dell’impianto fotovoltaico di Su Scioffu.

“La Regione - ha aggiunto il presidente - si è fatta interprete di questo pensiero con il progetto SardegnaCO2.zero, che è entrato nella sua fase operativa che vede, dopo la selezione delle comunità pioniere, i nostri tutor operare nei vari territori per accompagnare un processo di cambiamento che parte dalla base, dai nostri Comuni, per abbracciare l’intera Sardegna. Progetti come quello di cui parliamo oggi - prosegue Cappellacci - sono coerenti con la nostra filosofia e rappresentano la dimostrazione che un’alternativa concreta per lo sviluppo in Sardegna non solo è possibile, ma è altresì quella che meglio si conforma alle caratteristiche della nostra Isola ed è concretamente realizzabile sia mediante interventi pubblici che attraverso l’iniziativa privata. Due importanti multinazionali (una indiana ed una americana) hanno trovato in Sardegna le condizioni ideali per fare un ingente investimento “verde” di oltre 70 milioni di euro, con la creazione di 95 nuovi addetti, tutti locali, oltre l’indotto. Il progetto “Su Scioffu” dimostra due cose importanti: che la Sardegna con la sua strategia a favore della green economy è in grado di attrare investimenti privati in un periodo in cui gli investitori esteri preferiscono la “fuga” dall’Italia; che l’economia verde può diventare decisiva anche in campo agricolo, nel rispetto delle nostre tradizioni e in favore delle nostre comunità locali che trovano concrete nuove occasioni di reddito e di lavoro”.

 

“Altro tassello importante di questo nuovo mosaico - ha ricordato il presidente - è l’avvio, proprio quest’anno, dei lavori per la conversione degli stabilimenti di Porto Torres nel più grande stabilimento d’Europa per la chimica verde. Nella stessa direzione, quella di un’economia più rispettosa dell’ambiente, vanno quei progetti innovativi avveniristici, come quello per realizzare nel Sulcis un polo di eccellenza per il carbone pulito e la sperimentazione su scala industriale di un progetto integrato miniera-centrale-cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica, che consentirà di aprire una pagina nuova per la nostra Carbosulcis. Con queste idee, questi progetti e questi valori - ha aggiunto Cappellacci, che recentemente è stato confermato alla guida della Commissione ENVE (Energia, Ambiente e Cambiamenti Climatici) del Comitato delle Regioni UE - la Sardegna, da destinataria di decisioni prese dall’altra parte del mare, è divenuta in Italia e in Europa protagonista, promotrice e modello delle politiche finalizzate a ridurre le emissioni climalteranti. Il patto delle isole, il programma smart city, la candidatura della Sardegna per diventare distretto nazionale della chimica verde, sono solo gli atti più importanti e i momenti più qualificanti di un lavoro costante, determinato e ispirato da una visione complessiva: non c’è vero sviluppo,  se non vi è un miglioramento della qualità della vita quotidiana dei cittadini; non c’è vero sviluppo quando la nostra società si trova costretta a scegliere tra lavoro da un lato e ambiente, fruibilità del territorio, salute e sicurezza dall’altro. E’ un cambiamento innescato da scelte coraggiose, dalla consapevolezza che l’ambiente e il paesaggio della nostra isola rappresentano l’espressione più pura della nostra identità. In un momento in cui soffriamo le conseguenze della delocalizzazione dei fattori produttivi, ci difendiamo e puntiamo su quelle risorse che non possono essere delocalizzate. Per rialzarsi la Sardegna ricomincia dalla Sardegna”.