[Comunicato stampa Giunta regionale Toscana]
Allocca: “La violenza di genere è trasversale, bisogna cambiare il modello di relazione uomo-donna”

giovedì 22 novembre 2012


“La violenza di genere è trasversale e attraversa tutti i livelli di
istruzione, sociali ed economici. Dobbiamo aiutare le donne ad acquisirne
consapevolezza e a uscire dal cono di silenzio e di ombra che accompagna
fenomeni di questo tipo. Quello che conta è che la violenza di genere non sia
individuata come patologia separata dalla fisiologia, noi dobbiamo far sì che
cambi il modello di relazione uomo-donna che è l’archetipo che produce
deviazione in tutti i settori sociali”.



Lo ha detto oggi l’assessore regionale al welfare Salvatore Allocca,
presentando alla stampa insieme alla vicepresidente della Provincia di Pisa
Alessandra Petreri e alle curatrici Daniela Bagattini e Valentina Pedani il IV
rapporto sulla violenza di genere in Toscana. La presentazione pubblica è in
programma il 26 novembre a Pisa, all’Auditorium Centro Maccarrone (via Silvio
Pellico 6) dalla 9.30 alle 18.



“La Regione Toscana ha messo in campo una serie di interventi, non ultimo
quello sui codici rosa, che consentono una identificazione del fenomeno e un
aiuto alle donne alla denuncia, al racconto e alla consapevolezza. Poi c’è
tutto il lavoro delle associazioni, dei punti d’ascolto, dei consultori per
contrastare un fenomeno che non dipende da una carenza di cultura o da
difficoltà economiche. E questo ci dimostra quanto sia profondo, e quanto ci
sia bisogno del superamento di stereotipi. Il lavoro contro la violenza è un
elemento riparativo, ma si colloca anche dentro nuove politiche di genere che
diano ruolo e riconoscimento alle donne”.



L’assessore Allocca ha portato anche l’attenzione sulla sezione del rapporto
che analizza gli uomini “maltrattanti”, sulla base di quanti si sono rivolti al
“Centro uomini maltrattanti” aperto a Firenze: “Bisogna intervenire – ha detto
– per aumentare la consapevolezza anche nell’uomo, ma soprattutto per
interrompere la violenza. E’ questa, in base al nuovo approccio che si sta
affermando, la finalità centrale, non il mantenimento del rapporto di coppia”.



La sintesi del IV rapporto la offrono le due curatrici, Daniela Bagattini e
Valentina Pedani: “Le 5723 donne che si sono rivolte dal 2009 al 2012 ai centri
antiviolenza sono donne normali che non hanno caratteristiche particolari, sono
istruite, la metà di loro lavora. E subiscono violenza soprattutto all’interno
della coppia, questo l’elemento più forte, più importante. Sono donne che
denunciano solo in un terzo dei casi, e quando lo fanno lo fanno perché c’è una
legge che le supporta. Tendono a denunciare più lo stalking che la violenza
sessuale, e hanno più difficoltà a farlo quanto più è forte il legame com
l’aggressore. Più sono legate all’uomo che le aggredisce, meno denunciano”.



“Il lavoro che fanno i centri antiviolenza – hanno aggiunto Bagattini e Pedani
– è un percorso di rimotivazione della donna e ricostruzione dll’identità, che
porta a galla anche le violenze rimosse. Svolgendo poi azioni di sensibilizzazione
sul territorio, i centri sono un presidio fondamentale per far emergere la
violenza sommersa. Il rapporto dimostra che più i centri pubblicizzano quello
che fanno, maggiore è il numero di donne che si rivolgono a loro”.