[Comunicato stampa provincia autonoma di Bolzano]
Dalla Giunta: Roma contro Bolzano su leggi e patto di stabilità

lunedì 21 gennaio 2013


 

Politica - La legge sull'integrazione dei cittadini extracomunitari, quella sul servizio civile provinciale e il contributo al risanamento dei conti pubblici. Sono questi gli ultimi tre fronti aperti del conflitto di competenze tra la Provincia di Bolzano e lo Stato. Per la legge sull'integrazione, si cercherà un accordo sul limite dei 5 anni di residenza.

La legge sull'integrazione dei cittadini extracomunitari varato nel corso del 2012, ha spiegato il presidente della Giunta provinciale Luis Durnwalder "è frutto di un compromesso fra le diverse esigenze: da un lato garantire diritti e dignità a chi si trasferisce in Alto Adige, dall'altro lato non penalizzare la popolazione locale". Per questo motivo, l'accesso a buona parte delle prestazioni sociali era stato vincolato ad un periodo minimo di residenza sul territorio di 5 anni. "Ma secondo Roma - ha sottolineato Durnwalder - ogni limite di questo genere risulta incostituzionale e in contrasto con le direttive stabilite a livello europeo. Proprio a Bruxelles, però, mi erano state date a suo tempo rassicurazioni sui 5 anni, tetto considerato "accettabile" da un punto di vista giuridico. Cercheremo in ogni caso di raggiungere un nuovo compromesso valutando anche ciò che è stato fatto in altre regioni e paesi europei su tematiche simili".

Altro fronte aperto tra Roma e Bolzano riguarda poi la legge provinciale che istituisce il servizio civile provinciale volontario. Si tratta di quella opportunità offerta a persone di età compresa tra i 18 e i 28 anni di dedicare 12 mesi della propria vita allo sviluppo sociale e culturale dell'Alto Adige, con particolare attenzione al mondo dell'associazionismo e del volontariato. "Attualmente sono 124 i ragazzi impegnati in queste attività - ha spiegato Durnwalder - ma secondo lo Stato si tratta di una forma di sostituzione del servizio militare, la cui competenza è esclusivamente centrale. Noi non siamo della stessa opinione, e abbiamo dunque deciso di resistere in giudizio di fronte alla Corte Costituzionale".

Infine, c'è la parte economica, con Roma che ha bloccato il trasferimento di oltre 68,6 milioni di euro, rideterminando così gli obiettivi del patto di stabilità relativo all'anno 2012. "Non è la prima volta che il governo blocca dei fondi che spettano alla Provincia di Bolzano - ha sottolineato il presidente altoatesino - senza motivare in maniera concreta il provvedimento e contraddicendo i principi dell'Accordo di Milano. Questo modus operandi non ci convince, ed abbiamo deciso di fare ricorso alla Corte Costituzionale".