[Comunicato stampa Giunta regionale Puglia]
Vendola e Zingaretti: “Il Patto di stabilità sta uccidendo il Paese. Occorre costruire un movimento istituzionale”

giovedì 16 maggio 2013


 

“L’Europa da sogno diventa incubo”.

Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola questa mattina nel corso della conferenza stampa che si è svolta a Roma sui vincoli del Patto di stabilità “che sta uccidendo il Paese”. Insieme con Vendola, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il vicepresidente della Giunta Massimiliano Smeriglio e l’assessore al Bilancio della Regione Puglia Leonardo Di Gioia. Assente invece il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni perché impegnato in un incontro istituzionale urgente.

 “Da oggi – ha proseguito Vendola - intendiamo avviare una battaglia quotidiana che consenta, anche al grande pubblico, di prendere confidenza con i problemi che stanno condannando a morte le regioni, i comuni, la nostra società. Questi problemi si chiamano Patto di stabilità. Siamo di fronte ad una condanna irreversibile che deve essere rappresentata alle autorità di governo, in tutta la sua nuda e cruda verità. Il cappio al collo si è stretto, di anno in anno, sempre di più. Noi oggi non possiamo più nemmeno sopravvivere”.

“L’Italia è nel settimo semestre di recessione – ha aggiunto Vendola. Una crisi senza fine da ben 21 mesi. Da oggi la Francia è tecnicamente in recessione e la Germania si è fermata. Dal primo trimestre 2008 ad oggi, il crollo del Pil italiano è stato di più del 10 per cento. La crisi di oggi però è la figlia delle risposte sbagliate date alla crisi del 2008, e cioè delle politiche di compressione della spesa, dell’austerity, della messa a bando della politica espansiva. Siamo di fronte ad una malattia europea, la cui causa è il Patto di stabilità”.

Per Vendola dunque, occorre tornare a fare politiche espansive. “Se non si fa come nel New Deal, se non si aprono cioè cento, mille, un milione di cantieri, noi precipiteremo in un burrone dal quale sarà molto difficile tirarci fuori”.

“Noi, presidenti di regione, rischiamo di essere i curatori fallimentari delle nostre istituzioni, molti di noi stanno vivendo nella condizione di avere tante risorse in cassaforte e di non poterle spendere. In sette anni – ha spiegato Vendola – lo Stato ha imposto alla Regione Puglia un taglio della spesa procapite per ciascun cittadino del 55%. Nel 2007 la Puglia poteva spendere 724 euro all’anno. Ora la Puglia può spendere 328 euro all’anno.

Questo significa che tra un po’ non potremo più dire nulla a chi ha bisogno di una casa, ai pendolari, ai cittadini, ai disabili, ai bambini, ai giovani, alle imprese. Noi stiamo morendo”.  

Vendola ha citato anche le cifre della penalizzazione che ha subito anche la Regione Lazio, la cui spesa procapite per ciascun cittadino è stata tagliata del 64%, e la Regione Lombardia, la cui spesa è stata tagliata del 30% (in allegato i dati di tutte le regioni italiane).

“Queste cifre – ha incalzato Vendola - incidono davvero sulla carne viva dei diritti delle persone. Quando si dimezza la spesa per investimenti, bisogna immaginare tanti disoccupati in più, tanti precari in più e tanti diritti in meno. E questa è una situazione inaccettabile”.

 Sulle iniziative infine da intraprendere nell’immediato futuro, Vendola ha detto che “questa mobilitazione istituzionale continuerà e che sul Patto di stabilità si potrà costruire un movimento istituzionale”. 

PATTO-DI-STABILITA.pdf