[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
ARRIVA LA CAMPAGNA INFORMATIVA: SALUTE SUL LAVORO, UN BENE COMUNE

mercoledì 26 febbraio 2014


 

COMUNICATO STAMPA nr. 433

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Trento,  26 febbraio2014

Ufficio Stampa

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Borgonovo Re: "La promozione della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro è una priorità dell'amministrazione provinciale"

 

 

I dati sulle malattie professionali forniti dall’Osservatorio provinciale per gli infortuni sul lavoro mostrano che negli ultimi 5 anni le denunce in Trentino sono in aumento (+60% circa), in particolare nel settore agricolo: nel periodo 2007-2012 sono state dichiarate all'Inail circa 1.600 casi di malattie professionali, con una media di 320 denunce all’anno. "Salute sul lavoro, un bene comune" è la campagna informativa di prevenzione delle malattie professionali promossa dalla Provincia autonoma di Trento in collaborazione con l'Inail di Trento e l'Azienda sanitaria e condivisa in sede di Comitato provinciale di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Oggi, nel Palazzo della Provincia di piazza Dante, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione, con l'assessora provinciale alla salute e solidarietà sociale Donata Borgonovo Re, il direttore dell'Unità operativa prevenzione e sicurezza ambiente di lavoro dell'Azienda sanitaria Graziano Maranelli e la direttrice della sede Inail di Trento Stefania Marconi. La campagna si rivolge a datori di lavoro, lavoratori e medici e prevede, accanto a una fase informativa attraverso depliant, locandine e manifesti, incontri di formazione rivolti ai medici, alle associazioni di categoria e ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

 

"La promozione della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro costituisce per l'amministrazione provinciale una priorità nelle strategie di politica per la salute - ha detto l'assessora Donata Borgonovo Re. - Basti pensare che alcune malattie professionali, che avevano una grande incidenza alcuni anni fa, oggi sono notevolmente ridotte. Pensiamo ad esempio alle ipoacusie, ovvero alle malattie dell'apparato uditivo: oggi possiamo prevenirle utilizzando idonee protesi. Quindi, attraverso una serie di azioni preventive possiamo ridurre le malattie professionali, con benefici che non si limitano solo al singolo lavoratore, ma si estendono anche agli ambienti di lavoro, perché le aziende in cui i lavoratori sono sani sono maggiormente produttive, e di conseguenza all'intera comunità con effetti soprattutto sul futuro".

 La maggior parte delle malattie professionali sono legate all'apparato muscolo-scheletrico, come ha spiegato il direttore dell'U.O. di prevenzione e sicurezza Graziano Maranelli: "Si tratta di circa l'80% del totale, ma va anche ricordato che ci troviamo di fronte a malattie non sempre da attribuire in modo esclusivo all'ambiente di lavoro. Vediamo inoltre che, rispetto al passato, sono rappresentate anche le donne e addirittura in alcune tipologie vi è un rapporto fra maschi e femmine praticamente paritario; infine sono evidentemente colpiti anche i lavoratori stranieri". Negli ultimi anni inoltre, stanno emergendo alcune nuove criticità collegate ai rischi psico-sociali sul lavoro, fra cui lo stress è la patologia più diffusa: a breve l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro farà partire una campagna specifica.

 Infine, va segnalato che se da un lato le denunce di malattie professionali sono in aumento, dall'altro sono invece in calo gli infortuni sul lavoro: "Nel 2007 il rapporto era di una malattia professionale ogni 50 casi di infortuni, nel 2012 questo rapporto si è dimezzato, con una malattia ogni 25 infortuni - sono state le parole della direttrice dell'Inail Stefania Marconi. - Il trend in sostanza è in aumento e lo sarà a maggior ragione nei prossimi anni, con la crescita progressiva dell'aspettativa di vita delle persone". La direttrice Marconi, che ha evidenziato la necessità di realizzare, con questa campagna, una mappatura dei rischi professionali incentrata sulla realtà trentina, ha infine ricordato le iniziative portate avanti dall'Inps di Trento, in particolare i finanziamenti messi a disposizione per le aziende che si impegnano a proporre interventi strutturali in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

 L’esigenza di intervenire con misure di prevenzione delle malattie professionali non è limitata al contesto provinciale ma è sentita anche a livello nazionale e internazionale; infatti nel mondo circa l’80% dei 2.300.000 morti ogni anno sul lavoro sono causati da malattie e solo il 20% da infortuni.

 Dall’analisi dei dati sulle malattie professionali messe a disposizione dall’Osservatorio provinciale per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dell'Azienda sanitaria, riguardante il periodo 2007-2012, è emerso che la priorità di intervento è rappresentata dalle malattie professionali in genere, con particolare riferimento alle malattie muscolo-scheletriche. Negli ultimi cinque anni le denunce di malattia professionale in Trentino sono in aumento (+60% circa), in particolare nel settore agricolo. Il fenomeno è in linea con quanto si sta registrando anche a livello nazionale, pur con andamenti diversificati in varie regioni.

 Nel periodo 2007-2012 in Trentino sono state denunciati all’INAIL circa 1.600 casi di malattie professionali, con una media di 320 denunce all’anno. Anche se solo una parte delle malattie denunciate come professionali viene riconosciuta e indennizzata dall’INAIL, la dimensione del fenomeno costituisce un aspetto che merita grande attenzione per gli effetti che determina sulla salute delle persone che lavorano.

 La tipologia delle malattie riconosciute è cambiata sensibilmente nel corso degli anni. In particolare, mentre fino ai primi anni duemila la patologia largamente più rappresentata era l’ipoacusia da rumore (ha costituito negli anni Novanta fino al 90% delle malattie professionali denunciate), a partire dal 2004 si è osservata una crescita progressiva dei casi di malattie dell’apparato muscolo scheletrico complessivamente intese (affezioni del rachide, dei muscoli, dei tendini, delle articolazioni, ecc.).  Le maggiori categorie all’interno delle malattie muscolo scheletriche sono le affezioni della colonna vertebrale, ossia il mal di schiena in tutte le sue forme e le patologie degli arti superiori da movimenti ripetitivi. I casi di ipoacusia riconosciuti sono rimasti comunque compresi tra 20 e 30 all’anno. Si tratta spesso di malattie che non riconoscono il lavoro come unica causa, ma alle quali i rischi presenti nei luoghi di lavoro concorrono in maggiore variabile assieme a fattori extralavorativi (costituzionali, legati a stili di vita, traumi ecc.).

 I settori maggiormente interessati dalle malattie professionali muscolo-scheletriche sono l’agricoltura (33%), l’industria (25%) e l’artigianato (21%); i singoli comparti più interessati nel periodo 2007-2011 sono le costruzioni (26%), la metalmeccanica (18%) e i servizi (10%). Anche nel 2012 (nel quale si è registrato un lieve calo complessivo) le denunce di malattie professionali dell’apparato muscolo-scheletrico sono state circa l’80% di tutte le denunce; 4 su 10 riguardano l’agricoltura (4% degli occupati). In Trentino negli ultimi tre anni le malattie denunciate come professionali sono state circa 350-400 casi all’anno mentre prima erano comprese tra 200 e 250.

 L’aumento delle malattie professionali è dovuto sia ad aspetti normativi (si è introdotta infatti la “presunzione legale d’origine” per molte patologie), sia a una maggiore sensibilità diagnostica dei medici, sia a una maggiore consapevolezza dei rischi professionali e della sintomatologia.

 La campagna interessa i settori dell’agricoltura, dell’industria-artigianato e dell'edilizia e si rivolge a datori di lavoro, lavoratori e medici; gli obiettivi sono da un lato diffondere la cultura della prevenzione delle malattie professionali e in particolare di quelle muscolo-scheletriche, dall'altro far emergere le malattie professionali quale elemento per poterle prevenire. Fra le azioni che possono essere messe in atto per prevenire le malattie professionali vi sono l'introduzione di nuove tecnologie di supporto al lavoro e la formazione dei lavoratori; in questo contesto rientra anche l’attività di formazione che l’Agenzia provinciale del lavoro eroga sulla sicurezza sul lavoro: nel 2013 sono stati organizzati 196 corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro con 4263 partecipanti. (at)