[Comunicato stampa Giunta regionale Umbria]
Ambiente: in un convegno a castiglion del lago regione umbria annuncia in autunno conferenza regionale sull’ambiente

venerdì 6 giugno 2014


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(nostro servizio particolare)

(aun) – perugia, 6 giu. 014 – Si svolgerà in autunno la Conferenza regionale sull’Ambiente, un appuntamento che servirà a fare il punto su tutto quanto si sta facendo in Umbria in un settore che è ormai “trasversale” e prioritario, definendo problemi e prospettive su un ampio spettro di questioni, dalle energie rinnovabili all’efficienza energetica, dalla riduzione dei rifiuti alla mobilità sostenibile, dal piano per la qualità dell’aria agli studi e dalle azioni di prevenzione e di “adattamento”  ai fenomeni dovuti ai cambiamenti climatici. La prossima conferenza è stata annunciata ieri a Castiglion del Lago dall’assessorato regionale all’ambiente, in occasione di un convegno, promosso nell’ambito della Giornata Mondiale dell’Ambiente e dedicato al “Cambiamento Climatico in Umbria e i suoi impatti sulla disponibilità e risorsa idrica e sugli eventi alluvionali”. Un seminario tecnico (sostenuto anche dagli Ordini dei Geologi e degli Ingegneri), scandito da relazioni che hanno puntualmente declinato i problemi dei cambiamenti climatici e del loro impatti sulle falde acquifere e le sorgenti, dei rischi connessi a siccità e alluvioni, che, proprio in vista della Conferenza regionale sull’ambiente, è stato presentato come il primo di una serie di iniziative, che serviranno a preparare l’importante appuntamento d’autunno.

   Il cambiamento climatico è un fenomeno che interessa tutto il pianeta – è stato sottolineato nei vari interventi, come quelli di Ernesta Maria Ranieri della Regione Umbria e di Michela Miletto del “World Water Assessment Programme” dell’Unesco -, ma è a livello locale che vanno sperimentate soluzioni e avviati comportamenti virtuosi. “Di fronte a scenari catastrofici – ha detto Miletto –, non si può  fare come se niente fosse, continuare il ‘Business as usual’”.

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(aun) – perugia, 6 giu. 014 – Il convegno (che ha visto una partecipazione di addetti ai lavori e di pubblico così ampia, da costringere gli organizzatori a spostarne l’originaria locazione di Palazzo della Corgna nel più capiente “Cinema Caporali”) è stato anche l’occasione per presentare il rapporto finale della prima fase “Progetto Secli (“Siccità e Cambiamenti Climatici”), elaborato dall’Istituto Ricerca Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e finanziato dalla Regione Umbria con i fondi del Por-Fesr 2007-2013.

Lo studio (presentato nella sua articolazione da Tommaso Moramarco del “Cnr”, e dai suoi collaboratori Elisabetta Preziosi ed Emanuele Romano per quanto riguarda gli impatti climatici sugli acquiferi, sia carbonatici che alluvionali) ha valutato le anomalie di precipitazione e temperatura in Umbria a seguito dei cambiamenti climatici, con lo scopo di prevedere possibili scenari di gestione della risorsa idrica: scenari termopluviometrici lungo orizzonti temporali fino ai prossimi sessant’anni (già computati dal 2010). Su questa base, per ciascuna area-campione (come Montedoglio, Bagnara e Petrignano; e lungo il fiume Tevere funzionano quattro stazioni idrometriche), sono state valutate le criticità, sia in termini di deficit di precipitazione, di deflusso e di eccedenza, oltre che d’impatto sulla gestione delle risorsa idrica.

   In Umbria e nelle regioni limitrofe non tutte le “serie meteo” presentano “trends” statisticamente significativi, ma certo è che il dato generale parla costantemente, anno dopo anno, di un aumento della temperatura e di una diminuzione della piovosità.  “Di per sé il clima è come un minestrone che bolle – ha ammonito il professor Walter Dragoni dell’Università degli Studi di Perugia -, ed è assai difficile prevedere cosa accadrà da qui ai prossimi sessant’anni, perché non c’è una risposta univoca e le medie possono risultare ingannevoli. Certo è che la rete di rilevamenti è essenziale, e va continuamente mantenuta e potenziata”. “È importante - ha detto il segretario generale dell’Autorità di Bacino del Fiume Tevere Giorgio Cesari – aumentare costantemente le nostre conoscenze”.

   Gli Ordini Professionali degli Ingegneri e dei Geologi – hanno sottolineato i vicepresidenti regionali dell’Ordine degli Ingegneri Gianluca Spoletini e dei Geologi Vincent Ottaviani – “svolgono un ruolo culturale importante nelle applicazioni tecniche, che vengono richieste per la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. La sfida tecnica dovrà quindi essere quella di ripensare la pianificazione e la progettazione delle trasformazioni del territorio in funzione dei fenomeni meteorologici estremi: nei settori della mobilità, dell’edilizia e dell’industria – hanno detto - l’applicazione di tecnologie a bassa emissione di ‘CO2’ dovrà essere la regola e non l’eccezione”.

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