[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
DIRITTO ALLO STUDIO: IL TRENTINO STANZIA 2 MILIONI IN PIU' DEL RESTO D'ITALIA PER BORSE UNIVERSITARIE

lunedì 2 febbraio 2015


Soddisfatte il 100% delle richieste per studenti meritevoli e privi di mezzi. Altre misure in arrivo nel 2015

 

 

"In Trentino il diritto allo studio viene finanziato interamente con fondi provinciali, non essendovi dopo l’Accordo di Milano alcun stanziamento specifico da parte dello Stato. Ogni anno per le borse agli studenti meritevoli e privi di mezzi iscritti all’università di Trento stanziamo  un importo di  circa 6,5 milioni di euro, 2 milioni in più della media statale. In totale le risorse stanziate per borse di studio sono pari a 7.214.000 euro,  assicurando quindi un aiuto al 100%  degli aventi diritto. Per fare un confronto, la copertura nazionale è pari al 69% e a livello di Nord Italia del 75,9%. A questo si sommano le altre forme di sostegno o che premiano gli studenti più meritevoli, i 1.500 posti-letto messi a  disposizione negli alloggi universitari, gli investimenti in edilizia universitaria, per una somma totale destinata al diritto allo studio di quasi 26 milioni di euro. Abbiamo rivisto, è vero, le misure che riguardano il Fondo giovani e il Prestito d'onore: crediamo infatti sia necessario, fatte tutte le valutazioni del caso, concentrare le risorse nelle misure più efficaci e non disperderle. Ma abbiamo anche pensato a nuove misure fra cui, già dal 2015, un accompagnamento dei ragazzi verso l’università già durante l’ultimo anno delle scuole superiori. In quanto al sostegno alla mobilità internazionale dei giovani previsto dal Fondo giovani, sarà assicurato tramite il Fondo sociale europeo". Questi alcuni dei dati forniti dall'assessora Sara Ferrari  oggi in Giunta nell'ambito della presentazione delle misure riguardanti l'universo scolastico e della formazione professionale.

 

"l diritto allo studio ed in generale l'investimento sulle risorse umane - spiega l'assessora Sara Ferrari - è fra le priorità di questa Giunta provinciale: lo dimostrano le cifre stanziate ma soprattutto l'attenzione riservata alle diverse misure, al fine di far sì che gli investimenti generino i maggiori benefici possibili.

 Vediamo ora alcuni dati. Innanzitutto, va specificato che il diritto allo studio in Trentino viene finanziato interamente  con risorse provinciali; dopo la sigla dell'Accordo di Milano, nel 2009, che ha assegnato alla Provincia autonoma la competenza in materia di università, non è previsto più alcun stanziamento specifico da parte dello Stato.

 Annualmente per le borse agli studenti meritevoli e privi di mezzi iscritti all’università di Trento viene stanziato un importo pari a circa 6,5 milioni di euro che permette di concedere una borsa di studio a tutti gli aventi diritto. Non altrettanto succede nelle altre regioni italiane dove sono numerosi gli aventi diritto alla borsa di studio che non percepiscono alcun assegno. Il livello di copertura a livello nazionale, come emerge dall’ultimo rapporto pubblicato dall’Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca (ANVUR), è pari al 69% e a livello di Nord Italia del 75,9%. Nel Nord Italia solo le provincie di Trento e Bolzano e il Friuli Venezia Giulia hanno una copertura pari al 100%.

 Se il Trentino stanziasse risorse per arrivare alla copertura media del Nord Italia, nel bilancio provinciale per il diritto allo studio vi sarebbero circa 4,5 milioni. Quindi la Provincia finanzia annualmente per il diritto allo studio degli studenti che studiano a Trento 2 milioni in più rispetto al resto d’Italia. Questa  differenza di investimento è stata mantenuta invariata negli ultimi anni, nonostante che nello stesso periodo nelle altre regioni la percentuale di copertura sia scesa di circa 20 punti percentuali.

 

 In aggiunta, la Provincia autonoma stanzia annualmente delle risorse specifiche per assegnare una borsa agli studenti trentini che studiando fuori sede e che avrebbero diritto alla borsa per il diritto allo studio, ma non ne beneficiano a causa dell’assenza di fondi nella regione di iscrizione. Si tratta di circa 164.000 euro all’anno, oltre a quasi 600.000 euro per gli studenti dei corsi delle professioni sanitarie, medicina e chirurgia. Quest’anno è stata inoltre prevista una borsa anche per gli studenti trentini, bisognosi e meritevoli, che decidono di iscriversi all’università fuori dal territorio nazionale.

 Ed ancora: gli studenti dell’Università di Trento, anche grazie ai fondi che la provincia di Trento garantisce all’Università, meritevoli anche se non privi di mezzi, ricevono al termine del percorso un premio al merito, pari a circa 2.000.000 di Euro all’anno. Si tratta di un caso unico in Italia.

 

 Oltre alle borse, la Provincia garantisce la disponibilità sul territorio di Trento e di Rovereto di 1.500 posti alloggi in residenze universitarie (sempre sulla base dei dati pubblicati dall’ANVUR, nel Nord Italia vi sono 19,4 posti alloggio ogni 100 idonei alle borse di studio, in Trentino 42,7 posti ogni 100 idonei). Il solo mantenimento di queste residenze richiede un investimento annuo di oltre 4.000.000 di Euro.

 

 Alcuni anni fa era stato anche istituito il Fondo giovani, per sperimentare alcune misure integrative di sostegno allo studio. L'impegno era anche di verificare entro un ragionevole lasso di tempo se queste misure potessero avere un impatto positivo sulla propensione degli studenti trentini ad iscriversi all’università, o comunque a corsi di formazione terziaria, in Italia o all’estero. Si trattava di misure rivolte a studenti particolarmente meritevoli con una condizione di reddito bassa e che spesso vedevano un medesimo studente beneficiario sia delle misure del diritto allo studio tradizionale, sia di queste nuove misure integrative (che per altro costituivano reddito per il soggetto). Come abbiamo detto, analogamente ad altre misure pubbliche  di questo genere, era previsto un monitoraggio degli esiti al fine di decidere la loro prosecuzione: l’analisi di impatto ha dimostrato che però che esse non erano efficaci rispetto all’obiettivo prestabilito, cioè non determinavano un effettivo incremento dell’iscrizione all’università.

 La Provincia autonoma di Trento aveva inoltre sottoscritto una linea di garanzia per la concessione di Prestiti d’Onore ai ragazzi trentini che si iscrivevano all’università o a dottorati di ricerca all’estero (di importo massimo pari a 36.000 euro l’anno). Negli ultimi anni si sono registrati dei problemi nel recupero di parte delle somme, legate sicuramente alla crisi economica e al problema di inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Per questo la misura, che stava iniziando a creare difficoltà alle famiglie, è stata momentaneamente sospesa. E' allo studio però una misura che preveda la costituzione, nel tempo, da parte delle famiglie trentine, di un fondo alimentato in parte dai risparmi delle famiglie stesse, in ragione dei livelli di reddito, e in parte dalla Provincia, che possa garantire allo studente di proseguire gli studi all'università. Questo strumento permetterebbe di superare i problemi riscontrati con il prestito d'onore. Nel caso in cui poi il ragazzo decidesse di non andare all'università le quote versate dalla Provincia ritornerebbero alle casse provinciali e quelle della famiglia rimarrebbero a disposizione della stessa.

 

 La Giunta ha peraltro approvato come obiettivo per il 2015 la definitiva ridefinizione delle misure per il diritto allo studio, per confermare la completa copertura del diritto allo studio tradizionale e ipotizzare anche ad altre soluzioni innovative, sostenibili ed efficaci per stimolare maggiormente i giovani trentini nella prosecuzione degli studi. Tra queste misure si sta pensando ad un accompagnamento/orientamento dei ragazzi verso l’università già durante l’ultimo anno delle scuole superiori, anche attraverso l’organizzazione di test durante il quarto anno.

 

 Il Fondo giovani prevedeva infine delle misure a sostegno della mobilità internazionale dei giovani, tutte queste misure saranno stanziate a valere sul fondo sociale europeo (36.000.000 nel periodo 2015-2020 a sostegno del trilinguismo).