+T -T

[Comunicato stampa Giunta regionale Marche]
Tempo instabile con probabili schiarite: Pesaro festeggia in anteprima nazionale l’uscita del film di Pontecorvo girato nella provincia di Pesaro e Urbino

martedì 24 marzo 2015

 

(Pesaro) “La morbidezza dell’ospitalità pesarese”. “La qualità di vita da non dare per scontata”. Un territorio caratterizzato da contenuti e valori funzionali alla storia che volevamo raccontare”. Queste le parole che Luca Zingaretti e Marco Pontecorvo, rispettivamente interprete e regista del film Tempo instabile con probabili schiarite hanno usato oggi in conferenza stampa a Pesaro per descrivere il rapporto con la provincia di Pesaro-Urbino dove la troupe di 60 persone è stata ospite per 5 settimane di riprese. Presentato in anteprima mondiale a Los Angeles e scelto come film d'apertura al Bari International Film Festival 2015, Tempo instabile con probabili schiarite esce stasera in anteprima nazionale a Pesaro, alla presenza del regista Pontecorvo e dei suoi protagonisti: oltre a Zingaretti, Carolina Crescentini, Andrea Arcangeli, il produttore Marco Valerio Pugini di Panorama Films. Il film, che uscirà in tutte le sale il prossimo 2 aprile ha come protagonisti anche Pasquale Petrolo (Lillo, del duo Lillo&Greg) e Lorenza Indovina. Ma soprattutto vanta la partecipazione eccezionale dell'attore e regista statunitense John Turturro (Il grande Lebowski; Il colore dei soldi; Passione; Gigolò per caso etc) nel ruolo dell’ingegner Lombelli, esperto di estrazioni petrolifere. A moderare la conferenza stampa a cui ha partecipato il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, Anna Olivucci, responsabile di Marche Film Commission che ha assicurato l’assistenza tecnica e logistica alla produzione cinematografica e che ha ricordato il sostegno della Regione Marche alla pellicola e le cifre interessanti per il territorio marchigiano: cinque settimane di riprese tra Pesaro, Cagli e Fano di una troupe di 60 persone, con una percentuale di ricaduta diretta sul territorio di oltre il 300% del sostegno ricevuto. Più di 600 - tra persone impiegate in ruoli secondari e figurazioni – le maestranze, professionalità di settore e fornitori locali. Inoltre il regista ha voluto un vero e proprio “dialect coach” per calare al meglio la narrazione nel tessuto locale e per preparare gli attori ad immedesimarsi “naturalisticamente” nei luoghi e nelle atmosfere narrate anche attraverso il linguaggio e le espressioni dialettali locali. Così la commedia porta con sé una forte connotazione marchigiana, oltreché per le suggestive ambientazioni anche per quanto riguarda i dialoghi. “Ormai fare Cinema - ha affermato Anna Olivucci – significa fare cinema delle Regioni, un’industria creativa che sempre più valorizza il territorio e le risorse locali. Questo film ne è una dimostrazione validissima e siamo orgogliosi che sia nata una collaborazione veramente virtuosa. Un film dove il cinismo del fine giustifica i mezzi non ha per forza la meglio sulla generosità e sulla bontà dei sentimenti, dove invece i valori sono realisticamente ristabiliti nella giusta dimensione e percezione. Per una trama così il nostro humus era l’ideale”. Infatti lo stesso regista ha detto di aver scelto le Marche perché “posto ricettivo alle influenze e ai cambiamenti provenienti dal sud e dal nord, una sorta di baricentro, di ombelico” dell’intera Italia. Siamo così al confine tra Marche e Romagna, nell'immaginaria cittadina di Sant'Ugo, dove una notte due amici, Ermanno e Giacomo, scavando una buca nel cortile della loro cooperativa, trovano il petrolio. I due, quella notte, stavano nascondendo qualcosa di illegale, che avrebbe dato il colpo di grazia alla loro attività sull'orlo della bancarotta. E invece trovano la soluzione a tutti i loro problemi economici. Ma proprio questo evento straordinario farà esplodere contraddizioni e conflitti, mettendo a nudo il lato peggiore di entrambi. “Il petrolio” dice il regista “suscita nei protagonisti, nei membri della cooperativa e in parte del paese di Sant'Ugo la speranza di una ricchezza facile e l'illusione di cambiare il proprio destino”. Ed è proprio durante questa corsa all'agiatezza che vengono fuori i vizi, i difetti ma anche le virtù e la capacità di reinventarsi dell'Italia di oggi, che la commedia mostra con pungente sarcasmo. Ma nel film vive anche un'anima seria che mette in scena tre generazioni e la loro difficoltà a dialogare. Il titolo stesso comunica l'idea dell'attuale precarietà e insieme la speranza di future “probabili schiarite”. “Ricordatevi che quando viene fuori il petrolio, esce anche l'anima delle persone: il bene e il male” sentenzia il personaggio di Turturro/Lombelli, l'affascinante ingegnere italo-americano ingaggiato dai protagonisti come consulente, restituendo, in una battuta, il senso dell'intera commedia. Nel cast inoltre anche Giorgio Montanini (Nemico Pubblico e Ballarò per RAI 3) attore, comico e rappresentante della “stand up comedy”. Originario di Fermo, l’attore, nel ruolo di Brugnotti polemico consigliere comunale di Sant'Ugo si muove a suo agio nel film, caratterizzando argutamente il suo personaggio. “È un film a lievitazione naturale- hanno ironizzato gli interpreti Zingaretti e Carolina Crescentini e anche Marco Pontecorvo, perché ogni volta che si rivede “cresce “ qualcosa che si era perso prima: una coloritura, un gesto significativo che spiega ancor meglio un personaggio, uno scorcio di paesaggio non colto prima che rispecchia l’atmosfera e i caratteri dei ruoli.” Insomma un film che - ha ricordato Zingaretti – come in tutte le grandi storie segna anche un percorso interiore evolutivo dei personaggi a cui ci si affeziona, perché ognuno potrà ritrovarci corrispondenze personali”. Ma, quali Marche vedremo nel film? Location affascinanti e “familiari”: la Piazza, il Palazzo Comunale e diverse vie del centro storico di Cagli, i romantici trabocchi del porto di Fano, e ancora Fossombrone e la Gola del Furlo, oltre a suggestivi scorci del centro storico di Pesaro e del San Bartolo. Infine uno dei protagonisti del film (Gabriele, figlio di Giacomo/Zingaretti) un appassionato giocatore di baseball, gioca le sue partite migliori nel campo da gioco del Fano Baseball '94, a Fano appunto. Sul set era presente anche John Turturro che, da americano e conoscitore del baseball, non ha mancato di dispensare consigli ai giocatori, veri e finti, aiutando la squadra – per l’occasione i veri giocatori della squadra fanese, ingaggiati come comparse - a interpretare al meglio le regole di questo sport. Ma la curiosità più interessante forse riguarda il pozzo di petrolio, interamente ricostruito in scala dalla troupe nel cortile della fabbrica scelta come sede della cooperativa nella quale il film è ambientato. La fabbrica - un'azienda locale attiva che, nel film come nella realtà, produce divani - ha ospitato il cast del film per tutto il tempo di durata delle riprese, senza interrompere la loro produzione. Per chi era quei giorni sul set è stato bello e significativo vedere “al lavoro” gli attori al fianco degli operai, in una fusione di realtà e finzione. E come non intravvedere nel pozzo e nella “vena petrolifera” la “vena immaginifica” di Enrico Mattei, imprenditore marchigiano originario di Acqualagna (PU), che negli anni '60 riuscì nel “sogno italiano” di trasformare una nazione sconfitta e contadina in un paese avanzato grazie ad una forte industria energetica. Tempo instabile con probabili schiarite, prodotto da Panorama Films con Rai Cinema e distribuito dalla prestigiosa Good Films,. La realizzazione del film è stata seguita anche da Komma Factory: l’agenzia di advertising e comunicazione di riferimento nelle Marche, che ha seguito la sinergia tra la casa di produzione e le maestranze locali con i loro prodotti e location d’eccellenza.