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[Comunicato stampa Giunta regionale Emilia - Romagna]
Alte competenze, oltre 22 milioni di euro per 600 giovani e 3.000 imprese

venerdì 1 aprile 2016

 

Borse di dottorato, assegni di ricerca, apprendistato in alta formazione, assegni formativi e percorsi per imprenditori: un Piano di interventi per fare acquisire alle persone competenze strategiche per una nuova economia e affrontare le sfide del cambiamento, in integrazione tra istituzioni, università, laboratori ed enti di ricerca, imprese. Il presidente Bonaccini: "Un intervento di sistema che mira a creare nuova occupazione e a renderla stabile e duratura"

Bologna - Un piano di interventi per sviluppare, diffondere e applicare conoscenze strategiche per una nuova economia. Oltre 22 milioni di euro del Fondo sociale europeo per permettere a 600 giovani e 3.000 imprese (7.000 occupati tra imprenditori e figure chiave delle aziende del territorio) di acquisire competenze per affrontare le sfide del cambiamento e fare quel salto, in termini di specializzazione, internazionalizzazione e digitalizzazione, indispensabile per competere a livello globale. Borse di dottorato di ricerca, assegni di ricerca, apprendistato di alta formazione, assegni formativi, percorsi rivolti ad imprenditori e figure chiave che operano nelle imprese regionali. Sono gli strumenti, presentati questa mattina in conferenza stampa dal presidente Stefano Bonaccini e dall’assessore Patrizio Bianchi, che la Regione finanzia per fare delle persone, come stabilito con il Patto per il lavoro,  il motore dei processi di innovazione della società e dell’economia regionale.
“Se vogliamo competere a livello globale dobbiamo puntare sulla qualità, di ciò che si produce ma anche di ciò che si progetta, si idea. E per farlo abbiamo bisogno di investire ovviamente anche sulle risorse umane – ha detto il presidente Bonaccini – La misura presentata oggi è all’interno del Patto per il Lavoro, perché interventi di sistema di questo genere mirano a creare nuova occupazione e a renderla stabile e duratura”.
“Un grande investimento sulle persone, sulle tecnologie e sulla ricerca per una nuova economia, che oggi è sempre più digitale – ha spiegato l’assessore Bianchi - Con questo provvedimento intendiamo dare un’accelerazione a tutto il sistema produttivo regionale, che ha bisogno di persone che sappiano gestire il cambiamento e questa nuova economia in crescita”.
Gli interventi, i primi a dare attuazione al Piano triennale alte competenze per la ricerca, il trasferimento tecnologico e l'imprenditorialità, si fondano sull’integrazione di politiche, risorse pubbliche e private e attori: istituzioni, università, laboratori ed enti di ricerca, imprese. Un’integrazione decisiva per dare vita a progettualità complesse che possano amplificare gli esiti dell’investimento regionale, garantire l’intelligenza dell’intero sistema e ripensare il territorio in una dimensione globale.

Risorse umane per un’economia digitale e lo sviluppo delle specializzazioni intelligenti
Con il primo intervento articolato in più fasi -  la prima approvata con delibera della Giunta regionale n. 339/2016 -  la Regione investe per permettere a giovani laureati - attraverso assegni annuali di ricerca, borse triennali di dottorato, contratti di alto apprendistato, assegni formativi per la frequenza di Academy universitarie - di intraprendere percorsi progettati e realizzati congiuntamente da università, enti e laboratori di ricerca e imprese per sviluppare nuove conoscenze, misurandone la trasferibilità in una dimensione produttiva. Un intervento innovativo che risponde ad una triplice finalità: sostenere le persone nell’acquisizione di competenze spendibili nei contesti di impresa, promuovere la collaborazione tra atenei, sistema pubblico e privato della ricerca e sistema economico-produttivo e portare capacità di innovazione anche in imprese di piccola e media dimensione.
Obiettivo del Piano Alte Competenze è fare dell’Emilia Romagna la punta avanzata della nuova manifattura che si sta ridisegnando a livello globale. Una manifattura sostenibile, connessa a servizi altamente specialistici, capace di coniugare produzione e trasferimento di conoscenza e di contaminare competenze culturali e creative con competenze tecnologiche per trasformare contenuti in prodotti con forti caratteri identitari e ad alto valore aggiunto.  In coerenza con tale obiettivo i primi progetti – che gli Atenei dovranno candidare entro il 3 maggio 2016 - dovranno essere focalizzati su specifici  ambiti e rispettive tematiche.
“Risorse umane per un’economia digitale” è il primo ambito e si articola in 5 tematiche: digital humanities e social science, e-commerce, industria 4.0, scienze della vita e  big data. Per favorire l’aggregazione tra più soggetti e il generarsi di sinergie e intelligenza collettiva verso un obiettivo comune, in esito alla valutazione delle candidature, la Regione selezioneràun solo progetto per ciascuna tematica.  
“Risorse umane  per la specializzazione intelligente” è il secondoepotranno essere candidati progetti che concorrono agli obiettivi generali e specifici della Strategia di Specializzazione intelligente. La strategia di cui la Regione si è dotata per investire sui settori trainanti dell’economia regionale (sistema agroalimentare, sistema delle industrie e delle attività dell’edilizia e delle costruzioni, sistema della meccatronica e della motoristica) e sulle filiere emergenti delle scienza della vita e dell’economia creativa, a rafforzare i driver del cambiamento (ICT, green economy, benessere e qualità della vita) e a sostenere l’innovazione e la modernizzazione dei servizi e la sostenibilità ambientale dei sistemi produttivi.
Ogni progetto dovrà articolarsi in una o più misure e dovrà essere candidato da un partenariato pubblico-privato costituito obbligatoriamente da Enti e/o Istituzioni accreditati all'istituzione di corsi di dottorato o ammessi a conferire assegni per lo svolgimento di attività di ricerca; Enti/Organizzazioni e/o laboratori/centri di ricerca ed innovazione; Imprese e/o Consorzi di imprese e/o Reti di imprese.
10  milioni di euro (5 in questa prima fase e ulteriori 5  previsti tra giugno e settembre 2016)  le risorse destinate a questi obiettivi.

Parte integrante del Piano per le Alte Competenze sono altri due interventi.
Risorse umane per l’internazionalizzazione, la digitalizzazione e lo sviluppo sostenibile delle imprese
Il primo intervento, imminente e finanziato con 10 milioni di euro, intende finanziare interventi che incentivino e sostengano processi diffusi di internazionalizzazione, digitalizzazione e sviluppo sostenibile e pertanto di  riposizionamento competitivo della manifattura e dei servizi connessi e delle imprese del terziario e del turismo. Un intervento -  articolato in percorsi formativi, seminari e azioni personalizzate per supportare i partecipanti a declinare quanto acquisito nella dimensione specifica d’impresa -  che focalizza l’attenzione e l’investimento regionale su chi nelle imprese – 7.000 tra imprenditori e figure chiave - ha la responsabilità di elaborare e implementare strategie per governare il cambiamento e cogliere le opportunità di crescita e innovazione.
Risorse umane per le grandi infrastrutture di ricerca
Il secondo intervento, di questa prima fase di attuazione del Piano triennale Alte Competenze, in stretta integrazione con l’Assessorato Attività produttive e tra Fse e Fesr, intende investire per le infrastrutture di ricerca che presentano le potenzialità scientifiche, tecnologiche ed organizzative per permettere di rafforzare le capacità competitive delle imprese e migliorare i servizi resi ai cittadini: supercalcolo e big data; materiali avanzati e sistemi di produzione innovativi; genomica, medicina rigenerativa e biobanche anche in relazione con le attività finanziate con il POR Fesr. Compito del Fondo sociale europeo sarà finanziare un programma di sviluppo di alte competenze – 2,5 milioni di euro l’investimento - che preveda il coinvolgimento di un numero significativo di giovani ricercatori da realizzare prioritariamente attraverso il cofinanziamento di assegni di ricerca. Un tassello importante, in cui l’integrazione delle politiche e dei fondi europei è scelta decisa, per fare dell’Emilia-Romagna un  hub  europeo della ricerca. /BM