[Comunicato stampa provincia autonoma di Trento]
Olivi: "Indietro non si torna. La legge trentina sulle cave non è stata impugnata dal Governo ed è pienamente operativa"

martedì 23 maggio 2017


 

"La legge trentina sulle cave, di certo innovativa e non 'conformista', ha impresso una svolta al settore ispirata alla massima tutela dei beni comuni, tra i quali non vi è solo la materia prima ma anche il lavoro, la qualità della filiera produttiva e la trasparenza dei processi di utilizzo dei giacimenti. Il Governo ha approvato la nostra legge, non l'ha impugnata. La conseguenza è che la legge oggi è valida ed efficace. Quello espresso dall'Antitrust è un parere che non la inficia. Anzi, noi crediamo che essa possa diventare un modello per altre legislazioni regionali. L'obbligo di lavorazione della parte preponderante del materiale di cava con propri dipendenti non è una variabile ma il pilastro su cui si fonda la riforma. Stiamo infatti già predisponendo i primi atti attuativi che ne conseguono". Queste le precisazioni del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico Alessandro Olivi in merito ad una notizia divulgata oggi relativa al parere reso dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato sulla nuova legge provinciale in materia di cave.

Il parere dell'Antitrust, richiesto a suo tempo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sottolinea il possibile contrasto fra i principi in materia di concorrenza e le disposizioni legislative provinciali relative agli obblighi di lavorazione dell’80% del materiale estratto con ricorso a propri dipendenti. Ribadendo che la legge provinciale non è poi stata impugnata dal Consiglio dei Ministri e che, quindi, il parere espresso lo scorso aprile dall'Antitrust non esplica alcun effetto diretto sulla legge e sulle sue fasi attuative, l'assessorato allo sviluppo economico e lavoro, sentiti anche gli uffici legali dell'amministrazione, ricorda che le misure introdotte dalla nuova normativa non rispondono solo ad obiettivi di tutela del lavoro e sviluppo della filiera ma mirano anche alla valorizzazione del prodotto sotto il profilo qualitativo, con evidente ricaduta sul valore economico del “bene” cava.