[Comunicato stampa Giunta regionale Lombardia]
TAGLI ZOOTECNIA, FAVA : VIA DI GIOIA E SUBITO CPA IN CONFERENZA DELLE REGIONI

venerdì 23 giugno 2017


IERI LETTERA DELL'ASSESSORE AL MINISTRO MAURIZIO MARTINA

"Una sollecita convocazione di una Cpa dedicata all'argomento, chiamata a esprimersi su un nuovo programma di controlli funzionali 2017 predisposto dal ministero, nella denegata ipotesi in cui non si giungesse al ripristino dell'originaria dotazione". Lo ha chiesto ieri l'assessore di Regione Lombardia all'Agricoltura Gianni Fava in una lettera inviata al ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, al presidente della Commissione Politiche agricole (Cpa) della Conferenza delle Regioni Leonardo Di Gioia e agli assessori delle Regioni e Province Autonome.

MANCATA INTESA - Nella lettera, Fava ricorda come "lo scorso 20 aprile la Commissione Politiche agricole abbia proceduto ad esaminare, sancendo la mancata intesa, il programma 2017 inviato dal Mipaaf in data 15 marzo. E' stato dunque sottoposto alla Commissione un documento che nei contenuti finanziari risultava gia' non veritiero, senza che di questa circostanza ne sia stata data comunicazione".La decurtazione da 22,5 milioni a 7 milioni di euro, ricostruisce cronologicamente l'assessore lombardo, "trae origine da una intesa formalizzata in data 23 febbraio in sede di Conferenza Stato-Regioni".

I TAGLI - "Dal 23 febbraio, data in cui si e' conosciuta la decisione dl ministero che, con 10 miliardi di tagli lineari, ha imposto alle Regioni la riduzione del 72% di tutti i capitoli di spesa - afferma oggi Fava - altri ministri ed altri coordinatori si sono impegnati per ripristinare i fondi attraverso diverse modalita' di finanziamento, vedi l'esempio sul reintegro dei fondi del Welfare ad opera del ministro Poletti". Atteggiamento sospetto. "In questi quattro mesi la coppia Di Gioia-Martina ha accuratamente evitato di affrontare il problema - scrive Fava -. Anzi, Di Gioia e Martina hanno colpevolmente insistito nel tentare di fare approvare un piano di riparto che prevedeva ancora i 22 milioni originari, a fronte del fatto che su quel capitolo ne fossero rimasti solo 7. La presa in giro solenne alla Commissione Politiche agricole".

MISSIVA INVIATA QUALCHE MINUTO DOPO FINE INCONTRO - Inoltre, aggiunge Fava, "la missiva che comunica alle Regioni la riduzione del fondo e' datata 20 giugno (comunque 4 mesi dopo) ed e' stata inviata alle Regioni intorno alle 13:30 del giorno 21, cioe' qualche minuto dopo la fine dell'incontro che si e' tenuto al ministero delle Politiche agricole e nell'ambito del quale nessuno ha fatto cenno alla questione".

DOLO EVIDENTE - Per l'assessore lombardo "e' evidente il dolo, in quanto Martina e Di Gioia sapevano dei contenuti devastanti di questa modifica e hanno ritenuto non fosse utile affrontare il tema in un incontro al quale partecipavano tutti gli assessori all'Agricoltura del paese. Metodi, tempi e circostanze ci inducono a pensare che esistano due ipotesi.

DUE IPOTESI - La prima e' che l'affiatato duo Martina-Di Gioia per quattro mesi abbia tenuta nascosta la verita'. La seconda, forse piu' grave, e' che per quattro mesi non se ne siano nemmeno accorti o nessuno li abbia avvisati, al contrario di quanto accaduto per tutti gli altri dicasteri e che, una volta venuti a conoscenza del fatto, abbiano preferito evitare di assumerne le responsabilita' politiche, demandando il tutto ad una comunicazione tra funzionari ministeriali e regionali. In entrambi i casi, credo sia stata scritta una pagina senza precedenti nei rapporti istituzionali di questo paese".

RICHIESTA DIMISSIONI- "Mi auguro - auspica l'assessore lombardo - che Di Gioia abbia la dignita' di rimettere il mandato da coordinatore, assumendosi le responsabilita' di aver causato un danno enorme non solo al sistema allevatoriale, ma anche alla credibilita' del sistema delle Regioni. Purtroppo, questa e' solo l'ultima di una serie di episodi che confermano l'inadeguatezza politica e strutturale di questo coordinamento e a pagarne le conseguenze, ancora una volta, saranno le amministrazioni, ostaggio di logiche partitiche lontane dai bisogni dei cittadini". "Di Gioia - conclude Fava - compia un gesto di dignita' e se ne vada".