+T -T

[Comunicato stampa Giunta regionale Toscana]
Rischio idraulico, Rossi interviene sui risultati dello studio del comitato Firenze 2016 e sulle dichiarazioni del professor Seminara

martedì 31 ottobre 2017

Scritto da Alfonso Musci - portavoce presidente, martedì 31 ottobre 2017 alle 19:23

FIRENZE - "Apprezziamo gli stimoli della comunità scientifica e siamo ben disponibili a sederci a tavoli di confronto – afferma Rossi - quel che importa è che il merito delle questioni sia salvaguardato".

Così il presidente della Regione Toscana Emnrico Rossi interviene a proposito dei risultati dello studio del Comitato Firenze 2016 e sulle dichiarazioni del professor Giovanni Seminara.

"Per la riduzione del rischio idraulico – evidenzia il presidente della Toscana - sono già in corso gare, progettazioni e cantieri e l'intera opera regionale deve conciliarsi con le prescrizioni del Codice dei Contratti. Il Codice, ad esempio, prescrive per le opere più rilevanti la necessità di progettare e mettere a gara stralci funzionali, cioè lotti funzionanti anche precedentemente al completamento dell'intero intervento. Così come l'osservanza delle prescrizioni fa sì che i tempi di una gara si aggirino intorno ai 12 mesi".

"Quanto agli effetti delle casse di espansione di Figline e della diga di Levane – prosegue Rossi - la Regione Toscana possiede valutazioni ufficiali e approvate dagli organi competenti".

Il presidente, inoltre, trae spunto per riepilogare i lavori già in corso, per un valore di 100 milioni di euro, e riavviati dal 2012, ovvero da quando la Regione ha ripreso la competenza sulle opere con la legge regionale 35/2011 sulle misure per l'accelerazione della realizzazione degli interventi strategici.

"Per le quattro casse di espansione di Figline, entro l'inizio del prossimo anno saranno ultimati i lavori del primo stralcio del lotto Pizziconi e nelle prossime settimane sarà aggiudicata la gara del secondo stralcio. Entro l'anno, inoltre, saranno aggiudicati i lavori del primo stralcio del secondo lotto, denominato Restone, così come quelli dei primi stralci degli altri due lotti, presso le località Prulli e Leccio. Per quanto riguarda la diga di Levane, gli unici finanziamenti disponibili ineriscono la progettazione, resa possibile dallo stanziamento di risorse della Regione e dell'Enel".

"Nonostante le attese - aggiunge il presidente della Regione - l'opera non ha ricevuto le risorse necessarie da parte del governo". Rossi, inoltre, puntualizza che: "Il DPCM approvato nel primo semestre del 2016 riconosce l'adeguatezza del modello idraulico per affrontare fenomeni calamitosi analoghi all'alluvione del '66. Di questo sistema fanno parte anche le casse sulla Sieve. Tuttavia, nonostante le nostre richieste, i finanziamenti previsti dal fondo di progettazione non sono stati ancora trasferiti. Se le risorse necessarie arrivassero, la Regione sarebbe in grado di completare l'intero intervento entro il 2021/2022".

"L'adagio 'chiedete e vi sarà dato' purtroppo – constata Rossi - non corrisponde alla realtà dei fatti. Come Regione Toscana abbiamo chiesto, tra progettazione e lavori, circa 300milioni di euro. Ma a parte le risorse per le casse di espansione - frutto dell'accordo di programma del 2015 che siamo riusciti a costruire assieme alla struttura di missione Italia Sicura - sulle ulteriori risorse del fondo progettazioni, piccole frane ed erosione costiera non abbiamo ancora ricevuto risposte, ancorché gli interventi sono condivisi e approvati con il Ministero da diversi mesi. Ad oggi, è stata finanziata solo una parte consistente dell'intervento per le casse di espansione a Figline, la cassa di espansione sul Mensola nel fiorentino, un intervento su un affluente dell'Arno ad Arezzo e a Pisa su porta a Lucca".

"Infine, quanto alla consapevolezza del rischio e alle conseguenti azioni di governo – conclude il presidente Rossi - ricordiamo che la giunta regionale, ben prima degli eccezionali eventi alluvionali che hanno colpito l'area di Livorno, si è dotata di strumenti come la legge 21/2012 che blocca le costruzioni nell'alveo dei fiumi, il censimento dei tombamenti, la riforma dei consorzi di bonifica e sta ultimando la creazione di un fondo per i Comuni destinato alla rimozione dei tombamenti".N FIRENZE - "Apprezziamo gli stimoli della comunità scientifica e siamo ben disponibili a sederci a tavoli di confronto – afferma Rossi - quel che importa è che il merito delle questioni sia salvaguardato".

Così il presidente della Regione Toscana Emnrico Rossi interviene a proposito dei risultati dello studio del Comitato Firenze 2016 e sulle dichiarazioni del professor Giovanni Seminara.

"Per la riduzione del rischio idraulico – evidenzia il presidente della Toscana - sono già in corso gare, progettazioni e cantieri e l'intera opera regionale deve conciliarsi con le prescrizioni del Codice dei Contratti. Il Codice, ad esempio, prescrive per le opere più rilevanti la necessità di progettare e mettere a gara stralci funzionali, cioè lotti funzionanti anche precedentemente al completamento dell'intero intervento. Così come l'osservanza delle prescrizioni fa sì che i tempi di una gara si aggirino intorno ai 12 mesi".

"Quanto agli effetti delle casse di espansione di Figline e della diga di Levane – prosegue Rossi - la Regione Toscana possiede valutazioni ufficiali e approvate dagli organi competenti".

Il presidente, inoltre, trae spunto per riepilogare i lavori già in corso, per un valore di 100 milioni di euro, e riavviati dal 2012, ovvero da quando la Regione ha ripreso la competenza sulle opere con la legge regionale 35/2011 sulle misure per l'accelerazione della realizzazione degli interventi strategici.

"Per le quattro casse di espansione di Figline, entro l'inizio del prossimo anno saranno ultimati i lavori del primo stralcio del lotto Pizziconi e nelle prossime settimane sarà aggiudicata la gara del secondo stralcio. Entro l'anno, inoltre, saranno aggiudicati i lavori del primo stralcio del secondo lotto, denominato Restone, così come quelli dei primi stralci degli altri due lotti, presso le località Prulli e Leccio. Per quanto riguarda la diga di Levane, gli unici finanziamenti disponibili ineriscono la progettazione, resa possibile dallo stanziamento di risorse della Regione e dell'Enel".

"Nonostante le attese - aggiunge il presidente della Regione - l'opera non ha ricevuto le risorse necessarie da parte del governo". Rossi, inoltre, puntualizza che: "Il DPCM approvato nel primo semestre del 2016 riconosce l'adeguatezza del modello idraulico per affrontare fenomeni calamitosi analoghi all'alluvione del '66. Di questo sistema fanno parte anche le casse sulla Sieve. Tuttavia, nonostante le nostre richieste, i finanziamenti previsti dal fondo di progettazione non sono stati ancora trasferiti. Se le risorse necessarie arrivassero, la Regione sarebbe in grado di completare l'intero intervento entro il 2021/2022".

"L'adagio 'chiedete e vi sarà dato' purtroppo – constata Rossi - non corrisponde alla realtà dei fatti. Come Regione Toscana abbiamo chiesto, tra progettazione e lavori, circa 300milioni di euro. Ma a parte le risorse per le casse di espansione - frutto dell'accordo di programma del 2015 che siamo riusciti a costruire assieme alla struttura di missione Italia Sicura - sulle ulteriori risorse del fondo progettazioni, piccole frane ed erosione costiera non abbiamo ancora ricevuto risposte, ancorché gli interventi sono condivisi e approvati con il Ministero da diversi mesi. Ad oggi, è stata finanziata solo una parte consistente dell'intervento per le casse di espansione a Figline, la cassa di espansione sul Mensola nel fiorentino, un intervento su un affluente dell'Arno ad Arezzo e a Pisa su porta a Lucca".

"Infine, quanto alla consapevolezza del rischio e alle conseguenti azioni di governo – conclude il presidente Rossi - ricordiamo che la giunta regionale, ben prima degli eccezionali eventi alluvionali che hanno colpito l'area di Livorno, si è dotata di strumenti come la legge 21/2012 che blocca le costruzioni nell'alveo dei fiumi, il censimento dei tombamenti, la riforma dei consorzi di bonifica e sta ultimando la creazione di un fondo per i Comuni destinato alla rimozione dei tombamenti".