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[Comunicato stampa Giunta regionale Lombardia]
CACCIA, FAVA: ABOLIZIONE? PRATICA RESTA SIMBOLO DI TRADIZIONE E PRESIDIO DEL TERRITORIO

mercoledì 6 dicembre 2017

"PER CONTENERE SPECIE ALLOCTONE ATTIVITA' CACCIATORI ESSENZIALE"

(Lnews - Milano, 06 dic) "La caccia e' territorio, storia e tradizione. In una regione come la nostra questi restano capisaldi, in questi anni in cui ho ricoperto la delega di assessore all'Agricoltura i cacciatori hanno garantito presidio e sorveglianza sul territorio e, in questa fase, ci stanno aiutando seriamente sul tema del contenimento delle specie alloctone, si pensi alle nutrie, ai cinghiali e agli altri ungulati che arrecano danni all'agricoltura". Lo ha detto Gianni Fava, assessore regionale all'Agricoltura, commentando la proposta di stop alla caccia di Michela Vittoria Brambilla.

AFFERMAZIONI BRAMBILLA SCONVENIENTI - "Un'uscita sconveniente per una serie di motivi - ha proseguito Fava, in merito alle affermazioni di Brambilla -. Innanzitutto non si capisce come possa prendersi impegni di coalizione e asserire come un'eventuale coalizione di centrodestra sarebbe pronta a presentarsi con un programma elettorale con cui si abolisce definitivamente la caccia". "Mi chiedo - ha osservato Fava - come pensi la signora Brambilla di sostituire queste figure, ed eventualmente con quali risorse pensa si possa far fronte a una corretta gestione e controllo del territorio in assenza di un numero cosi' elevato di soggetti che - gratuitamente, come volontari - si sono sostituiti all'ente pubblico quando questo non e' riuscito a garantire analoga tempestivita' e presenza sul territorio".

ESTREMIZZAZIONE NON GIOVA A LAVORO FATTO IN QUESTI ANNI - "Il rapporto con i cacciatori in Lombardia e' molto delicato e spesso fatichiamo a far comprendere quali siano le regioni per cui si debbano applicare norme che non sono ben accettate da una parte degli stessi - ha rilevato Fava -. Credo che l'estremizzazione dei concetti usati dalla signora Brambilla non faccia bene ne' al contesto in cui viviamo ne' al dialogo che faticosamente siamo riusciti a mantenere in questi anni"

ATTIVITA' IN SINTONIA CON CONTESTO AMBIENTALE - "Il percorso di emancipazione culturale del mondo venatorio lombardo - ha detto Fava, in conclusione - mi da' ampie garanzie sul fatto che, a prescindere da qualcuno che non ha compreso le modalita' moderne della propria attivita', ma che rappresenta di fatto una minoranza, l'attivita' venatoria, per qualita' e serieta' dei cacciatori, possa continuare in questa regione, nei prossimi anni, a essere non solo un esercizio di pratica sportiva, ma anche un modo come un altro per vivere il nostro ambiente e contribuire a governarlo". (Lnews)