[Comunicato stampa Giunta regionale Veneto]
BOLLO AUTO D’EPOCA: VICEPRESIDENTE FORCOLIN, “DISPARITÀ TRIBUTARIA TRA REGIONI, SOTTOPORRÒ IL PROBLEMA ALLA CONFERENZA STATO-REGIONI”

lunedì 16 luglio 2018


 

 

(AVN) – Venezia,  16 luglio 2018

 

In merito a quanto scritto ieri dal Corriere del Veneto sul bollo auto per i veicoli con più di vent’anni di vita e alla presunta “stangata in arrivo per quindicimila veneti”, il vicepresidente della Giunta regionale del Veneto, Gianluca Forcolin, che ha anche la delega ai tributi, precisa quanto segue:

 

  • Nessuna stangata in Veneto per i possessori di auto e moto con più di vent’anni di vita, iscritte da un registro storico. E’ stato il governo Renzi, con la legge statale di stabilità (L. 190/2014), a cancellare l’esenzione della tassa automobilistica per i veicoli di età compresa tra i 20 e i 29 anni.
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  • I possessori di auto e di moto interessati in Veneto sono oltre 17.500: 15.895 i proprietari di auto ultraventennali iscritte ad Asi o altri registri storici, e 1.615 proprietari di motoveicoli iscritti nelle liste della Federazione Motociclistica Italiana (dati consolidati 2016). Il gettito complessivo ordinario della tassa su questi veicoli sfiora i 5,8  milioni di euro.
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  • La Regione Veneto, nel 2015, è intervenuta con la propria legge finanziaria (art. 2 legge 6/2015 “Legge di stabilità regionale per l’esercizio 2015”, in vigore dal 28 aprile 2015) per esentare dalla tassa automobilistica auto e moto di età compresa tra i 20 e i 29 anni, al fine di ripristinare l’agevolazione tributaria nazionale preesistente (abolita dal 1° gennaio 2015) per i veicoli iscritti ai registri storici Asi (Automobilclub storico italiano), Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI, Registro italiano veicoli storici (RIVS) e Federazione Motociclistica Italiana. Non si trattava, quindi, di una agevolazione generalizzata, ma di una misura di sostegno e incentivo al particolare settore delle auto e delle moto ‘d’epoca’, quelle ‘vecchie signore’ che rappresentano un ‘volano’ per manifestazioni storiche e turistiche, con relativo indotto economico. Per tali veicoli la legge veneta prevedeva solo una tassa di circolazione forfetaria, in caso di utilizzazione su pubblica strada, pari a 28,40 euro l’anno per gli autoveicoli e di 11,36 euro per i motoveicoli.
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  • La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 242 del 22 novembre 2016, ha dichiarato incostituzionale la norma regionale di agevolazione fiscale per i veicoli ultraventennali iscritti ai registri storici. La conseguenza è che per tali veicoli è tornata in vigore la tassa automobilistica nella misura ordinaria, che, a seconda dell’età e dei Kw di potenza, può arrivare anche a mille euro.
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  • A differenza dei loro colleghi delle regioni confinanti, i proprietari veneti di veicoli tra i 20 e i 29 di vita non sono esenti dalla tassa automobilistica. E’ l’effetto paradossale della stratificazione delle norme nel nostro paese e dell’alternanza delle stagioni politiche: le Regioni Lombardia ed Emilia Romagna avevano approvato norme di esenzione prima dell’avvento del governo Renzi e della legge di stabilità 190/2014 e le loro leggi non sono state impugnate dai governi allora in carica. Pertanto hanno potuto conservare i regimi fiscali più favorevoli ai proprietari.
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  • A fronte del giudizio della Consulta e del ripristino dell’obbligo tributario imposto dallo Stato, la Giunta regionale con il provvedimento adottato il 23 dicembre 2016 (Dgr 2120/206) ha disposto che, per i veicoli dai 20 ai 29 anni di età, con ultimo giorno di pagamento del bollo ricadente nel periodo 28.04.2015 - 22.11.2016, non siano comunque applicate né sanzioni né interessi moratori per il ritardato versamento.
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  • La Giunta regionale ha ritenuto che chi non ha versato la tassa, o lo ha fatto in maniera ridotta nel periodo in cui è stata in vigore la norma regionale, non debba essere penalizzato con sanzioni o interessi moratori per il ritardato versamento della tassa. Pertanto, per agevolare i contribuenti veneti per tutti i veicoli di età tra i 20 e i 29 anni, purchè certificati da registro storico, la Giunta regionale del Veneto si è attivata con l’Agenzia delle Entrate e con Sogei, responsabile dell’archivio nazionale delle tasse automobilistiche, per ottenere un nuovo codice di riduzione che consente i pagamenti delle tasse risultate legittimamente non versate, senza sanzioni ed interessi moratori. Avvalendosi di questo codice i contribuenti hanno potuto sanare la propria posizione tributaria presso i tabaccai, le Poste Italiane o le agenzie di pratiche auto abilitate.
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  • Inoltre, sempre per facilitare i possessori di veicoli ultraventennali, la Regione Veneto ha ‘tarato’ il proprio portale regione.veneto.it in modo che i contribuenti tenuti all’obbligo della tassa automobilistica nella misura ordinaria possano trovare già il calcolo esatto del tributo residuo dovuto, depurato da interessi di mora e sanzioni per il periodo 28.04.2015-22.11.2016, e senza costi ulteriori di pagamento.
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  • Consapevole di non poter riproporre una norma legislativa bocciata dalla Corte Costituzionale, la Giunta regionale – d’intesa con i rappresentanti nazionali e regionali delle associazioni e dei club dei registri abilitati alla certificazione delle auto e moto di interesse storico e collezionistico - ha cercato di trovare strumenti alternativi per sostenere il settore dei veicoli storici iscritti a registri di merito: nel bilancio 2018 la Giunta regionale, attraverso gli assessorati alla cultura, al turismo e promozione territoriale, ha stanziato 600 mila euro di contributo per le associazioni e i club automobilistici e motociclistici, al fine di sostenerne l’attività culturale e associativa, di promozione eventi e di marketing territoriale.
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  • Tale contributo non può certo essere inteso come una restituzione della tassa automobilistica pagata dai proprietari dei veicoli d’epoca (operazione peraltro non consentita dalla legge), ma solo come una forma di sostegno e valorizzazione dell’attività associativa e promozionale e delle ricadute turistiche, economiche e commerciali del settore.
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  • “Sono consapevole che per quasi 30 mila veneti proprietari di veicoli ultraventennali (tanti beneficiavano dell’esenzione prima del 1° gennaio 2015) l’obbligo di pagare il bollo, spesso oneroso a causa dell’elevata potenza dei modelli e degli aggravi introdotti per i motori ‘euro 0’, appaia una discriminazione rispetto ai loro vicini delle Regioni confinanti – commenta il vicepresidente – Ma, ribadisco, che questo è l’effetto delle scelte centralistiche adottate dal governo Renzi e del mancato riconoscimento di specifici ambiti di autonomia regionale. In fondo alcuni precedenti in materia già ci sarebbero: l’esenzione dalla tassa di circolazione per i mezzi del volontariato adibiti a trasporti sociali e per quelli della protezione civile, che la Regione veneto può applicare in virtù di appositi ambiti di autonomia concessi dalla legislazione nazionale”.
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  • “La battaglia della Regione Veneto, comunque, non si ferma qui – prosegue Forcolin – Porterò il problema all’attenzione della Conferenza delle Regioni perché discuta con il nuovo governo l’auspicata armonizzazione di una tassa che incide in maniera determinante sulla propensione al collezionismo e sulla vitalità di un artigianato di qualità. Mi auguro che con la prossima legge nazionale di stabilità sia possibile operare un ripensamento e valutare, con oggettività, se valga la pena di affossare l’economia generata da auto e moto d’epoca, che vale posti di lavoro, indotto commerciale e promozione turistica, in nome di qualche milione di gettito fiscale garantito dal bollo”.
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    “Anche per questo – conclude il vicepresidente – puntiamo a poter ottenere al più presto maggiore autonomia per il Veneto per poter decidere di offrire ai cittadini anche quelle agevolazioni che al momento non ci vengono consentite”.