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[Comunicato stampa Giunta regionale Puglia]
LA SECONDA GIORNATA DEL FORUM MEDITERRANEO SANITA’

venerdì 14 settembre 2018

Seconda e ultima giornata del “Forum Mediterraneo in Sanità 2018”, la due giorni organizzata nel centro congressi della Fiera del Levante per un confronto a più voci sul tema della salute.

Quella di oggi è stata una giornata all’insegna del binomio tecnologia e processi organizzativi.

In diverse sessioni si è parlato di alta tecnologia e di alta tecnologia al servizio del paziente oncologico, poi di reti delle malattie rare e dei PDTA – percorsi diagnostico terapeutico assistenziale, la modalità di gestire in forma integrata l’iter assistenziale del paziente.

Culmine della giornata la presentazione dei dati 2018 dell’umanizzazione degli ospedali pugliesi e li risultati della ricognizione 2018 negli ospedali pubblici e privati.

La ricerca è frutto di un progetto iniziato lo scorso anno sotto l’egida dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari (Agenas).

A differenza di tutte le altre regioni, la Puglia ha deciso di attuarlo con una rilevazione annuale e non triennale come prevede la metodologia.

Rispetto alla prima rilevazione dello scorso anno, a seguito dei progetti di miglioramento messi in campo, i risultati sono molto lusinghieri: un altro indicatore che certifica il percorso virtuoso intrapreso da un paio di anni dalla sanità pugliese.

I lavori oggi si sono aperti con una sessione dedicata ai LEA – Livelli Essenziali di Assistenza. La Regione Puglia non è più fanalino di coda e ha fatto passi da gigante negli ultimi tre anni: è tornata adempiente con 169 punti, il punteggio più alto da sempre per la Regione Puglia.

Nella sala Auditorium si è svolto il confronto sui “Criteri di riparto - applicazione dei LEA - promozione della innovazione e sostenibilità”. Hanno partecipato, tra gli altri, Giancarlo Ruscitti Direttore del Dipartimento Promozione della Salute Regione Puglia e Stefano Rossi, Direttore Generale della ASL di Taranto che ha coordinato la sessione.

Nel pomeriggio focus sulle “Nuove Reti cliniche nella Regione Puglia”. Ha coordinato i lavori Ettore Attolini, direttore Area Innovazione di Sistema e Qualità AReSS che ha illustrato le caratteristiche delle Reti cliniche, modello organizzativo che garantisce il collegamento tra i nodi del sistema: li individua, li mette insieme e ne stabilisce le connessioni garantendo così i meccanismi di monitoraggio.

Tra le innovazioni che sta realizzando la Regione Puglia, Attolini ha portato l’esempio del progetto di innovazione del CORO per la rete oncologica, un centro di orientamento composto da specialisti che prendono in carico il bisogno, la domanda del paziente, gli forniscono un codice di esenzione temporaneo fino ad arrivare alla definizione diagnostica. Dopodiché il paziente viene affidato al gruppo di patologia di riferimento. L’obiettivo ora è quello di estendere questo iter anche alle altre reti cliniche, come la rete delle malattie rare o delle malattie croniche.

Conclusione della giornata con la “Valutazione partecipata dell’umanizzazione negli ospedali: presentazione del rapporto 2018”, un’occasione per percorrere il percorso pugliese nell’umanizzazione delle cure analizzando i punti di forza nel raffronto 2017-2018. Il presidente di AReSS Giovanni Gorgoni ha illustrato poi i risultati della ricognizione 2018 negli ospedali pubblici e privati accreditati.

Al termine della sessione il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha consegnato i riconoscimenti per gli ospedali e per le strutture private più virtuosi. C’è stato un miglioramento del 19% rispetto all’anno precedente. Bari, la provincia che ha registrato il punteggio più alto.

Per gli ospedali pubblici il maggiore punteggio lo ha registrato l'Ospedale San Paolo di Bari (Asl Ba), per le strutture private la Clinica Santa Maria (GVM) di Bari.

La struttura pubblica con l'incremento percentuale più importante è stata l'ospedale “San Camillo De Lellis” di Manfredonia (Fg), la struttura privata la “Monte Imperatore” di Noci. Due ex aequo per le strutture riabilitative: “Maugeri” di Cassano Murge e “Medea” di Ostuni.

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La scheda a cura dell’organizzazione del Forum:

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Parola d’ordine “umanizzazione”: migliorano del 19% i dati del Rapporto 2018

Una migliore segnaletica, più informazione e gentilezza al front office, una convenzione con una struttura ricettiva per i familiari di chi viene da più lontano, la cena fornita ad un orario consono alle abitudini degli italiani, la presenza di mediatori culturali: sono tantissimi gli ingredienti per cambiare il volto dei nostri ospedali e renderli più “umani”.

Per il secondo anno consecutivo, la Puglia punta sull’umanizzazione attraverso un processo di cambiamento che parte da una accurata indagine territoriale.

Sono stati presentati nel corso dell’incontro “Valutazione partecipata dell’umanizzazione negli ospedali” i risultati del Rapporto 2018 sulla “Umanizzazione delle Cure”, indagine promossa a livello nazionale dall'Agenas (Agenzia Nazionale della Sanità) che riguarda le strutture sanitarie della Puglia e per il secondo anno, condotta dall'AReSS Puglia in collaborazione con gli uffici Comunicazione delle Aziende Sanitarie Locali e le associazioni di volontariato accreditate ai Comitati Consultivi Misti.

Il Progetto, cominciato nel 2017, si è evoluto da una semplice rilevazione eseguita nel primo anno, ad una fase attiva di “costruzione del miglioramento” che ha dato i suoi evidenti risultati nel 2018.

“L’iniziativa pugliese nasce nell’ambito di un programma nazionale lanciato da Agenas nel 2011 – ha spiegato Sara Carzaniga di Agenas - a cui partecipano tutte le regioni per migliorare l’assistenza sanitaria italiana; un percorso che parte dalle indicazione dell’OMS che ha promosso la centralità del paziente come dimensione fondamentale per la qualità dei sistemi sanitari. Nella concezione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, i cittadini sono coproduttori dei servizi sanitari con il ruolo di disegnare politiche e servizi. Contemporaneamente, l’OCSE ha analizzato i sistemi sanitari dei diversi paesi raccomandando all’Italia di coinvolgere i cittadini nei processi che riguardano la sanità. Il metodo del programma è quello della progettazione partecipata in tutti quante le fasi, comprendente cittadini e professionisti. La check list è invece composta da 142 item, il diario di bordo e, da quest’anno, il modulo integrativo per valutare la sicurezza”.

Sonia Giausa - Responsabile Scientifico del Progetto per le Regione Puglia e Responsabile URP della ASL Lecce Capofila della iniziativa - ha confrontato i risultati 2018 con quelli del 2017, partendo da quelli che sono stati i soggetti coinvolti: 66 strutture, 49 associazioni, 7 strutture di riabilitazione, 106 operatori sanitari, 98 volontari; e le aree esaminate: Area 1- Processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto e alla specificità della persona; Area 2 -Accessibilità fisica, vivibilità e confort dei luoghi di cura; Area 3 - Accesso alle informazioni, semplificazione e trasparenza; Area 4 - Cura della relazione con il paziente e con il cittadino.

“La media del punteggio cresce in tutte le Province – ha raccontato Giausa - l’incremento maggiore c’è stato nelle aree rilevate come più critiche nel 2017, in particolare nell’Area 1, Processi Assistenziali e 4, Cura delle Relazioni. La divulgazione, monitoraggio annuale e coinvolgimento di tutte le strutture del territorio hanno contraddistinto l’attività della Regione Puglia nel panorama nazionale”.

Ha iniziato con i ringraziamento alle equipe locali che hanno rappresentato il braccio operativo dell’analisi, Giovanni Gorgoni - DG AReSS Puglia: i responsabili URP delle ASL della Puglia, il personale che ha integrato le equipe e le associazioni. Passando poi a presentare i risultati 2018 relativi alla ricognizione negli ospedali pubblici e privati accreditati (33 ospedali pubblici e 26 ospedali privati, 7 ospedali riabilitativi): 6,6 per la Provincia di Foggia; 5,7 la Provincia BT; la provincia di Bari registra i tassi più altri con la media 7,3; 6,5 la Provincia di Brindisi; Taranto, che si era già contraddistinta nel 2017 per i punteggi più lusinghiera, pareggia la Provincia di Bari con 7,3; 6,8 per la Provincia di Brindisi; 5,3 la media per le strutture riabilitative per le quali ancora lo strumento di analisi non è perfettamente adeguato.

“Tutte le strutture sono migliorate” ha spiegato il DG Gorgoni. “Le aree dove si registrano i più incisivi miglioramenti sono l’Area 1 Processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto e alla specificità della persona e l’Area 4 Cura della relazione con il paziente e con il cittadino. La cifra dell’edizione 2018 è il miglioramento: dalla media del 5,8 siamo passati al 6,9 con un incremento del 19%. Un risultato non casuale ma ben definito grazie a programmi di miglioramento messi in campo dalle equipe locali.

La voce ai cittadini: qual è l’esperienza nelle 6 province pugliesi?

Ha puntato sull’importanza della partecipazione civica - Stefania Palmisano, referente per BA-FG-BT - che ha analizzato i punti di forza e di debolezza dell’area Nord della Regione Puglia. “Dai risultati conseguiti – spiega Palmisano – emergono gli effetti positivi della partecipazione e del fatto che il cittadino sia diventato parte attiva della rilevazione. Punti di forza del percorso sono stati la creazione di quei canali di comunicazione tra le Istituzioni preposte e il cittadino, e la maggiore sensibilizzazione da parte dei Dirigenti Sanitari. Le sfide per il futuro riguardano l’implementazione delle occasione di condivisione dei risultati, una migliore comunicazione, affidare i compiti con chiarezza e continuare a formare Istituzioni e cittadini affinché si creino le competenze necessarie a rafforzare l’adozione dei Piani di miglioramento”.

“Esperienza molto significativa anche quest’anno - ha dichiarato Grazia Manni referente per LE-BR-TA – come hanno riportato tutti i volontari che hanno parte alla ricerca. Abbiamo riscontrato maggiore attenzione da parte delle strutture pubbliche e private che hanno compreso molto meglio, rispetto all’anno scorso, il senso della ricerca potendo verificare sul campo la possibilità reale di cambiare. Questa ricerca è una opportunità importante per l’Italia e in particolare per la regione Puglia. La scommessa è che si riesca realmente ad inserire questi parametri nelle procedure di accreditamento”.

Emiliano premia gli ospedali più virtuosi

In una tavola gli Enti che hanno conseguito i più significativi miglioramenti si sono confrontati insieme su questo percorso di miglioramento: Monte Imperatore di Noci, Presidio Ospedaliero di Manduria, Villa Bianca di Lecce, Giovanni Paolo II di Bari, San Camillo De Lellis di Manfredonia, Casa di Cura San Francesco di Galatina.

I referenti di ogni Ente hanno illustrato le motivazioni, gli strumenti correttivi adottati, le iniziative di stampo umanizzante messi in campo che hanno consentito i nuovi e più positivi risultati di umanizzazione dei servizi.

Al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il compito di premiare le strutture pubbliche e private che hanno raggiunto il valore assoluto più alto: l’Ospedale pubblico con il punteggio più alto è il San Paolo di Bari con il punteggio di 8,5; l’Ospedale privato è la Casa di Cura Santa Maria di Bari (8,5); la struttura pubblica che ha registrato l’incremento percentuale più importante l’Ospedale San Camillo di Manfredonia (+67%); la struttura privata con l’incremento percentuale più importante (oltre il 100%) è Monte Imperatore di Noci; due ex aequo per le riabilitative con il punteggio di 7,1: l’Istituto Scientifico Maugeri di Cassano Murge e il Medea di Ostuni.