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[Comunicato stampa Giunta regionale Marche]
L’assessora Bora relatrice, a Bruxelles, alla Commissione dell’Assemblea regionale locale euromediterranea (Arlem): “Trasparenza e nuovo codice di condotta europeo”

venerdì 12 ottobre 2018

“La corruzione e il comportamento non etico continuano a minacciare la democrazia, lo sviluppo economico e la coesione sociale. Agli amministratori locali e regionali spetterà il compito di affrontare e contrastare questi fenomeni. Una sfida che potrebbe essere condotta con successo adottando proprio il nuovo Codice di condotta europeo”. Lo ha affermato l’assessora alle Politiche comunitarie, Manuela Bora, nel suo intervento tenuto, a Bruxelles, alla riunione della Commissione dell’Assemblea regionale e locale euromediterranea (Arlem). Era stata invitata, come relatrice, in qualità di vice presidente del Comitato di governance del Congresso dei poteri locali e regionali, nel dibattito sulla trasparenza nella regione mediterranea aperto dalla relazione del sindaco di Hatay (Turchia), Lütfü Savas. “Il Codice è uno strumento essenziale e un testo di riferimento per gli amministratori locali, ma, a distanza di venti anni, necessitava di una revisione per confermarne la validità come standard europeo”, ha detto Bora. Sono tre le motivazioni che hanno reso necessaria una revisione: il decentramento amministrativo intervenuto, la digitalizzazione sopraggiunta, la crescente sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni pubbliche. Il nuovo Codice rafforza la trasparenza, la non discriminazione, il merito e l’imparzialità. Chiama tutti, eletti e funzionari, a condividere procedure di segnalazione degli illeciti. Alle autorità locali viene chiesto di adottarlo, “in quanto fa parte del pacchetto di misure che il Congresso ha sviluppato, negli ultimi anni, per affrontare il fenomeno della corruzione a livello locale e regionale”. L'Arlem è un’assemblea, istituita dal Comitato europeo delle regioni nel 2010, che riunisce rappresentanti locali e regionali delle tre sponde del Mediterraneo per promuovere il dialogo politico e incoraggiare la cooperazione su questioni di interesse comune.