[Comunicato stampa Giunta regionale Puglia]
La via della Seta ed i porti pugliesi. Borraccino scrive al Governo

martedì 16 ottobre 2018


L’assessore allo Sviluppo Economico, Cosimo Borraccino,  ha inviato  una nota al Ministero per lo Sviluppo Economico;dell’Economia; per il Sud; per i Trasporti  ed a quello della Semplificazione Amministrativa.

Eccone il testo:

“Oggetto: La “Via della Seta” e i porti pugliesi.

“Il Ministro dell’Economia, nel suo recente viaggio in Cina, ha proposto che le grandi imprese cinesi, in procinto di esportare enormi quantità di merci in Europa, utilizzino i porti dell’Alto Adriatico e dell’Alto Tirreno.

“Risulta inoltre a chi scrive che il gruppo China Ocean Shipping Company, meglio noto con l'acronimo COSCO (Compagnia di Stato cinese, che fornisce servizi di spedizioni e di logistica, con una flotta composta da più di 800 navi per un volume complessivo che supera 56 milioni di tonnellate) sta promuovendo rapporti con i porti adriatici di Venezia, Trieste e Ravenna, attraverso codesto Ministero dei Trasporti.

“Non sono chiare, al momento, le ragioni dell’esclusione di porti meridionali, come quelli di Bari, Brindisi e Taranto, che possiedono capacità ricettive e infrastrutture simili, se non maggiori, di quelle di molti porti del Nord e che per mere ragioni geografiche offrono circa cinque giorni di vantaggio, rispetto a quelli del Nord, per le navi che arrivano nel Mediterraneo attraverso il Canale di Suez.

“Senza considerare che il recente Progetto della ZES interregionale Puglia e Basilicata, già all’attenzione delle SS.LL., e quello in fieri della ZES Puglia e Molise dovrebbero costituire ulteriori valide ragioni di affidabilità, da sottoporre ai partners cinesi da parte di codesto Governo.

“Sta di fatto che il programma cinese prevede 900 progetti di nuove infrastrutture per circa 1000 miliardi di euro di investimenti, generati dagli interscambi con i 60 paesi coinvolti, e 200mila nuovi posti di lavoro. Non sfugge a nessuno l’importanza di far entrare il Mezzogiorno in una partita di tale rilevanza economica e occupazionale.

“Tanto premesso, questo Assessorato regionale auspica una stretta sinergia tra Governo Nazionale e Governo della Regione Puglia.

“Gli interventi urgenti che ci permettiamo di suggerire sono:

  1. il completamento della disciplina relativa alle ZES, e la messa in opera delle relative azioni attuative;
  2. la previsione all’interno delle ZES, nei retroporti di Bari, Brindisi e Taranto, di Zone Doganali Intercluse (cosiddette zone franche) ai sensi del Regolamento UE (nuovo codice doganale dell’Unione - Reg. Ue 952/2013). Tali Zone permettono infatti l’insediamento di industrie manifatturiere export oriented e quindi sono necessarie per dare vigore alle politiche per il Mezzogiorno;
  3. il superamento degli ostacoli allo sviluppo del traffico intermodale. In particolare, si chiede di estendere il regime di favore previsto per Trieste al traffico dei rotabili da e per la Puglia. A tal fine, si chiede la liberalizzazione dei permessi di transito per i rotabili stranieri e l’esenzione dal pagamento delle tasse automobilistiche per gli stessi. Gli imprenditori dei paesi MENA (Middle East North Africa) richiedono infatti maggiori approdi in Puglia e sono disponibili ad investire in infrastrutture logistiche (terminal). L’attuale numero di permessi di transito non consente di soddisfare le esigenze del mercato e ciò comporta un mancato reddito/introito per tutto il sistema, non solo pugliese. La Puglia è, infatti, la regione italiana che coniuga la maggiore vicinanza alla Turchia, e a molti paesi dell’area MENA, con una notevole dotazione infrastrutturale, quanto a porti, interporti, aeroporti, rete autostradale;

“Per concludere, auspico che si apra quanto prima un confronto su queste e altre materie ritenute fondamentali per includere la Puglia, le sue aree portuali e i suoi retroporti nelle linee progettuali della “Via della Seta”. Questo Governo regionale è disponibile fin da subito a lavorare sul tema in oggetto.”