[Comunicato stampa Giunta regionale Veneto]
CAVE. OTTO PUNTUALIZZAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE

domenica 25 novembre 2018


(AVN) Venezia, 25 novembre 2018

In relazione ad articoli di stampa relativi al rilascio dei provvedimenti autorizzativi dell’impianto Cosmo di Noale ed il deposito di ingenti volumi di materiale prodotto e depositato in detto impianto nella Cava Campagnole in comune di Paese,  appurato che è stata effettuata una maldestra e falsa rappresentazione e ricostruzione delle procedure amministrative succedutesi nel tempo, e che l’informazione che ne risulta - anche per la totale assenza di verifiche - non è soltanto gravemente errata ma si riverbera ingiustamente a danno dell’Amministrazione regionale, l’Ufficio stampa della Giunta regionale puntualizza che:

1) Il Comitato regionale VIA è un organismo eminentemente tecnico di cui non fa parte alcun membro appartenente alla Giunta regionale, ragione per la quale non si vede come possa essere coinvolto l’Assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin.

2) Il comitato regionale VIA si esprime sulla compatibilità ambientale di opere o progetti (procedura di VIA ordinaria) e, come nel caso citato da alcuni giornali trevigiani, verifica se la modifica a un impianto, già in possesso delle autorizzazioni  debba, a sua volta, essere assoggettata a nuova procedura ordinaria di VIA, in ragione di effetti ambientali eventualmente correlati alla stessa modifica proposta.

3) La recente procedura di verifica di assoggettabilità a VIA, esauritasi con un parere di non assoggettamento espresso a maggioranza dei componenti del Comitato VIA, riguarda la richiesta di selezione di 5.000 mc di rifiuti (tre cumuli), contenenti particelle di amianto da tempo oggetto di sequestro preventivo dell’autorità giudiziaria nella cava in parola (attività di selezione da effettuarsi nell’impianto autorizzato della ditta in Comune di Noale). Si sottolinea che la richiesta è stata presentata dalla ditta a seguito dell’ordinanza di rimozione dei cumuli in questione (in numero di tre) ordinata dal sindaco di Paese, a valle di una conferenza di servizi indetta nel gennaio scorso dallo stesso Sindaco, per la soluzione del problema, e in forza del diniego del medesimo sindaco di far operare la selezione dei rifiuti in loco al fine di eliminare le particelle di amianto dai cumuli.

4) Il comitato VIA non ha autorizzato alcunché, né avrebbe avuto la competenza per farlo; ha emesso invece, a seguito di approfondito esame che ha coinvolto, per gli aspetti ambientali ed igienico sanitari, sia ARPAV che l’Asl competente per territorio, un parere di non assoggettamento a VIA dell’istanza, con numerose e pesantissime prescrizioni da osservarsi obbligatoriamente dalla ditta nel caso in cui intendesse chiedere l’autorizzazione a selezionare provvisoriamente (cioè soltanto per un periodo limitato) i 5.000 mc di rifiuti, già oggetto di sequestro preventivo e gravati da ordine sindacale di rimozione. Si ripete e si sottolinea: nessuna legittimazione o autorizzazione alla ditta di selezionare rifiuti contenenti amianto nell’impianto di Noale consegue al parere di non assoggettamento a VIA pronunciato dal Comitato regionale VIA. Le prescrizioni contenute nel parere del Comitato VIA sono state impartite per la massima tutela e salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica e a garanzia della provvisorietà delle lavorazioni che potranno essere autorizzate solo ed esclusivamente per un tempo definito e limitato.

5) In modo strumentale e privo di nesso causale, gli articoli mettono in relazione la predetta procedura di verifica di assoggettamento a VIA con l’ingente volume depositato nel tempo dalla ditta Cosmo ed oggetto di recentissimo sequestro dalla autorità giudiziaria (martedì scorso). Ebbene le oltre 200.000 tonnellate di materiale appena sequestrato, risultano essere state depositate indebitamente dalla ditta nel corso degli ultimi anni in una cava tuttora in esercizio la cui autorizzazione regionale alla coltivazione è rilasciata in capo a soggetto terzo. Detto deposito, fin dal 2016 è stato oggetto di diffide alla rimozione da parte della Regione, diffide risultate inottemperate. Si fa presente che non solo i rifiuti, ma anche il materiale in questione (all’epoca prodotto dall’impianto di recupero rifiuti della ditta Cosmo e considerato come materiale nelle forme usualmente commercializzate, o materia prima secondaria – (MPS) non avrebbe potuto essere depositato nella cava ancora in esercizio.

6) I cronisti nulla riferiscono in ordine alla richiesta di variante allo strumento urbanistico comunale proposta mesi fa dal Sindaco del Comune di Paese che, tra l’altro, riguarda anche l’area in questione. La procedura di variante urbanistica, come è noto, richiede l’esperimento della preventiva procedura di VAS (valutazione ambientale strategica) obbligatoria per l’approvazione di Piani (e loro varianti) e programmi.

7) Importante sottolineare che detta procedura di verifica di assoggettabilità a VAS della variante in questione, che mirerebbe ad una completa trasformazione territoriale, è stata formalmente sospesa dalla Regione nel marzo 2018 in attesa di chiarimenti e precisazioni  da parte del Comune, alla luce delle perplessità legate alla sostenibilità ambientale della richiesta stessa ed in ragione di una serie di dubbi appalesati dall’Arpav non tanto sui tre cumuli contenenti amianto, di cui si è detto, ma sulla probabile cessione di sostanze inquinanti nelle matrici ambientali, sottostanti il deposito, dell’ingente materiale da tempo indebitamente depositato nella cava dalla ditta Cosmo.

8) Ad ogni buon conto, tutta la documentazione sarà presentata all’autorità giudiziaria competente per territorio per le valutazioni del caso.

Sarebbe stata sufficiente una telefonata ai competenti uffici regionali per ottenere chiarimenti tecnici.