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[Comunicato stampa Giunta regionale Toscana]
Cinque anni dopo il rogo della Teresa Moda, una legge per il progetto "Lavoro Sicuro"

lunedì 3 dicembre 2018

Scritto da Walter Fortini, sabato 1 dicembre 2018 alle 15:29

PRATO. Una legge che trasformi il progetto speciale "Lavoro Sicuro" in una pratica strutturata ed ordinaria arriverà, prima della fine della legislatura. Rossi ribadisce l'impegno intervenendo all'incontro organizzato a Prato per ricordare la tragedia, cinque anni fa, del rogo della Teresa Moda in cui morirono sette operai cinesi e il lavoro di controlli (ma anche politiche di integrazione) portato avanti in questi anni.

"Una legge ci sarà – dice – e naturalmente non sarà legata solo a Prato ma avrà un respiro più generale: una legge per contrastare condizioni di lavoro disumano, sostenere l'occupazione regolare e combattere l'evasione fiscale". "Su questi ed altri temi - spiega - avevamo chiesto al Governo un po' di autonomia regionale. Abbiamo finora aspettato per questo e speriamo che ci venga presto data. Aiuterebbe. In ogni caso siamo intenzionati ad andare avanti ugualmente".

Rossi approfitta dell'occasione per ringraziare tutte coloro che hanno partecipato al progetto, partito nel 2014: i tecnici dell'Asl assunti e formati, le forze dell'ordine, la Procura, i Prefetti, il Comune, altri pezzi della pubblica amministrazione. "MI sembra che abbiamo preso una strada per molti aspetti positivi e che ha dato risultati. Certo - annota - non si può aggiustare tutto in poco tempo. I dati però ci dicono che i comportamenti cambiano". L'84 per cento delle aziende che hanno avuto prescrizioni, ricorda, dopo i controlli si sono messe in regola. "E su questa strada vogliamo andare avanti" aggiunge. Trasformando per l'appunto un progetto da straordinario in pratica ordinaria, non più affidata ad una speciale iniziativa o alla sensibilità di chi, in quel momento, guida un'amministrazione.

Rossi ricorda anche come quello di "Lavoro sicuro" sia diventato un modello, oltre anche i confini regionali, per tempestività, economicità ed efficacia di risposta. "In Toscana – dice – lo abbiamo riproposto, con successo, per i controlli nelle aziende e nelle cave del marmo sulle Apuane".

Poi la prospettiva di un'azione ancora più larga. "Ci piacerebbe molto - si sofferma - che i controlli si estendessero all'evasione fiscale e ai rapporti di lavoro. Con l'Agenzia delle Entrate stiamo facendo studi e già adesso qualsiasi elemento importanti che emerga nel corso di una nostra ispezione viene messo a disposizione. Dopodiché noi possiamo arrivare fin qui e oltre può andare solo lo Stato. Ma Serve uno Stato che presidi il territorio, in modo concreto, affinché illegalità e lavoro nero emergano e si trasformino in impresa e occupazione regolare".

"L'immigrazione – conclude il presidente della Toscana – è qualcosa di cui prendersi cura, ma che può dare una spinta alla Toscana come fu l'immigrazione interna negli anni Sessanta: se riusciamo però a farla diventare davvero integrazione".