[Comunicato stampa Giunta regionale Piemonte]
ACCORDO DI RICERCA

giovedì 20 dicembre 2018


“Prestazioni strutturali residue a fine vita del viadotto d’interscambio Corso Grosseto – Corso Potenza a Torino”

E’ stato sottoscritto in data 18/12/2018 un accordo quadro di ricerca fra enti pubblici e privati per lo svolgimento di una campagna di indagini sperimentali e di ricerca teorica finalizzate alla valutazione delle prestazioni delle strutture del viadotto di corso Grosseto a Torino. Il progetto di ricerca nasce nell’ambito dei lavori di realizzazione della nuova infrastruttura di collegamento ferroviario fra la Città di Torino, l’aeroporto di Caselle e le valli di Lanzo, attualmente in corso di realizzazione da parte dell’ ATI Itinera S.p.A. - C.M.B. Soc. Coop. - per conto di S.C.R. Piemonte S.p.A., Società di Committenza della Regione Piemonte - e nel cui progetto è prevista la demolizione del cavalcavia in oggetto.

I soggetti sottoscrittori dell’accordo di ricerca sono la Lombardi Ingegneria S.r.l., il Politecnico di Milano (Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale), il Politecnico di Torino (Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica), la Torino Nuova Economia S.p.A., la Regione Piemonte (Assessorato ai Trasporti, Infrastrutture, Opere Pubbliche e Difesa del suolo), la S.C.R. Piemonte S.p.A., l’ATI Itinera S.p.A. - C.M.B. Soc. Coop., l’ATI Despe S.p.A - Perino Piero S.r.l., la Città di Torino (Divisione Infrastrutture e Mobilità - Servizio Ponti, Vie d’Acqua ed Infrastrutture), la Città Metropolitana di Torino (Area Lavori Pubblici) e lo Studio Ing. Luigi Quaranta.

La demolizione del viadotto di corso Grosseto a Torino, giunto quasi al termine della sua “vita utile” di circa 50 anni, costituisce infatti una significativa opportunità per un importante progetto di ricerca applicata, basato su una vasta campagna di indagini sperimentali finalizzate all’acquisizione di una grande mole di dati – adatta quindi a elaborazioni di tipo statistico – relativamente alle prestazioni residue di ponti esistenti in c.a. e c.a.p. ed esposti nel tempo all’azione di agenti aggressivi di diversa natura (emissioni del traffico, attacco da solfati, ingresso di cloruri, ecc.).

Tale sperimentazione ha una valenza unica nel suo genere in Italia e a livello internazionale per la molteplicità di informazioni che potrebbero scaturire a supporto della conoscenza dello stato di sicurezza e vita utile di molti ponti stradali realizzati nei decenni scorsi nel nostro paese.

Il progetto di ricerca si concretizzerà in un insieme coordinato di attività finalizzato alla sintesi critica dei dati acquisiti nel corso delle indagini e alla loro elaborazione.

I risultati potranno costituire una solida base di conoscenza per gli enti gestori di ponti e reti viarie ed essere impiegati a supporto della calibrazione dei metodi per la valutazione della sicurezza delle strutture esistenti e nell’impostazione di approcci progettuali a ciclo di vita che tengano conto degli effetti dell’invecchiamento dei materiali e dei fenomeni di degrado.

In tal modo sarà possibile valutare lo stato di conservazione dell’opera, l’evoluzione nel tempo del degrado e delle prestazioni strutturali e la vita residua, informazioni essenziali anche per gli enti pubblici gestori di infrastrutture per modulare nel tempo investimenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture esistenti sul territorio piemontese e nazionale.

Questa ricerca potrà infine avere ricadute sui sistemi di ispezione e monitoraggio del patrimonio di infrastrutture esistenti.