[Comunicato stampa Giunta regionale Marche]
Bando Por Fesr per lo sviluppo di una piattaforma tecnologica di ricerca nelle aree colpite dal sisma

mercoledì 9 ottobre 2019


Bora: “Rilancio del tessuto produttivo attraverso l’innovazione”

Dalla ricerca sui nuovi materiali, la risposta per il rilancio del tessuto produttivo delle aree colpite dal sisma. È l’obiettivo del bando Por Fesr 2014-2020 della Regione Marche che destina 8,4 milioni di euro allo sviluppo di una piattaforma tecnologica di ricerca collaborativa nelle zone terremotate. La strategia è quella di trasformare, queste realtà produttive, in un polo di eccellenza industriale. “La piattaforma riveste una rilevanza strategica per il rilancio del tessuto produttivo delle aree colpite dal sisma - afferma l’assessora alle Attività produttive, Manuela Bora - Gli ambiti di intervento tengono conto delle vocazioni produttive e delle specializzazioni tecnologiche locali al fine di stimolare il coinvolgimento delle imprese di piccole dimensioni, sin dalle fasi di sviluppo delle progettualità, garantendo un capillare radicamento dei processi innovativi che abbia effetti duraturi e sostenibili sul territorio. Ciò agevolerà il trasferimento dei risultati della ricerca al mercato e renderà le nostre imprese più competitive”. La piattaforma promossa dal bando coinvolgerà l’industria dei nuovi materiali ecosostenibili, compositi, funzionali, nanomateriali, biobased (a base biologica) e smart. I programmi di investimento, che verranno realizzati attraverso la collaborazione tra imprese, università ed enti di ricerca, saranno finalizzati alla realizzazione di un laboratorio localizzato nelle aree del sisma ed alla concreta applicazione delle soluzioni innovative sperimentate, per lo sviluppo dei sistemi di tracciabilità del ciclo di vita del bioprodotto, la progettazione del fine vita dei prodotti, il riutilizzo, riciclo e recupero delle risorse. “La scelta si inserisce nell’ottica dei principi dello sviluppo sostenibile - sottolinea Bora - ma i risultati della ricerca potranno essere trasferiti in diverse filiere presenti sul territorio, che vanno dai biomateriali (plastiche, tessuti, edilizia, vernici, coloranti, lubrificanti, tensioattivi, biosolventi), al settore della farmaceutica e della cosmesi, agli ambiti dei biocarburanti e delle bioenergie”.