05/05: Mezzogiorno su fondazioni bancarie

venerdì 6 maggio 2005


Mezzogiorno su fondazioni bancarie

(regioni.it) Una riforma normativa che faccia slittare la scadenza del 2005 di almeno un anno per consentire alle Fondazioni di cogliere il miglior momento di mercato per cedere le proprie partecipazioni. La conferma degli sgravi fiscali sulle  plusvalenze per il sistema delle 88 fondazioni di origine bancaria e, infine, lasciare che il ricavato di tali sgravi vada a ripatrimonializzare le fondazioni esistenti cosi' come quelle in corso di formazione nelle Regioni del Mezzogiorno, in proporzione alla popolazione dell'area territoriale di riferimento. Sono le proposte del coordinamento delle Regioni del Sud in merito alle Fondazioni bancarie.Il testo delle proposte a firma dei presidenti delle Regioni Abruzzo, Ottaviano Del Turco; Basilicata, Vito De Filippo; Calabria, Agazio Loiero; Campania, Antonio Bassolino; Molise, Michele Iorio; Puglia, Nichi Vendola; Sardegna, Renato Soru e Sicilia, Salvatore Cuffaro sono state inviate al Governo. I presidenti delle Regioni analizzano la questione e dunque ricordano che la loro proposta parte dalla considerazione della legge che impone alle fondazioni bancarie di cedere le residue partecipazioni nel mondo creditizio entro il 2005, con uno sgravio fiscale sulle plusvalenze stimato in 2 miliardi di euro ai valori di Borsa attuali.

''Tale sgravio - si sottolinea - andrebbe a totale vantaggio delle fondazioni del Centronord''. In particolare, si fa notare nel documento inviato al Governo, di quelle che hanno quote in grandi banche nazionali (Unicredit, Intesa, Sanpaolo, Capitalia).

''Nonostante l'impegno dell'Acri con il Progetto Sud - concludono i governatori - attualmente il 97% delle erogazioni delle fondazioni avviene a vantaggio del centronord, finanziando spese nel campo della sanità, ricerca, istruzione, cultura e assistenza per oltre 1,1 miliardi di euro all'anno, spese che nel Mezzogiorno restano a completo carico degli enti territoriali e in primis delle Regioni''. Tutti i motivi per cui il Coordinamento delle Regioni del Sud propongono riforme e sgravi.

Da  sottolineare anche l’impegno in Europa, che i Presidenti delle Regioni del Sud lo hanno chiesto con forza, in particolare in un’ottica di rilancio delle politiche mediterranee per le quali serve una svolta netta, a livello nazionale, europeo e locale. I rapporti con l'area Med saranno al centro dell'attivita' del neonato coordinamento tra le Regioni del Mezzogiorno: a pochi giorni dalla costituzione del nuovo soggetto politico-istituzionale, si svolge a Napoli una ''due giorni'' per riflettere sulle sfide del futuro e sul ruolo da baricentro che il Meridione d'Italia deve avere, in vista della creazione dell'area di libero scambio nel 2010. A Castel dell'Ovo, domani e sabato, discuteranno di questi temi esponenti della politica, dell'economia e della cultura provenienti da tutto il mondo. L'obiettivo del convegno (promosso dalla Regione Campania sul tema ''Il Mediterraneo: quale visione del futuro?'') e' delineare gli scenari - economici, geopolitici, demografici, socioculturali - che devono orientare sin d'ora le scelte nei rapporti con i Paesi dell'altra sponda: uno snodo cruciale soprattutto per le Regioni meridionali, i cui presidenti (Bassolino, Del Turco, Vendola, Cuffaro ma anche il laziale Marrazzo) concluderanno sabato il convegno.Tra i partecipanti ai lavori: il politologo americano Edward Luttwak, il viceministro alle Attività produttive Adolfo Urso, gli economisti Giacomo Vaciago e Paolo Savona, il presidente dell'Ansa e della Fieg Boris Biancheri, l'amministratore delegato di Ansamed, Mario Rosso, il presidente della Fondazione Laboratorio mediterraneo, Michele Capasso, il segretario generale della Maison de la Mediterranee, Walter Schwimmer.A dieci anni dall'avvio del processo di Barcellona, e proprio mentre l'Unione europea sta lanciando - nel quadro della ridefinizione delle sue politiche per il 2007-2013 - una strategia di prossimita' che garantisca una visione comune del futuro per il bacino del Mediterraneo, è necessario definire - ricorda l'assessore campano alle Attivita' produttive, Gianfranco Alois - ''una lettura trasversale delle opportunità e delle difficoltà, per mettere a fuoco gli strumenti di dialogo tra le culture e per uno sviluppo economico condiviso''. Il forum napoletano nasce dalla proposta avanzata da Bassolino, in occasione della III convention nazionale degli sportelli regionali per l'internazionalizzazione, di rafforzare il ruolo della Campania e delle altre regioni meridionali nell'area mediterranea. Un obiettivo condiviso da tutti i governatori del Sud, che al Mediterraneo dedicheranno la prossima riunione del proprio coordinamento, in programma a giugno in Abruzzo.

(sm)

N. 513 - 05 Maggio 2005