DPEF: Non a politica economica calata dall'alto

giovedì 14 luglio 2005


DPEF: Non a politica economica calata dall'alto

(regioni.it) ''Non possiamo accettare una politica  calata dall'alto. Chiederemo al Governo che, prima di approvare il dpef, si faccia quel lavoro di impostazione che e' purtroppo fino ad ora non e' stato fatto''. Si erano conclusi con questa dichiarazione del Presidente Vasco Errani, i lavori della Conferenza delle Regioni, convocata in sessione straordinaria per definire la posizione delle Regioni in occasione del confronto con il governo per l’illustrazione delle linee guida del Dpef.

Errani ha poi indicato “priorità fondamentali” (patto di stabilità interno, welfare, finanziamento della sanità, lotta seria agli sprechi) e “punti irrinunciabili” per confrontarsi "seriamente con il governo come:

1)       la necessità di togliere gli investimenti dal patto di stabilità interno, per evitare fenomeni recessivi;

2)       l’urgenza di allocare risorse per la sanità e per il fondo per le politiche sociali

3)       l’indicazione di quali sono le risorse per le politiche dello sviluppo e in particolare per il Mezzogiorno

4)       la corrispondenza tra risorse e competenze alla luce del decentramento amministrativo (le leggi Bassanini, ndr)".

Tornando poi sul Documento di programmazione economica e finanziaria Errani ha spiegato che: "Questa sera chiederemo al governo che prima che si approvi il Dpef si faccia quel lavoro di impostazione che da tempo reclamano Regione e autonomie locali. Una vera e propria concertazione che - aggiunge - fino ad oggi e' venuta a mancare nonostante una 'storica' intesa interistituzionale siglata con il presidente del Consiglio. Fu proprio Berlusconi - conclude -a definirla storica, ma, di fatto, rimasta solo sulla carta".

Durante l’incontro, presieduto dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, la risposta del Governo, interlocutoria sotto molti aspetti, è stata nel tono piuttosto rassicurante:''Non avrete una politica economica calata dall'alto” ha infatti garantito il ministro dell'economia, Domenico Siniscalco, a Regioni ed enti locali, nel

corso del confronto a Palazzo Chigi, rispondendo alla richiesta avanzata dal Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, per una maggiore concertazione.

Il Dpef che il governo sta definendo “quest'anno coincide con il programma di stabilità'' e per questo è ''snello e asciutto'', ha detto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella sua introduzione all'incontro tra governo, regioni e enti locali, invitando i rappresentati degli enti territoriali a portare le loro proposte. Berlusconi in chiusura della riunione ha poi assicurato:“Siamo pronti ad aprire un confronto con le Regioni dopo il varo del Dpef''.

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al termine dell’incontro ha precisato che ''Non abbiamo niente da eccepire rispetto ai parametri dell' Unione europea, ma per il resto e' tutto da fare''. ''Sono ancora tutte da fare le scelte sui parametri di applicazione. Il Dpef che verrà approvato venerdi' (15 luglio, ndr) dal governo sarà soltanto una manovra macro. A quel punto apriremo un confronto e i temi che noi affronteremo sono chiari e sono riportati nel documento da noi oggi presentato''. Errani ha poi aggiunto che ''dobbiamo dare un messaggio di fiducia al paese''. ''E' arrivato - ha detto - il momento che le istituzioni cooperino insieme. Noi siamo pronti a fare la nostra parte nella misura in cui ci sia disponibilita'. Disponibilita' che e' stata data a parole. Mi auguro che sia la volta buona''. Il governo nell'incontro di oggi si è detto pronto a discutere l'impostazione delle manovre contenute nel Dpef. ''Verificheremo come verrà effettuata e come verrà coperta la riduzione dell'Irap, perché e' chiaro - ha concluso - che il Paese non può più andare avanti con coperture fittizie''.

Per il presidente dell' Anci Leonardo Domenici ''Per ora ci sono paletti, cornici. Mancano le politiche'', precisando riguardo allo sgravio Irap, ''che come dice il testo dovrà essere coperto interamente, e per questo abbiamo posto la questione di come questa copertura dovra' avvenire, si parla di cinque miliardi di euro da quanto ho evinto dai giornali''. Altro punto caro a Domenici sono gli investimenti. ''C'e' stata un'apertura del ministro Siniscalco rispetto alla proposta del presidente dell' Upi Melilli di togliere gli investimenti  locali dal Patto di stabilita'. Ma il ministro ha fatto un mezzo passo avanti e poi e' tornato subito indietro''.

Come ha riportato Domenici, il ministro Siniscalco ha parlato di necessità di azione di crescita. ''Mi auguro - ha concluso Domenici - che quando se ne parlerà in concreto si guardi ai piani di sviluppo locale''.

''Non conosciamo il Dpef. C'erano solo alcune tabelle che naturalmente mostravano i saldi ma non c'e' una linea politica economica''. ha detto Fabio Melilli, presidente dell' Upi. ''Non credo - ha aggiunto - che Regioni, Comuni e Province siano in grado di dare un giudizio. Non possiamo dare un giudizio rispetto al Dpef che ancora non c'e'''.

“L’apertura di Siniscalco ai Comuni su tasse di scopo e recupero evasione sugli immobili non può essere l’unico segnale verso gli enti locali”. Così Enrico Borghi, presidente Uncem (Unione Nazionale Comuni e Comunità Montane) commenta un passaggio della riunione tra Governo ed enti locali, nel corso del quale il ministro dell’Economia ha manifestato la disponibilità a considerare le ipotesi dell’introduzione delle tasse di scopo a favore dei Comuni e di destinare agli stessi quote relative ai gettiti derivanti dal recupero sull’evasione delle tasse sugli immobili.

“Se il Governo intende dare segnali agli enti locali, apra subito un tavolo allargato ad Anci, Upi e Uncem nel quale si considerino le proposte di tutte le sigle degli enti locali”.

(sm)

 

N. 561 - 14 Luglio 2005