Dpef passaggio al Senato

martedì 26 luglio 2005


Dpef passaggio al Senato

Oggi per il Dpef passaggio in Commissione al Senato e mercoledì in Aula.

Il Documento di programmazione economico finanziaria sara' votato mercoledi' mattina dall'assemblea di Palazzo Madama. Terminate le audizioni della scorsa settimana, e' proseguito l'esame del provvedimento in Commissione Bilancio, il cui parere e' previsto per oggi. Il Dpef approdera' in Aula con la relazione del senatore Giuseppe Nocco (Fi); mercoledi' mattina avranno luogo le dichiarazioni di voto e il voto finale sulla risoluzione di maggioranza che, per il viceministro dell'Economia, Giuseppe Vegas, sara' ''snella, in linea con il Dpef''.

Intanto importanti novità sembrano esserci nella prossima Finanziaria sul patto di stabilità interno per Regioni ed Enti locali:

''Il governo ha intenzione di procedere ad una modifica legislativa, in occasione della prossima finanziaria, tesa ad escludere le spese di investimento dal tetto del 2%, consentendo cosi' agli enti locali di realizzare importanti opere sul territorio''. Lo annuncia il presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato, Riccardo Pedrizzi (An), dopo aver ricevuto assicurazioni in tal senso dal viceministro dell'Economia e delle Finanze, Mario Baldassarri, a cui il senatore di An aveva inviato una lettera e il parere della commissione sul Dpef, sottolineando la necessita' di ''provvedere a modificare le vigenti regole che individuano le spese degli enti locali che concorrono alla definizione dei tetti di spesa''.

''Il problema e' che la finanziaria per l'anno 2005, cosi' come integrata dal dl 44/2005, - spiega Pedrizzi - ha innovato le disposizioni relative al Patto di stabilita' interno, ponendo ai Comuni problemi di non poco conto per quanto riguarda soprattutto le spese di investimento. E' stato infatti previsto che, per il raggiungimento degli obiettivi del Patto, non puo' essere superato il tetto di spesa calcolato in base alla media delle spese sostenute nel triennio 2001-2003, includendo nel conteggio anche le spese d'investimento, sia che derivino da accensione di mutui, sia che provengano da finanziamenti regionali e statali in conto capitale, pure quando non determinano alcun onere a carico del bilancio comunale. Il risultato - continua il senatore - e' che gli sforzi fatti dai Comuni per reperire risorse presso le Regioni, lo Stato e l'Ue, non consentono poi di avere spazi sufficienti per il rispetto del Patto di stabilita' interno. E' necessario, dunque, che nella prossima finanziaria - rimarca l'esponente di An - vengano espunti dall'elenco delle spese che incidono sul Patto di stabilita', quei finanziamenti (regionali, statali, comunitari) che non comportano un onere diretto a carico del bilancio comunale. E che, quindi, non fanno lievitare l'indebitamento dell'ente. In tal modo - conclude Pedrizzi - si premiera' l'efficienza dei Comuni, senza rischiare l'inutilizzabilita' di risorse da usarsi prevalentemente in investimenti strutturali e opere pubbliche, unanimemente ritenute essenziali per il rilancio dell'economia''.

I deputati di Forza Italia del Mezzogiorno chiedono, in una nota ai capigruppo e al relatore del Dpef, che la risoluzione che accompagnera' l'approvazione del documento ''contenga un capitolo dove le ragioni del Mezzogiorno e gli impegni del Governo per le aree sottoutilizzate siano le piu' chiare e nette possibili''.

In particolare, a giudizio dei deputati, ''vanno individuati piani di azione sui settori strategici di sviluppo del Mezzogiorno: infrastrutture, reti, energia, idrico, cablature, vie di terra e di mare (porti e interporti), ambiente e turismo che risultano opzioni irrinunciabili''. I deputati invitano inoltre a ''dare rapida attuazione egli interventi gia' posti in essere per il miglioramento della crescita e della competitivita' del mezzogiorno a partire dalla riforma del sistema degli incentivi e dalla revisione del credito di imposta quale strumento agevolativo da calibrare secondo una logica selettiva; a valutare la possibilita' di introdurre forme di fiscalita' di vantaggio. L'obiettivo e' quello di destinare al sud il 30% delle risorse ordinarie in conto capitale e un volume di risorse aggiuntive di almeno lo 0,6% del Pil da destinare prioritariamente al potenziamento delle infrastrutture, delle reti, con particolare riferimento al consolidamento dei bacini ambientali e al rafforzamento dele vocazioni turistiche''.

Infine il presidente dei deputati Ds, Luciano Violante, ha dichiarato in merito alll'intesa tra le Regioni in materia di federalismo fiscale. Violante ne ha sottolineato la validita':

''Le risorse vanno equamente ripartite, consentendo alle Regioni piu' forti di sostenere economicamente quelle piu' deboli. Un federalismo che deve essere solidale, come abbiamo cercato di fare nella scorsa legislatura. Alcuni errori di quella riforma vanno corretti - ha ammesso l'esponente Ds - secondo anche le indicazioni della Corte Costituzionale''. 
(gs)

 N. 567 - 26 Luglio 2005