Istat: la spesa delle famiglie

mercoledì 3 agosto 2005


Istat: la spesa delle famiglie

Una famiglia siciliana – afferma l’Istat – spende 1000 euro in meno di una lombarda. La Lombardia si conferma quindi la regione del Nord con l'ammontare di spesa media piu' elevato: 2.800 euro, oltre mille euro in piu' rispetto a quello delle famiglie siciliane, che toccano il valore piu' basso (1.677 euro).

E' quanto emerge dall'indagine che l'Istat ha diffuso sui consumi delle famiglie italiane nel 2004. In generale, nelle regioni del Mezzogiorno, dove mediamente le famiglie sono piu' ampie, l'acquisto di generi alimentari e bevande assorbe oltre un quinto della spesa totale (dal 20,6% della Sardegna al 25,7% della Campania); nel resto del paese solo in Liguria e nelle Marche, data anche la consistente presenza di anziani nella prima e di famiglie numerose nella seconda, si raggiunge un valore prossimo o superiore al 20%.

Le famiglie residenti nelle regioni meridionali riservano ad abbigliamento e calzature, spese fortemente connesse al numero di componenti, quote piu' elevate rispetto al resto del Paese. Le spese per l'abitazione incidono di piu' sulla spesa delle famiglie settentrionali, ma e' in Toscana che esse raggiungono la percentuale massima (29,9%). Nel Mezzogiorno, il valore risulta generalmente piu' contenuto ed e' minimo per le famiglie calabresi che vi destinano solo un quinto della loro spesa totale.

La spesa per combustibili ed energia non presenta rilevanti differenze a livello regionale: oscilla tra il 4,1% della Campania e della Lombardia e il 5,9% della Basilicata. Sensibili differenze nelle spese destinate a servizi sanitari e salute derivano anche dall'autonomia delle singole regioni nella regolamentazione del settore. La Basilicata e' la regione con la quota di spesa per sanita' piu' alta (5,2%), segue il Trentino Alto Adige con il 4,8%. Le quote piu' basse si osservano tra le famiglie campane e tra quelle residenti nel Lazio.

La spesa per comunicazioni, se analizzata in valore assoluto, risulta alquanto omogenea sul territorio nazionale. Cio' si traduce in quote di spesa piu' basse per le famiglie settentrionali (il minimo e' in Lombardia, 1,9%) e piu' elevate in quelle del Mezzogiorno (sono Basilicata e Molise a mostrare il valore piu' elevato, 2,6%), in quanto le prime hanno una spesa complessiva molto piu' alta delle seconde.

Per quanto riguarda l'istruzione, la propensione alla spesa dipende ovviamente dalla struttura sociodemografica e dalle specifiche politiche delle regioni: si passa da quote molto contenute in Liguria, e Lazio (0,9%), a quote doppie rispetto alle prime in Abruzzo (1,9%),Trentino Alto Adige (1,7%), Basilicata e Calabria (1,8%). La spesa per istruzione costituisce l'1,2% della spesa totale (stessa quota dell'anno precedente), pari a circa 29 euro.

E' infine molto ridotta tra le famiglie campane e siciliane (3,8% e 4,0% rispettivamente), la spesa riservata a tempo libero, cultura e giochi, ma e' la percentuale di spesa destinata ad ''altri beni e servizi'' a mostrare la maggiore variabilita' territoriale: passa dal 13,5% della Valle d'Aosta all'8,1% della Basilicata.

La Basilicata e' la regione con la quota di spesa per sanita' piu' alta (5,2%), segue il Trentino Alto Adige con il 4,8%. Le quote piu' basse si osservano tra le famiglie campane e tra quelle residenti nel Lazio. Una famiglia spende, in media, circa 90 euro mensili per la cura della propria salute (al netto dei contributi del Servizio Sanitario Nazionale), il 3,8% della spesa totale.

L'abitazione rappresenta il 25,5% della spesa totale (circa 606 euro al mese), valore che comprende, oltre all'affitto imputato, quello realmente pagato, il condominio, la manutenzione ordinaria e straordinaria. Se si aggiungono anche le utenze, le famiglie riservano per la casa quasi un terzo della loro spesa complessiva. Infine, la spesa per arredamenti, elettrodomestici e servizi per la casa incide per un ulteriore 6,3% (pari a 150 euro mensili), quota del tutto identica a quella osservata nel 2003.

Le famiglie che occupano un'abitazione in affitto sono il 18,6% e sostengono per il canone locativo una spesa media di 308 euro (288 euro nel 2003). Il valore massimo viene dichiarato dalle famiglie residenti nelle regioni del Centro (circa 348 euro), il minimo dalle famiglie meridionali (circa 240 euro).

Tra le famiglie che vivono in abitazione di proprieta' (73,0% del totale) il 13,1% paga un mutuo. Nonostante questa voce di bilancio non rientri tra le spese per consumi (configurandosi piuttosto come un investimento) rappresenta comunque un'uscita consistente, in media 420 euro, per circa 2.181 mila famiglie.

(red)

 N. 573 - 03 Agosto 2005