Lo spreco e i tagli

mercoledì 5 ottobre 2005


Lo spreco e i tagli

(regioni.it) Sprechi e tagli. Oggi un articolo di “la Repubblica” (la Repubblica: articolo su tasse locali...                                    ) interviene sull’argomento e in particolare sugli aspetti collegati alla contro-denuncia dei comuni di sprechi nella pubblica amministrazione centrale. La Confesercenti quest’anno ha pubblicato uno  studio sui casi di spreco nella P.A., ad esempio per la realizzazione di infrastrutture, un settore dove continua a gravare la ''spada di Damocle dei tempi lunghi di realizzazione che portano con se' rischi di lievitazione dei costi e che poi generano il paradosso della scarsita' di risorse per completare le opere avviate''. Lo scorso anno - sostiene il Rapporto - il servizio studi della Camera dei Deputati ha rifatto i conti alle 'infrastrutture strategiche': le opere da realizzare sono diventate 270, mentre i costi complessivi sarebbero quasi il doppio dei 126 miliardi inizialmente previsti. Nelle pieghe della Finanziaria - denuncia ancora il dossier della Confesercenti - abbiamo trovato anche un finanziamento spot per la Presidenza del Consiglio, che si attribuisce ben 6 milioni per sondare i cittadini sul proprio operato.    

A tre anni dal varo della legge obiettivo per molti interventi il via ai lavori resta un miraggio e intanto i costi lievitano nelle varie aree del Paese. C’è un enorme gap fra la realizzazione di 300 opere previste in dieci anni e la relativa copertura finanziaria per le quali la legge prevedeva una spesa di 128 miliardi di euro. Ad oggi sono stati impegnati soltanto 15 miliardi di euro. Nel Mezzogiorno i cantieri legati alla legge obiettivo sono stati aperti solo sulla Salerno-Reggio Calabria. il costo previsto è lievitato dai 3,5 miliardi di euro stimati dall'Anas nel 1999 ai 7-8 miliardi di oggi. In Emilia-Romagna in cui sono stati avviati lavori per pochi interventi, il Cresme stima un costo delle opere in oltre 25 miliardi rispetto ad un preventivo iniziale di 15. In Veneto i costi stimati per le 17 opere previste sono raddoppiati rispetto a quanto contenuto nella delibera Cipe, superando i 108 miliardi.

Anche “la Civilta' cattolica” ha chiesto investimenti nelle infrastrutture, ''a partire da quelle prioritarie, senza 'promesse' inutili'' con le conseguenti ''attese'' e ''delusioni''. La rivista dei gesuiti è intervenuta sullo stato di attuazione delle nuove infrastrutture secondo un’indagine della Corte dei Conti. Risorse insufficienti, ritardi nelle progettazioni, nell'apertura dei cantieri e nello stato di avanzamento delle infrastrutture. E' questo il quadro sulle Grandi Opere che emerge dal monitoraggio effettuato dalla Corte dei Conti. L'indagine esposta dalla Civilta' cattolica ha rilevato lo stato di avanzamento delle 21 infrastrutture strategiche e delle 116 grandi opere previste dalla cosiddetta legge obiettivo. La Corte ha sottolineato come ''l'esiguita' delle risorse a disposizione avrebbe probabilmente richiesto una selezione del fabbisogno secondo obiettivi prioritari''.

Fatte queste premesse, la Corte si sofferma su alcuni dati che, tra gli altri, mostrano come una rilevante parte (il 43,58%) delle opere, stimate in 85,5 miliardi di euro, debba ancora trovare una specifica modalita' di realizzazione. Dai dati emerge poi che per le opere nuove e' previsto un fabbisogno di 75 mld di euro contro i 121 mld delle opere da completare mentre il confronto tra risorse disponibili e fabbisogno (con 20 mld di finanziamenti validati dal Cipe su una stima di fabbisogno di 196,2 mld) mostra un rapporto del 10,28%. Anche prendendo a riferimento l'originaria stima del valore delle grandi opere di 125,8 miliardi, ''il rapporto tra disponibilita' e fabbisogno non supera la percentuale del 16%''. Il che, se riferito alla opere da completare e quelle di nuova progettazione porta ad ipotizzare una necessita' di maggiori finanziamenti, rispettivamente, di 85,3 e 60,5 miliardi di euro.

Quanto poi allo stato di avanzamento delle opere, l'analisi della Corte ha fatto emergere che i cantieri avviati sono ''una parte assai limitata degli interventi inclusi nel programma''. I lavori cantierati ammontano infatti a 3,4 miliardi di euro, il 18% dei finanziamenti acclarati come disponibili a seguito di delibere Cipe. Tali lavori rappresentano poi una percentuale dell'8,68% degli interventi stimati nelle delibere Cipe. E' da considerare, tuttavia, che i valori dei lavori sono al netto dell'Iva ''per cui il raffronto sconta una discrepanza del25-30%''.

Bilancio dello Stato: la  ''significativita', come indicatori di finanza pubblica e' ridotta dalla scarsa rappresentativita' dello stesso bilancio'', ha affermato il presidente di sezione della Corte dei Conti, Fulvio Balsamo, nel giudizio sul rendiconto generale dello Stato 2004.

''La rappresentativita' del bilancio - aggiunge Balsamo - e' destinata a diminuire ulteriormente per la tendenza in atto adirottare la spesa, soprattutto di investimento, su canaliparalleli come Infrastrutture Spa o la rinnovata Cassa Depositie Prestiti, nonche' in prospettiva con l'effettivo avvio delfederalismo fiscale''. Ma ''anche l'attivita' di una serie disocieta' costituite per l'esercizio di compiti pubblici,interamente possedute dal Ministero dell'Economia''.

Nella gestione della finanza pubblicavi e' un tipo di ''spreco nascente'' rappresentato dall'evasionedalle imposte da parte di grandi contribuenti. L'allarme e'stato lanciato dal Pg della Corte dei Conti, Vincenzo Apicella, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.

Per arginare l'evasione dalle imposte - ha detto - ''e'evidente che e' urgente adottare i rimedi, anche per un doverosorispetto verso i cittadini che compiono fedelmente, e anche consacrificio, i loro obblighi di contribuenti''. La causa di questo spreco nascente - ha aggiunto il Pg della Corte dei Conti - e' stata indicata ''nelle lungaggini burocratiche, nelle notifiche, nelle difficolta' di riscossione, nel contenzioso lungo e farraginoso e nei tempi di lavorazione degli accertamenti''. E ancora: gli sprechi - sottolinea il Pg - continuano ad esserci ''nonostante la riforma introdotta negli anni '90 e malgrado il proficuo e intelligente lavoro di alcune strutture di vigilanza e di garanzia”.

Vediamo altri casi evidenziati dal rapporto Confesercenti oltre al raddoppio delle previsioni dei costi delle “infrastrutture strategiche”:

1.          Porti in alto mare

I lavori infrastrutturali per la realizzazione di porti sono ancora in alto mare. Nell'arco di un quinquennio e' stato realizzato meno del 22% degli investimenti autorizzati dallo Stato per la realizzazione delle infrastrutture necessarie al debutto delle autostrade del mare. I finanziamenti complessivi stanziati dal legislatore per tali opere ammontano ad oggi a 3,5 miliardi di euro. Non utilizzati.

2.          L’affare dei rifiuti

Secondo l’ultimo Rapporto della Legambiente, la gestione dei rifiuti pericolosi in Italia con 6,7 milioni di tonnellate di rifiuti speciali frutta alla malavita 2 miliardi e mezzo di euro all’anno e causa danni all’ambiente (da bonificare) per almeno il doppio.

 

3.          Top manager

La relazione della Corte dei Conti al Parlamento sul costo del lavoro pubblico per gli anni 2001 e 2003 indica che la spesa complessiva per la dirigenza ha registrato nel triennio 2000-2002 un incremento del 14,3%, "molto al di sopra degli obiettivi fissati dai dpef per gli anni considerati". Gli incrementi più significativi hanno riguardato, con riferimento alla spesa annua pro-capite, la dirigenza di ministeri, aziende autonome, enti pubblici non economici, università, enti di ricerca, oltre alla dirigenza scolastica.

4.          Carriere osmotiche

La Corte dei Conti, nella relazione sul costo del lavoro pubblico per gli anni 2001 e 2003 ha avviato una ricognizione sull’inquadramento del personale. Le novità sono molte: in tutti i comparti della PA si verifica un imponente calo del personale appartenente a profili iniziali della categoria di appartenenza ed un corrispondente incremento nell'ambito del profilo economico superiore.

 

5.          Caro portaborse

La Camera dei deputati spende ogni anno 28 milioni di euro per il funzionamento dei gruppi parlamentari, oltre a 31 milioni per portaborse e segretari dei deputati. In tutto, quasi sessanta milioni di euro per 750 dipendenti, vale a dire circa 80.000 euro a testa.

6.          La carica degli statali

La riduzione del personale pubblico è la vera Cenerentola delle ultime leggi finanziarie. Basti pensare che nel periodo 1998-2002 la programmazione del fabbisogno di personale, l'introduzione di un tetto massimo complessivo delle assunzioni e il blocco delle stesse avrebbero dovuto consentire una riduzione complessiva del personale pubblico in servizio di circa il 4% rispetto al 1997. Invece la Corte dei Conti ha accertato un aumento del 4,2%.

7.          Acquisti di Stato

La spesa per l'acquisto di beni e servizi dei Ministeri è aumentata nel triennio 2001-2003 dell'8,85%, nonostante le leggi finanziarie degli ultimi anni abbiano introdotto l'obbligatorietà del ricorso alla Consip.

8.          Leggi suicide

Anche nel 2004 è aumentata la spesa per il personale pubblico, e in particolare per i dipendenti statali. Ciò è dovuto per la Corte dei Conti "alle innumerevoli deroghe al blocco delle assunzioni consentite dalle stesse leggi che si sono proposte di ridurre il personale".

9.          L’evasione non rende

Secondo la Corte dei conti, nel 1998, furono investiti 2.402 miliardi di vecchie lire per contrastare l'evasione fiscale. Il risultato finale di questa lotta fu l'introito di 2.498 miliardi. A fronte dei 96 miliardi di lire di incasso positivo, nota la magistratura contabile, bisogna calcolare le centinaia di miliardi spesi dai cittadini per difendersi dalle migliaia di giudizi sbagliati da parte dei funzionari dello Stato oltre alle spese di gestione per queste controversie ed il costo del personale per recuperare tali somme.

 

10.      Lo spreco corre sul filo

Grido di allarme lanciato dal Procuratore Generale della Cassazione sulle spese effettuate dalle Procure della Repubblica per affittare dai privati le apparecchiature per le intercettazioni telefoniche e ambientali. Si scopre così che per effettuare le indagini si utilizzano in modo abnorme l'esclusivo strumento delle intercettazioni ambientali e telefoniche tanto da spendere, nei soli primi sei mesi del 2004, oltre 146 milioni di euro, 112 dei quali versati a ditte private per noleggiare le apparecchiature. Inutile dire che con tale somma le apparecchiature di intercettazione potrebbero essere acquistate e messe a disposizione di tutte le Procure d'Italia.

11.      Enti zombie

170 enti sono stati soppressi con decreto firmato dal Presidente della Repubblica nel 1987, ma continuano a sopravvivere e non si riesce a liquidarli. Tra questi le Casse Mutue di malattia per i coltivatori diretti e per gli artigiani di molte province italiane, le Aziende tranvie autobus e filobus dei comuni di Roma, Salerno e Napoli ed il fantomatico Comitato di coordinamento e compensazione casse mutue aziendali per l'assistenza, oltre a 13 casse di malattia dei dipendenti delle aziende municipalizzate del gas. Su ogni ente defunto veglia un commissario liquidatore, regolarmente stipendiato, con tanto di bilancio, contenziosi, debiti o crediti pregressi. La sopravvivenza di questi enti equivale a 170 stipendi per altrettanti commissari liquidatori, spese per la compilazione dei bilanci, per la custodia dei beni, per cause che proseguono da decenni.

12.      Liquidatori non liquidabili

Mezzo secolo fa (1956) lo Stato decide di eliminare circa 600 enti, in parte eredità del fascismo, e affida la missione a un nuovo ente, incaricato di gestire le complesse liquidazioni. Nasce così l'Iged - Ispettorato generale per la liquidazione degli enti disciolti – che oggi esiste ancora presso il Ministero dell'economia e delle finanze come dipartimento che fa capo alla Ragioneria generale dello Stato e dotato di 14 uffici, ognuno guidato da un dirigente, per un totale di 100 funzionari ed una spesa di 50 milioni di euro. Nel giugno 2002, il Tesoro decideva di affidare le pratiche di liquidazione ad una società esterna, controllata dallo Stato, la Fintecna. Ma nonostante una legge abbia soppresso l'Ispettorato, questo continua a sopravvivere ed il passaggio delle pratiche dall'Iged alla Fintecna non è ancora avvenuto.

13.      Ricerche pelasgiche

Il Dipartimento per le politiche di coesione e di sviluppo del Tesoro finanzierà quest’anno il “programma per la diffusione delle conoscenze per il mezzogiorno”. Tra le iniziative, l’inquietante “progetto Sensi”, relativo alla “diffusione dell’espressione artistica contemporanea” (600.000 euro), lo studio del sistema dei trasporti nei Balcani (120.000 euro), il “piano strategico delle Isole Pelasgie” e Masterplan di Lampedusa (160.000 euro), la “valutazione delle esternalizzazioni ambientali dei progetti infrastrutturali di trasporto (400.000 euro). In tutto, i molti progetti costeranno 55,9 milioni di euro.

14.      Flussi e riflussi

Al fine di realizzare un efficiente sistema di flussi migratori per motivi di lavoro verso l’Italia, è stato siglato un affidamento oneroso con Italia Lavoro s p.a. affinché creasse un modello per la gestione dei flussi migratori. Peccato che ad oggi l’unico flusso sia quello della spesa: secondo la denuncia della Corte dei Conti, non è stato prodotto alcun modello. Di più, nelle clausole del contratto si rileva l'assenza di un'analisi dei costi preventivati. In pratica anche negli anni 2002 e 2003 la gestione dei flussi è stata effettuata "in via provvisoria, con provvedimenti che si sono limitati a confermare, in linea di massima, le quote previste negli anni precedenti in assenza di più approfondite valutazioni sulle effettive necessità del sistema economico e sulle reali possibilità di assicurare agli interessati adeguate misure di sostegno e integrazione". In più a pagamento!

15.      Transamazzonica

Tra Italia e Brasile ancora si discute di un terreno acquistato nel 1939 dalle linee aeree littorie per farne un aeroporto. Sequestrato dallo Stato sudamericano come bottino di guerra, l’Italia ne rivendica la proprietà. Spesa stimata del contenzioso di 48 anni: 2 milioni di euro attualizzati; valore del terreno: 50.000 euro.

16.      Quanti alla Presidenza

Nel 1861 la Presidenza del Consiglio non contava nessun dipendente, dal 1876 al 1921 i dipendenti sono in media 9. Nel 1931, sotto il Duce, arrivano a 345. Nel 1988 sono 3.521: nel 2005 comprese le Segreterie e Gabinetti si superano abbondantemente i 4.500 dipendenti.

17.      Fiumi di consulenze

Nel 2003, secondo la Corte dei Conti, lo Stato ha autorizzato quasi 200.000 incarichi di consulenze esterne, con un costo stimato dal ministero della Funzione pubblica in 680 milioni di euro. Secondo la magistratura contabile “si ha motivo di ritenere che nel 2004 siano ulteriormente aumentate”.

18.      Caro commessi

Nel bilancio 2004 della Camera dei deputati, i pagamenti per il personale dipendente sono aumentati del 7,53%, quelli per collaboratori occasionali dell’8,19%. Ancora più elevata la crescita della spese per la pulizia ed igiene, che nel bilancio 2004 sono aumentate del 15,91%, da 6,3 a 7,3 milioni di euro.

19.      Un ente di nome Damocle

Una spada di Damocle pende sulla testa del Ministero dell’economia: l’entità della liquidazione dell'Efim, l'ex ente delle partecipazioni statali soppresso dal Governo di Giuliano Amato nel luglio del 1992. Le opinioni sono discordi e quindi sul previsto rimborso al Tesoro di circa 665,3 milioni di euro che dovrebbe affluire nelle esauste casse statali. La cifra è però condizionata dall'incerto esito del contenzioso legale esistente. Pertanto, scrive la Corte dei Conti nella relazione sulla liquidazione dell'Efim, "si ritiene che vada usata prudenza nella valutazione delle indicazioni sulla stima del costo finale della liquidazione stessa". La Corte, esaminando i costi di gestione dell'Efim, evidenzia come essi "appaiano ancora elevati".

20.      Contratti allentati

I contratti pubblici sono siglati dall'Aran, agenzia pubblica, che deve tener conto di governo, Parlamento, Corte dei Conti, Unioncamere, conferenze, comitati tecnico-scientifici e consulenti vari. I contratti che ne scaturiscono sono oggetto di centinaia di richieste di “allentamenti”. Se accolti, i ricorsi di sindacati o singoli estendono i miglioramenti a tutti. Ad esempio, il 20 maggio 2004 Aran e sindacati hanno esaminato il ricorso di una infermiera di Brescia che aveva frequentato un corso di qualificazione ottenendo un'indennità temporanea istituita «per ragioni di flessibilità e professionalità». La tesi del ricorso, accolta: “l'acquisizione di tecniche innovative rimane un patrimonio professionale del dipendente del quale l'azienda può beneficiare sempre”. Risultato: il premio flessibile è diventato stipendio fisso. E adesso vale per tutti.

21.      Bilanci sotto tiro 1

Dalla Relazione 2003 dell'Ispettorato Generale di Finanza sui bilanci del ministero per i beni e le attività culturali: omessa indizione di gara per concessione di servizi ai privati; affidamento di lavori a mezzo cottimo fiduciario anche in mancanza delle condizioni previste dalla legge; mancata segnalazione all'anagrafe tributaria dei contratti non soggetti all'obbligo della segnalazione; frequenti redazioni di perizie di variante, allo scopo di recuperare le somme derivanti dai ribassi d'asta.

22.      Bilanci sotto tiro 2

Per il Ministero della Difesa i rilievi dell’Ispettorato Generale della Finanza riguardano: l'artificioso frazionamento dei contratti; l'omessa richiesta di penali per ritardi nella consegna dei lavori; il mancato ricorso alle Convenzioni Consip per acquisti di beni e servizi; carenza nella programmazione delle attività e conseguente lievitazione dei costi; l'artificioso frazionamento di contratti con conseguente eccessivo ricorso alla procedura in economia; irregolare inventario di beni mobili ed immobili; irregolarità di utilizzazione del fondo scorta; mancato rispetto della normativa sugli appalti ed i contratti pubblici; irregolarità, inadempienze e mancati aggiornamenti nella tenuta delle scritture inventariali degli immobili amministrati.

23.      Araba Fenice

L’Istituto nazionale gestione imposte di consumo, l’Ingic fu istituito dal fascismo, poi fu eliminato quindi rinato nel 1951, infine soppresso nel 1974. Da allora è ancora in fase di liquidazione. Salvo ripensamenti.

24.      Giovani in bolletta

500.000 euro è la somma destinata dall’ultima legge finanziaria alla creazione di un non meglio specificato Fondo speciale per le politiche giovanili sul piano culturale. La somma in realtà è destinata al 70 per cento al finanziamento di un Forum nazionale dei giovani.

25.      Piove governo ladro

La Presidenza del Consiglio ha stanziato quest’anno 6 milioni di euro per poter realizzare un attento monitoraggio “sull’effetto che le politiche pubbliche adottate producono sui cittadini”.

26.      Grilli parlanti

Grilli parlanti. Il ministero dell’università ha calcolato che centinaia di corsi di insegnamento universitari sono tenuti solo a uno o due studenti. La Commissione Tecnica per la spesa pubblica produsse nel 1995 uno studio, abbastanza complesso, per una valutazione del sistema universitario a cui agganciare i finanziamenti. Per risparmiare, recentemente è stata soppressa la Commissione che doveva produrre economie.

27.      Servizi protetti

Quanto costano al cittadino le mancate liberalizzazioni? C’è chi ha parlato di vera e propria tassa occulta che i cittadini nella veste di imprese di consumatori pagano per foraggiare le rendite di posizione che esistono in alcuni mercati. La risposta è: tra i 30 ed i 50 miliardi di euro. Una cifra enorme pari a ben otto riforme fiscali. Tuttavia questo è il solo effetto diretto e non considera le ricadute positive che l’apertura di quei mercati alla concorrenza avrebbe in termini di maggiore competitività per l’Italia. I settori la cui apertura produrrebbe maggiori vantaggi sono la telefonia fissa ed il credito. Seguono commercio, autostrade, ferrovie, trasporto aereo e quello locale, l’energia elettrica ed il gas. Tutte voci che gravano nel budget delle famiglie italiane.

28.      Sbafo archeologico

Dal bilancio del Museo archeologico di Napoli, anno 2001: paganti 157.010, biglietti ridotti 12.640, biglietti gratuiti 146.390. Anno 2002, primo quadrimestre: paganti 39.137, biglietti ridotti 6.001, biglietti gratuiti 115.321. (Fonte Corte dei Conti, 2004).

29.      Voli infiniti

Chissà, anche Italo Balbo attende da lassù lo scioglimento dell’ente Linee Aeree Transcontinentali (Lati), costola dell’Ala littoria, da lui fondato nel 1938 con lo scopo di collegare Roma oltre Atlantico. Ma l’ente è ancora in fase di liquidazione.

30.      I soldi per l’Abissinia

Circa il 70 per cento del costo di un litro di benzina verde è costituito da accise ed imposte per spese quantomeno singolari: della guerra di Abissinia del 1935, per la crisi di Suez del 1956, ed altri disastri ecologici come il Vajont, l'alluvione di Firenze, il terremoto del Belice del 1968. Per chiudere con i due centesimi per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 e 2005. A parte quest’ultima finalità, dove diavolo andrà a finire il prelievo che gli automobilisti pagano ancora oggi per la Guerra d’Abissinia?

 

(gs/05.10.05)

 

 

N. 597 - 05 Ottobre 2005