CRISI: VERTENZA SARDEGNA,SCATTA DIFFIDA A GOVERNO SU ENTRATE L'ANNUNCIO DI CAPPELLACCI A ROMA, 30 GIORNI PER AVERE 1,6 MLD

giovedì 24 maggio 2012


ZCZC3746/SXA OCA32936 R REG S0A QBXB   (ANSA) - CAGLIARI, 24 MAG - La Sardegna da' 30 giorni di tempo al Governo per ottenere il riconoscimento e l'attribuzione delle maggiori entrate spettanti all'Isola in base all'articolo 8 dello Statuto autonomistico, circa 1,6 miliardi di euro dal 2010 ad oggi. L'ultimatum e' contenuto nell'atto formale di diffida e messa in mora che verra' notificato in giornata dall'ufficiale giudiziario al presidente del Consiglio Mario Monti. Lo ha annunciato il governatore Ugo Cappellacci incontrando a Roma il ministro per gli Affari regionali, Piero Gnudi. Oltre a Monti, il provvedimento e' indirizzato al ministero dell'Economia e alla Ragioneria generale dello Stato.    ''La Sardegna - sottolinea il presidente della Regione - non sta chiedendo misure assistenzialistiche, ma rivendica cio' che ad essa spetta di diritto in base alle norme vigenti''. L'atto fa riferimento anche a due sentenze della Corte Costituzionale: la prima (n. 99 del 2012), che ha dichiarato inammissibile il ricorso promosso dallo Stato contro la Finanziaria regionale, dimostra che la Regione puo' fare affidamento sulle entrate derivanti dall'art. 8 dello Statuto sardo, che puo' e deve contabilizzarle; la seconda (n. 118 del 2012), riguardante il patto di stabilita', ha confermato che lo Stato e' tenuto a prendere atto delle maggiori risorse regionali risultanti dall'entrata in vigore dell'art.8.    ''La Regione - spiega Cappellacci, che aveva preannunciato l'iniziative durante la riunione del Consiglio regionale del 16 maggio - ritiene indifferibile l'ottenimento delle somme dovute e fondamentali per affrontare una situazione di grave crisi economica. Poiche' dal tavolo tecnico avviato con il Governo Monti emerge un atteggiamento dilatorio, si rende necessario ancora una volta far seguire alle iniziative di carattere politico il ricorso alle vie legali per far valere quelli che sono diritti e che non possono essere degradati a benevole e ipotetiche concessioni. L'intenzione di confondere la questione entrate con il federalismo - dichiara il governatore, motivando l'uscita dal tavolo convocato oggi in via Stamperia per discutere di federalismo - non e' accettabile''.    Cappellacci ricorda l'appello rivolto al presidente della Repubblica: ''Il rappresentante dell'unita' nazionale ha svolto in questi mesi un ruolo di impulso e di garanzia rispetto al percorso istituzionale avviato. Auspico un suo autorevole intervento - ribadisce il governatore - per scongiurare quella che sta assumendo i connotati di una vera e propria secessione al contrario''. (ANSA).

     CT 24-MAG-12 13:58 NNN